Spesa compulsiva

Girando nei supermercati della grande distribuzione è sempre più facile imbattersi negli scaffali dei prodotti senza glutine e quando si è nei primi giorni della nuova dieta, così come è accaduto a me, viene voglia di prendere molte cose da mangiare, quasi come se mancasse tutto.
La mia prima spesa includeva 9 kg di riso arborio, 12 pacchi da 250 grammi di pasta di riso, 4 pacchi di spaghetti di riso, mais e grano saraceno, 4 pacchi di gallette di riso e mais, 2 kg di farina , una confezione di pane grattugiato, marmellata senza glutine e altri tipi di snack di varia natura. Una spesa sproporzionata per una sola persona, come se dovessi affrontare un lungo periodo chiuso in un eremo. Ora mi ritrovo una dispensa che per molte settimane non avrà bisogno di integrazioni.
Ho esagerato?
Chi vivrà vedrà…

Un piccolo passo indietro

Un piccolo passo indietro è quasi obbligatorio in questa storia.
Il mio legame col glutine è stato molto forte e me ne sono accorto solo quando ho scoperto di non doverci avere a che fare.
Il glutine è in tante cose che mangiamo abitualmente senza pensarci, dalla mattina fino a sera.
Nel cornetto a colazione, nei rustici che ci servono con l’aperitivo, nella pasta, nel pane, nelle torte, nelle bruschette, nelle pizze e in tanti altri alimenti presenti sulle nostre tavole.
Ho scoperto con molto dispiacere che il glutine è presente soprattutto in una bevanda a me molto cara: la birra!
Proprio lei, la birra, una delle mie passioni. Qualche mese fa avevo anche frequentato un corso per degustatori di birra artigianale. Dopo il corso c’è stata una continua ricerca di birre di qualità in giro per l’Italia o tramite i beershop. La cantina birraria è cresciuta nei mesi, così come cresceva la curiosità di provarne sempre diverse. Tanta è cresciuta la passione da decidere, insieme a mia moglie che condivide con me questa passione, di provare a produrla in proprio.
Tutto questo fino al giorno in cui mi hanno comunicato ufficialmente di essere celiaco.
Da quel momento non ho pensato solo alla pasta, il pane, la pizza che non avrei mangiato più con la semplicità di prima, soprattutto fuori casa, ma ho cominciato ad elaborare il pensiero che forse quello che più di tutto mi mancherà sarà proprio la birra artigianale. Si è vero che qualcosa c’è in giro senza glutine, ma non siamo ai livelli della birra prodotta col malto d’orzo.
Dovrò rinunciare per sempre alla birra di qualità? Mai e poi mai!!!
Da oggi comincia un percorso diverso, con molti più ostacoli, ma proprio per questo più stimolante.
La scoperta e la ricerca di nuovi sapori senza quel fastidioso glutine che mi ha fatto compagnia per 40 lunghi anni.