Baguette Panito di Probios: ricetta e recensione.

In questo articolo recensiamo il secondo prodotto Panito della Probios: la baguette.

Come già detto nella recensione della focaccia, l’azienda toscana ha selezionato Nonsologlutine per effettuare dei test in anteprima sulla nuova linea del pane senza glutine denominata Panito.

Questa baguette ha una caratteristica che gioca a suo favore: la capacità di mantenersi croccante all’esterno e soffice dentro per molto tempo dopo essere stata riscaldata per 5 minuti nel forno a 200°.

Anche in questa prova si è deciso di realizzare una farcitura vegetariana, utilizzando prodotti di alto profilo qualitativo legati al territorio.

Di seguito sono descritti gli ingredienti utilizzati e le procedure da seguire.

BAGUETTE CON BOCCONCINI DI ZUCCHINE, SALSA AI PEPERONI E POMODORO S.MARZANO DOP

2 zucchine

1 uovo

2 cucchiai di pecorino semi-stagionato grattugiato

3 cucchiai di farina di riso

1 peperone dolce

120 gr di burro

50 g di fecola di patate

500 ml di latte

2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato

Pomodori secchi sott’olio S. Marzano DOP

Foglie fresche di valeriana

Menta

Prezzemolo

Sale

Pepe

 

Preparazione bocconcini di zucchine

Preparare una julienne di zucchine e riporla in una ciotola. Aggiungere l’uovo, il pecorino grattugiato, il sale e il pepe. Mescolare e aggiungere un po’ alla volta la farina. Amalgamare il tutto fino a renderlo omogeneo e denso.

Prelevare l’impasto con un cucchiaio e friggerlo in una padella con abbondante olio extravergine di oliva.

Dorare su ambo i lati e far asciugare su carta assorbente.

Preparazione della salsa ai peperoni

Arrostire leggermente il peperone e riporlo, ancora caldo, in una busta per uso alimentare fino al raffreddamento. Una volta freddo, eliminare la pelle e i semi del peperone. In un tegame sciogliere 50gr di burro a fuoco lento ed aggiungere la polpa del peperone precedentemente frullata. Far cuocere per alcuni minuti avendo cura di girare di tanto in tanto. Aggiungere il restante burro, facendolo sciogliere, la fecola di patate e il latte a poco a poco. Cuocere fino ad ottenere un composto cremoso. A fuoco spento, versare nel tegame il parmigiano reggiano e salare quanto basta.

Composizione della baguette

Scaldare la baguette nel forno a 200gradi per 5 minuti.

All’uscita, dopo averla fatta raffreddare, aprire in due la baguette e riporre uno strato di valeriana sulla parte inferiore. Stendere uno strato di crema ai peperoni dolci. Aggiungere alcuni bocconcini di zucchine e completare con la julienne di pomodori secchi.

Buon Appetito!

La birra nei dolci: birramisù alla liquirizia

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Sempre più spesso, quando si parla di birra artigianale, si fa riferimento ai possibili abbinamenti con il cibo, mettendo in evidenza le tante affinità con piatti della ristorazione. Nel proporre i possibili abbinamenti, uno di quelli che stuzzica maggiormente la curiosità è di certo quello tra la birra e i dolci, un binomio impensabile per chi non ha mai avuto la possibilità di apprezzare la qualità delle birre artigianali.

Per questa ricetta sono voluto andare oltre il classico abbinamento, usando la birra come ingrediente di un dolce familiare a tutti: il tiramisù. In questo caso possiamo parlare di un vero e proprio “birramisù”.

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Per questo birramisù ho utilizzato la Dark di Green’s in sostituzione del caffè, apportando ulteriori modifiche anche nella crema, per la realizzazione della quale ho sostituito i classici ingredienti (mascarpone, uova e zucchero) con ricotta di pecora e zucchero, preparandoli come in genere si fa per il ripieno dei cannoli siciliani.

liquirizia pura

Altra variante è stata quella relativa all’utilizzo della liquirizia pura grattugiata in sostituzione del classico cacao amaro in polvere.

L’affinità tra la liquirizia pura e la Dark, birra di punta di Green’s, è perfetta: la birra inglese prodotta in Belgio, che viene realizzata utilizzando una percentuale di malto d’orzo tostato, ha tra i suoi sentori principali proprio la liquirizia, il cacao e il caffè.

Il birramisù alla liquirizia e la Dark si esaltano a vicenda e concorrono insieme alla realizzazione di una esperienza sensoriale davvero unica. Provare per credere!

Cheers

Probios e le procedure di controllo

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Nei giorni scorsi ho pubblicato la recensione della nuova focaccia della linea Panito di Probios, un prodotto davvero molto interessante che avevo farcito con hamburger di borlotti, cipolla ramata e zucca.

Il caso ha voluto che in concomitanza di tale pubblicazione ci sono stati dei servizi giornalistici che hanno messo in evidenza il problema di un prodotto Probios commercializzato senza lattosio ma che in realtà lo conteneva tra i propri ingredienti.

In seguito a questa notizia, ho ricevuto diverse richieste di chiarimento sul prodotto senza glutine che ho recensito. Ho quindi contattato i responsabili di Probios per avere delucidazioni sui controlli che vengono effettuati sui prodotti da loro commercializzati, ottenendo rassicurazioni in merito a quelli da me recensiti. Ho ricevuto anche il comunicato stampa con il quale l’azienda ha messo a conoscenza delle attività di controllo messe in atto dopo la scoperta del prodotto incriminato.

Riporto di seguito uno stralcio del comunicato:

La Probios, società leader nella commercializzazione di prodotti biologici e per intolleranze alimentari, ha comunicato oggi di aver definitivamente ritirato dal mercato due tipologie di biscotