Corso di degustazione birre senza glutine al Gluten Free Expo

Novità assoluta al prossimo Gluten Free Expo promossa da Nonsologlutine e dedicata agli appassionati di birra.

Grazie alla collaborazione con Unionbirrai e Unionbirrai Beer Tasters, in occasione della più grande fiera europea del senza glutine dal 19 al 22 Novembre 2016, sarà organizzato per la prima volta un corso di avvicinamento alla birra con in degustazione solo birre senza glutine.

Il corso si svolgerà nei giorni sabato 19 e domenica 20 Novembre secondo questo calendario:

> 19 novembre
ore 11.30/13.30
Storia della birra e tecniche di degustazione
ore 16.00/18.00
Le materie prime e la produzione

> 20 novembre
ore 10.00/12.00
Le nazioni della birra e gli stili di riferimento
ore 15.00/17.00
Servizio, conservazione, abbinamento

In ogni lezione ci saranno 3 birre in degustazione.
Il corso comprende anche il materiale didattico così composto: bicchiere mini Teku da degustazione, dispense, quaderno degustazione, attestato finale

COSTO: 100 euro 60 euro
comprensivo del biglietto di accesso alla fiera valido per i due giorni di corso

 

Per iscriversi:
FORM ISCRIZIONE ONLINE

Per info:
comunicazione@nonsologlutine.it
331 772 6990 (Alfonso)
393 2833473 (Manila)

gluten fb

Le migliori birre senza glutine in Italia e nel mondo

 

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Domenica 21 febbraio, in occasione della manifestazione Beer Attraction a Rimini, si è tenuta la premiazione dei due concorsi sulla birra organizzati da Nonsologlutine: il World Gluten Free Beer Award e l’Italian Low Gluten Beer Award.

I due concorsi hanno riscosso grande successo, con circa 100 birre iscritte, provenienti da diversi paesi del mondo.

Il WGFBA 2016, giunto alla terza edizione, prevedeva tre categorie, vista la vasta offerta dei produttori, con diverse tipologie di stili birrari, sempre più vicini a quelle delle birre artigianali “normali”.

La Categoria A, riservata alle birre di alta e bassa fermentazione di basso contenuto alcolico (minore di 5,5°), ha visto la vittoria della Original Gluten Free di Die Weisse, la prima weizen senza glutine presente sul mercato. A ritirare il premio era presente Marco Lenzi, importatore italiano di questa birra di frumento austriaca.

Marco Lenzi di  Die Weisse
Marco Lenzi, importatore italiano dell’austriaca Die Weisse

Al secondo posto si è piazzata la Mikropolis di To Øl, mentre al terzo posto c’è stato un ex-aequo con la Vagabond Pale Ale di BrewDog e la G-Free di St. Peter’s.

Nella Categoria B partecipavano le birre di alta e bassa fermentazione di alta gradazione alcolica (maggiore di 5,6°). Tra le birre presenti in questa categoria, ha vinto la Triple di Caulier, una birra tradizionale belga di ben 9°. A ritirare il premio il belga Julien Timmermans e Federico Scapin di Caulier.

Federico Scapin e Julien Timmermans di Caulier
Federico Scapin e Julien Timmermans di Caulier

Il secondo posto è stato raggiunto dalla Dark Ale di Green’s, mentre il terzo posto se lo è aggiudicato la Triple di Brunehaut, già vincitrice del mondiale nella prima edizione.

La Categoria C, riservata alle birre molto luppolate, speziate e speciali, ha visto la vittoria della Reaparationbajer di To Øl. Il premio è stato ritirato da Natascia Tion di Ales&Co, importatore italiano del marchio danese, oltre che di Mikkeller, Brewdog e St. Peter’s.

Premiazione Reparazionbajer
Natascia Tion di Ales&Co

Il secondo e terzo posto è stato raggiunto da due birre di Mikkeller, la Peter, Pale and Mary e la I Wish Ipa.

Insieme alle birre vincitrici del mondiale, sono stati premiati anche i birrifici italiani che hanno partecipato all’Italian Low Gluten Beer Award, giunto alla seconda edizione. Questo concorso prevedeva, oltre al punteggio venuto fuori dalla degustazione dei giudici, il “bonus” relativo al quantitativo di glutine a cui sono state sottoposte tutte le birre partecipanti, rilevato dalle analisi di laboratorio effettuate presso i laboratori di Ul Conal a Cabiate (Co). Anche in questa edizione le sorprese non sono mancate, con tante birre risultate “inconsapevolemente” senza glutine.

Il primo classificato è stato il Birrificio del Forte con la Gassa d’Amante, al secondo posto abbiamo la Riverside di Hammer e al terzo posto un ex-aequo con tre birre: American Magut del Birrificio Lambrate, Wave Runner di Hammer e Blonde di Birrificio dell’Aspide.

Francesco Mancini del Birrificio del Forte
Francesco Mancini del Birrificio del Forte

Tutte le birre partecipanti all’ILGBA riceveranno l’etichetta parlante LadyBudBeer, di cui parleremo approfonditamente nei prossimi giorni.

TUTTI I VINCITORI

La festa della birra è senza glutine a Baronissi

Da oggi, fino al 24 agosto, prende vita la 18esima edizione della Festa della Birra a Baronissi, una delle manifestazioni più longeve del settore. In occasione dell’avvenuto raggiungimento della “maggiore età” dell’appuntamento estivo, che si svolgerà nella cittadina in provincia di Salerno, l’Associazione Il Punto, presieduta dal dott. Antonio Aliberti, ha deciso di puntare tutto sulla qualità, partendo dalla scelta dei birrifici artigianali campani presenti alla manifestazione e dal grande spazio dato alla gastronomia senza glutine. Quest’ultima sarà gestita da Celiamix di Salerno (su Facebook qui). Il menù delle cinque giornate sarà decisamente invitante e vario, dal salato al dolce, con piatti che saranno appetibili a tutti, non solo a coloro che devono mangiare senza glutine, e pensati per essere un ottimo accompagnamento alla birra.

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Importante e ricca la selezione di birre senza glutine presente, curata da me personalmente per soddisfare i diversi gusti di coloro che saranno presenti alla manifestazione.

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Per i curiosi e appassionati della birra senza glutine sarà anche un momento di incontro e confronto. Gli organizzatori hanno previsto spazi di relax per poter stare insieme e conoscerci da vicino, magari assaggiando qualche birra con spirito conviviale.

Vi aspetto a Baronissi ogni sera fino al 24 agosto!

Nuovo look per le birre senza glutine Green’s

Cambia il vestito delle birre senza glutine Green’s (senza cambiare il contenuto). Il nuovo logo minimale con il fiore di luppolo di un verde più chiaro, le finiture metalliche delle etichette coloratissime e il tratto tipografico sono alcune delle novità di casa Green.

  
La nuova veste grafica aumenta la visibilità delle diverse etichette e, nelle intenzioni del produttore, facilita al cliente finale la scelta della birra grazie a una numerazione da 1 a 5. Questo sicuramente aiuta il consumatore pigro, a scapito del cliente più smaliziato che ama chiamare le birre per nome. Proprio il nome cambia impostazione, dando importanza all’aggettivo che meglio descrive il carattere delle birre, come per esempio “gorgeous” (sgargiante) per la Blond.
  
I tappi a corona sono di color marrone marchiati Green’s e non anonimi come in passato. 
  
Le 5 birre, la loro qualità e il loro prezzo restano invariati: Glorious Pilsner, Gilded Golden Ale, Gorgeous Blond, Gallant Amber e Gutsy Dark.

Daura Marzen, la nuova birra senza glutine spagnola

La Daura presenta a Rimini una nuova birra senza glutine, la Marzen. Stamattina ha aperto le porte il nuovo salone internazionale Beer Attraction e tra centinaia di espositori ho trovato la novità assoluta di Daura. Questo prodotto si ispira alle classiche birre dell’Oktoberfest che venivano prodotte a marzo (da cui il nome) e smaltite nella famosa festa bavarese che si tiene ogni anno tra fine settembre e inizio ottobre.
L’ultima nata in casa Daura è una birra ambrata, dal corpo rotondo e dalla gradazione alcolica più elevata rispetto alla classica pilsner, ben 7,2 gradi.
La novità del birrificio spagnolo sembra interpretare le nuove tendenze del mondo delle birre senza glutine, con la produzione di stili diversi dalle classiche lager e offrendo una varietà di prodotti che vanno incontro a diverse esigenze di gusto e che si prestano ad abbinamenti col cibo molto interessanti.
Da voci che ci sono giunte, tante altre novità ci saranno nelle prossime settimane. Attendiamo con i bicchieri vuoti.

Cheers

Ho bevuto glutine

Un degustatore di birra (celiaco) ha bevuto birra con glutine per 35 giorni in giro per l’Italia per conoscere gli effetti di queste birre sul suo organismo. Il tutto è avvenuto sotto il monitoraggio dell’U.O.C. di Gastroenterologia Universitaria di Salerno. Quel celiaco sono io.

Raccontata così potrebbe sembrare una follia, ma questa è solo una delle tappe della ricerca sulla birra che sto portando avanti da tre anni. Per meglio comprendere i motivi di questo “test” bisogna, però, partire dai primi passi di questo percorso.

Tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, poco dopo la diagnosi di celiachia, ho cominciato a studiare i metodi che portano alla realizzazione di birre senza glutine. Per avere un quadro chiaro da cui partire, ho analizzato, in collaborazione con l’istituto di ricerca Icq-Conal (ora UL Conal), ben 110 birre esistenti sul mercato italiano. I risultati di quella ricerca hanno fornito i primi dati incoraggianti, mettendo in evidenza tante birre che avevano già un basso contenuto di glutine, di cui alcune già “inconsapevolmente” al di sotto della soglia di 20 ppm, e quindi pronte per essere definite “senza glutine”.

Dal quel momento in poi la ricerca è stata sempre più incalzante e le birre analizzate sono aumentate sempre di più. Il movimento birraio italiano ha colto il senso che stavo dando a queste ricerche e molti si sono prodigati nel perfezionamento delle ricette e delle tecniche produttive. Ad oggi ho visto nascere una sensibilità enorme intorno a questo argomento, supportato anche dal mercato, che cerca sempre più prodotti di qualità senza glutine. Un grande successo in questo senso è stato anche il recente Italian Low Gluten Beer Award, organizzato da Nonsologlutine e rivolto al mondo artigianale italiano.

Insomma, tutte queste ricerche mi hanno permesso di avere chiara l’idea della direzione da prendere per la produzione, ma allo stesso tempo hanno stimolato le mie riflessioni, ed ho cominciato a pensare anche al modo in cui poter proporre e sdoganare le birre senza glutine (<20ppm) o a basso contenuto (<100ppm).

Uno dei problemi che maggiormente affligge il quotidiano del celiaco o del sensibile al glutine è la famosa “contaminazione” (termine che fa pensare ad un’azione batterica del glutine, cosa decisamente errata, in quanto si tratta solo di un semplice contatto fisico). Immaginando la vita classica di un pub con diverse birre alla spina, mi sono posto il problema dell’eventuale “contaminazione” della birra alla spina senza glutine da parte di birre con glutine. Vista la bassissima concentrazione di glutine nelle birre in generale, per me il problema non dovrebbe porsi nella maniera più assoluta. Ma conoscendo l’approccio di chi mangia e beve senza glutine, sempre timoroso rispetto alle “contaminazioni”, ho pensato che fosse opportuno capire gli effetti di quel poco glutine contenuto nelle birre in generale sull’organismo di un celiaco. L’unico modo per realizzare questa ricerca era quello di sottoporsi in prima persona come cavia.

Ho affrontato questo argomento diverse volte con la Prof.ssa Ciacci, Professore Ordinario di Gastroenterologia presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Salerno e responsabile dell’U.O.C. di Gastroenterologia Universitaria di Salerno. Ho sempre pensato che fosse un tema di ricerca interessante, anche per capire (realmente) come si manifestano i danni da assunzione di glutine nell’organismo di un celiaco.

Ma passare dalle parole ai fatti non è facile, anche perché il protocollo di ricerca necessario era abbastanza invasivo: gastroscopia e biopsia dello stomaco e del duodeno, il primo giorno e l’ultimo, oltre ai prelievi ematici settimanali durante tutto il periodo. C’era bisogno di una forte motivazione per intraprendere questo percorso, ma non è tardata ad arrivare.

Nel febbraio 2014 mi è arrivata una mail da Unionbirrai in cui mi comunicavano che ero stato selezionato come giudice per Birra dell’Anno, il più importante concorso sulle birre artigianali italiane. Per due giorni non ho confermato la mia presenza, volevo riflettere se correre questo rischio, ma come sempre mi è capitato nella vita, ho guardato il lato positivo: quale migliore occasione per fare quella ricerca sull’uomo che da tanto avevo in testa?

Ho contattato immediatamente la Prof.ssa Ciacci raccontandole della convocazione a BdA e le ho detto che ero pronto per partire. Dopo uno scambio di email fitto tra noi in cui mi vengono prospettati gli eventuali problemi a cui posso andare incontro, la mia decisione non cambia, anzi è presa: voglio bere glutine!

Così la Prof.ssa ha preparato il protocollo della ricerca e me lo ha sottoposto. Dopo una lettura attenta ho deciso di procedere. I tempi erano stretti e bisognava partire subito: l’11 marzo alle 9 ero in ospedale. Firmati tutti i documenti, ho fatto i primi prelievi e sono andato nel laboratorio per la gastroscopia, eseguita personalmente dalla Prof.ssa Ciacci. Un leggero sedativo. Ancora un po’ stordito sono stato accompagnato in una saletta per riprendermi comodamente. In quella saletta ho deciso di documentare tutti i giorni della ricerca con un selfie che ho pubblicato sul mio profilo Facebook, riconoscibile con l’hashtag #iwanttoknow. Trentasei selfie per ogni giorno della ricerca, che in parte hanno dato vita a sterili polemiche dei soliti detrattori e dall’altra stimolavano la curiosità di coloro che si chiedevano cosa “io volessi sapere”.

I 36 selfie di  #iwanttoknow
I 36 selfie di #iwanttoknow

Da quel momento ho vissuto 35 giorni intensissimi di tour in giro per l’Italia nei vari appuntamenti che avevo in programma: dalla serata di degustazione con Agostino Arioli, uno dei padri fondatori del movimento birraio artigianale italiano, alla Giuria di Birra dell’Anno a Rimini, dall’Italia Beer Festival di Milano alla manifestazione Mastro Birraio di Forlì, dalla pre-inaugurazione del Bir&Fud di Manuele Colonna a Roma al Mastro Birraio di Santa Lucia di Piave, dalla Giuria del Campionato del Mondo di Pizza senza glutine a Parma alle lezioni nei corsi per degustatori di birra di Unionbirrai.

Cinque settimane impegnative, dove ho bevuto molte birre, dal mezzo litro ai quattro litri al giorno (nei giorni della giuria di BdA). La mia alimentazione in quei giorni è stata rigorosamente senza glutine, come ho sempre fatto dal primo giorno della diagnosi, mentre la birra era normale, e di glutine ne aveva – anche molto in alcuni casi. Nelle giornate in cui ero a casa ho bevuto solo birre che dalle analisi precedenti risultavano contenenti molto glutine, così da poter “stressare” meglio il mio organismo. Ho tenuto un diario molto meticoloso di quei giorni, così da poter restituire un quadro completo allo staff della prof.ssa Ciacci quando avrebbero poi elaborato i dati.

In quel lungo periodo il mio corpo non ha manifestato sintomi conseguenti all’assunzione di glutine, ma questo lo avevamo già messo in conto. I sintomi sono molto soggettivi. Per questo motivo il protocollo prevedeva le gastroscopie e i prelievi del sangue, per tenere sotto controllo i villi intestinali e i valori degli anticorpi, perché erano quelli i dati che alla fine aspettavamo di conoscere.

La curiosità è stata febbrile nei giorni successivi alla seconda gastroscopia, fatta il 15 aprile. Quando ho letto il referto dell’esame istologico, effettuato sul tessuto del mio duodeno, c’è stata la prima sorpresa. La conclusione del documento recitava testualmente: “Il reperto risulta compatibile con una condizione di malassorbimento tipo celiachia verosimilmente in paziente sottoposto a dieta priva di glutine“. E analisi più sofisticate, come la conta delle cellule infiammatorie, non hanno fatto vedere differenze rispetto alla prima biopsia. Tradotto in parole povere, i miei villi hanno tenuto alla grande, come se non avessi ingerito glutine.

Il dato che mi ha ulteriormente sorpreso è stato quello relativo alle analisi degli anticorpi anti-transglutaminasi (IgG e IgA) nel sangue. In questo caso le valutazioni finali recitano: “Non sono state evidenziate alterazioni significative dei livelli di anti-transglutaminasi sierica”. Anche in questo caso i valori degli anticorpi, anche se progressivamente aumentati nel corso del tempo, si sono tenuti abbondantemente sotto il livello di guardia.

Le valutazioni conclusive della Prof.ssa Ciacci hanno messo in evidenza che “dal punto di vista clinico, le modificazioni nel livello degli anticorpi nel sangue osservate durante l’esposizione alla birra sono di modesta entità tuttavia suggeriscono che un periodo più lungo o una maggiore entità dell’esposizione a birra a contenuto variabile di glutine possano essere dannose per la salute di un celiaco”. Ineccepibili le conclusioni sopra citate, anche perché la media di un litro di birra al giorno, indipendentemente dal glutine contenuto, può dare problemi molto gravi a qualsiasi persona.

Con la prof.ssa Ciacci dopo la seconda gastroscopia (36esimo giorno)
Con la prof.ssa Ciacci dopo la seconda gastroscopia (36esimo giorno)

Trentacinque giorni di stress-test del mio organismo a colpi di glutine della birra (molta birra) hanno provocato un danno irrilevante soprattutto se paragonato a quello comunemente temuto nel caso di contaminazioni occasionali che possono avvenire nella vita di un celiaco che segue una corretta dieta senza glutine.

I risultati di questo test sono riferibili solo alla mia persona, non possono essere considerati oggettivamente validi per tutti, per lo stesso motivo per cui le impronte digitali sono diverse da persona a persona. Tuttavia allo stesso tempo aprono una porta enorme alla sperimentazione e alle possibilità di ricerca nel settore birra, legata al consumo della stessa. Il prossimo passo potrebbe essere l’estensione di questa ricerca ad un numero più elevato di soggetti, per avere un dato statistico significativo, che dia evidenze scientifiche oggettivamente valide. Non è un’impresa impossibile, soprattutto se il monitoraggio fosse meno invasivo e magari limitato alle analisi degli anticorpi anti-transglutaminasi, ma questo lo lasciamo stabilire a chi di dovere, i ricercatori.

La mia idea è quella di trasformare, ad un anno dalla sua comparsa sui social, l’hashtag #iwanttoknow in #wewanttoknow, per provare tutti insieme, sotto stretta sorveglianza medica, a realizzare una piccola rivoluzione per il mondo della birra senza glutine. Chiunque si sentisse di voler dare il suo contributo può scriverci all’indirizzo info@nonsologlutine.it

Cheers

La potenza senza glutine: Castrogiovanni, il rugby e la Peroni.

L’intreccio tra lo sport e la celiachia  è uno degli argomenti più interessanti a cui spesso guardano coloro che sono obbligati a mangiare senza glutine. Il fatto che uno sportivo raggiunga il top della forma e conquisti traguardi importanti, pur mangiando senza glutine, è un segnale che dovrebbe incoraggiare chi scopre di essere celiaco o sensibile al glutine e pensa che la sua vita sarà solo un calvario fatto di rinunce e di scarsa forma fisica.

Uno dei personaggi del mondo dello sport, notoriamente celiaco, è Martin Castrogiovanni pilone della nazionale italiana di rugby. L’ho incontrato in occasione della preparazione alla partita del Sei Nazioni Italia – Irlanda, che si giocherà oggi pomeriggio allo Stadio Olimpico di Roma.

Martin, nell’immaginario comune il celiaco è lo sfigato che non può mangiare pane, pizza e derivati della farina. Per questo motivo viene dipinto come un essere sofferente, malato. A guardarti non sembra che sia il tuo caso. Mi parli della tua esperienza iniziale con la celiachia?

Dalla mattina alla sera ho dovuto rinunciare alla pasta, alla pizza e all’amata birra. Nel 2011 dopo il “Sei Nazioni” ho scoperto di essere celiaco. I sintomi: un’allergia fortissima alla pelle e una diminuzione di ben 15 chili rispetto al peso forma. Stanchezza, pesantezza, perdita di massa muscolare. I test per la celiachia hanno rivelato un’intolleranza al glutine.  In poco tempo la corretta dieta alimentare costituita da alimenti gluten-free, privi di frumento, come la pasta di mais senza glutine, mi ha riportato in perfetta forma fisica.

Nonsologlutine nasce per valorizzare l’alimentazione naturalmente priva di glutine (carne, pesce, latticini, legumi, etc..) perchè riteniamo che mangiare senza glutine possa diventare una opportunità per mangiare sano e in maniera corretta. Qual’è il tuo pensiero in merito?

Per la mia attività devo controllare molto l’alimentazione. Recentemente ho cambiato il mio modo di mangiare e sto più attento a che tipo di alimenti assumo. Cerco di seguire una dieta proteica, meno zuccheri e più grassi buoni (noci e avocado per esempio), grandi frullati di frutta, verdura, semi e noci. E’ da quasi un anno che la mattina prima di andare all’allenamento preparo un gran frullato di frutta, verdura, semi, spirulina per iniziare alla grande la giornata.

Da quando mangi senza glutine come è cambiata la tua vita privata e quella sportiva?

I primi sei mesi sono stati davvero duri, perché un conto è scoprirlo alla nascita, altro è farlo a 27 anni, quando per forza devi rivoluzionare radicalmente la tua alimentazione. Prima di sapere di essere celiaco tendevo a prendere molti chili, questa intolleranza mi aiuta anche a mantenere un buon peso forma.

La birra è la bevanda socializzante per eccellenza. Come leggi, da un punto di vista sociale, la presenza nel mercato del gluten free di Peroni, la birra più popolare in Italia?

Alla fine ci si abitua a tutto, ma ci sono cose che mi mancano davvero, una di queste è sicuramente la birra che per noi rugbisti è una bevanda irrinunciabile. Ora però la fanno anche senza glutine: sono rovinato!

Se ti trovassi di fronte ad un neo diagnosticato, cosa senti di dirgli per aiutarlo ad affrontare con serenità la dieta senza glutine?

Animo! Si trova di tutto e non mi manca nulla. Sto molto meglio da quando ho scoperto di essere celiaco perché il glutine mi intossicava e non riuscivo nemmeno più ad allenarmi. Per fortuna al giorno d’oggi c’è una vasta scelta di alimenti senza glutine e sono anche molto buoni.

Da quando mangi senza glutine sei più o meno felice di prima?

Sono felice, semplice, solare, indipendentemente dalla celiachia. Non dimentico da dove vengo e chi sono stato. Pronto a lottare per la vita, con un sorriso.

Un approccio alla celiachia assolutamente positiva quella di Castro, come è giusto che sia. Eliminare il glutine dall’alimentazione può rappresentare una vera opportunità per la riscoperta di alimenti sani e naturali che tutti dovrebbero utilizzare nel quotidiano, facendo attenzione a ciò che si mangia.

Ma tornando all’appuntamento del Sei Nazioni di oggi, mi piace ricordare anche l’atmosfera di festa che avvolge una partita di rugby, dove a trionfare è lo sport nella sua definizione ideale, come momento di aggregazione e di socializzazione, senza vinti e vincitori. Ed è proprio questo lo spirito che caratterizza il Terzo Tempo Peroni Village, a cui possono partecipare tutti, non solo coloro che assisteranno alla partita. Nell’appuntamento di oggi allo Stadio Olimpico, il Villaggio presterà grande attenzione a chi mangia senza glutine, con spazi in cui è possibile mangiare (a cura dell’Isola Celiaca) e soprattutto bere gluten free, grazie alla Peroni, di cui Castrogiovanni è il nuovo testimonial. Molto divertente il video realizzato da Peroni per lanciare la birra gluten free, in cui Martin ritrova il suo vecchio amore.

La presenza di Peroni senza glutine ha fatto sorridere molto Castrogiovanni, che in un momento di estrema spontaneità ha detto che finalmente non ci sarà “mai più un terzo tempo senza birra“.

Cheers

Birra Peroni senza glutine

Il mercato delle birre senza glutine vede in campo sempre più attori, tutti pronti a offrire prodotti differenti tra loro. In questi ultimi tre anni sono stati soprattutto i produttori artigianali a proporre birre senza glutine perché prodotte in piccole quantità, vista la nicchia di mercato.
Ora la tendenza inizia a cambiare e vediamo affacciarsi sul mercato i marchi industriali noti a tutti.
Questa è la volta del marchio italiano più noto, Peroni. L’azienda, ormai di proprietà della Sudafricana Sab Miller, presenta oggi in anteprima mondiale la sua etichetta storica in versione senza glutine. La birra viene prodotta nello stabilimento di Roma ed è la versione classica della Peroni, a cui viene abbattuto il glutine.

Gli appuntamenti di Nonsologlutine al Gluten Free Day di Roma

L’edizione 2014 del Gluten Free Day (Roma 30 novembre), vedrà ancora una volta protagonista noi di Nonsologlutine nell’area degustazione con ben sei appuntamenti in cui il comune denominatore è la birra senza glutine. Oltre ai laboratori di degustazione della birra, abbiamo introdotto un appuntamento in cui parleremo delle eccellenze gastronomiche naturalmente prive di glutine rappresentanti la biodiversità con alcuni Presidi SlowFood del Lazio ed uno in cui parleremo dei piatti della tradizione naturalmente privi di glutine, in collaborazione con Città del Gusto Napoli – Gambero Rosso.

Ritornando alla birra, le degustazioni saranno tante e ricche di prodotti. Sono presenti nelle degustazioni le due Omission vincitrici della medaglia d’oro e di bronzo nell’ultimo World Gluten Free Beer Award, le cinque Green’s tra cui la Dark Ale vincitrice della medaglia d’argento al concorso suddetto, la Tennent’s, l’Estrella Daura e la novità assoluta, la Peroni, che verrà presentata in anteprima mondiale.

Vediamo nel dettaglio gli appuntamenti e gli orari.

Ore 11.00 Degustazione Presidi SlowFood in abbinamento alla birra
Ore 12.00 Laboratorio di degustazione guidata delle birre senza glutine
Ore 13.00 Presentazione della birra Peroni senza glutine
Ore 15.00 Laboratorio di degustazione guidata delle birre senza glutine
Ore 16.00 Degustazione Piatti della tradizione (Città del Gusto Napoli – Gambero Rosso) in abbinamento alla birra
Ore 18.00 Happy Hour con birra Peroni senza glutine

I laboratori delle 11.00 e delle 16.00 sono a numero limitato (max 30 persone)

Il Gluten Free Day si terrà domenica 30 novembre a Roma nell’Ex Lanificio Factory in via Pietralata 159/A.

Le migliori birre senza glutine

Quali sono le migliori birre senza glutine del mondo?

E quelle italiane?

A decretarlo sono stati gli 8 giudici impegnati lo scorso sabato 15 Novembre nei concorsi World Gluten Free Beer Award e Italian Low Gluten Beer Award, svolti durante il Gluten Free Expo di Rimini, dai quali sono emerse le migliori tre birre senza glutine a livello mondiale e le tre migliori italiane.

A conquistare il podio mondiale sono, dall’oro al bronzo: Omission Lager, Green’s Dark, Omission Pale Ale, che oltre ad essere dichiaratamente senza glutine in etichetta, hanno conquistato i giudici grazie alle loro caratteristiche organolettiche. La giuria ha deciso anche una menzione speciale per la birra brassata con l’utilizzo di miglio, la Schintzer Brau German Hirse Premium.

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Il campionato italiano ha visto nella competizione circa 80 etichette di birrifici artigianali italiani che si sono sfidati sia sul fronte della piacevolezza organolettica sia su quello del glutine. La caratteristica di questo concorso, infatti, è proprio che le birre in gara non sono state pensate per essere senza glutine, ma sono produzioni abituali dei birrifici “inconsapevolmente” a basso contenuto di glutine.

La votazione ha seguito due parametri: la scheda con giudizio qualitativo e numerico dei giudici che hanno valutato la piacevolezza della birra, e il punteggio di glutine, assegnato dopo le analisi delle birre effettuate grazie alla partnership con il laboratorio di analisi UL-Conal, che ha analizzato tutti i campioni in gara secondo il test Elisa R5 Competitive.

Dal concorso sono uscite vincitrici tre etichette, in ordine di podio dall’oro all’argento: H del birrificio Il Birrone (sotto i 20 ppm, quindi senza glutine), Equilibrista del birrificio Birra del Borgo (sotto i 20 ppm), Delia del birrificio Italiano (basso contenuto di glutine, sotto i 100 ppm). Anche in questo caso una menzione speciale per una birra, considerata dai giudici particolarmente meritevole a livello organolettico e dichiarata dalle analisi senza glutine: la Bastarda Rossa del birrificio Amiata.

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La giuria, guidata dal presidente di Nonsologlutine e degustatore di birra, esperto di senza glutine, Alfonso Del Forno, è stata composta dai degustatori, già giudici di Birra dell’Anno: Flavio Boero, Marco Giannasso, Eduardo Villegas, Alessandra Agrestini, Eugenio Pelliccari, Manila Benedetto, Simone Cantoni, Andrea Camaschella.

A coordinare le batterie di degustazione della giuria Camilla Rodella.

La premiazione ufficiale si svolgerà durante Beer Attraction (21-24 febbraio 2015) presso la Fiera di Rimini.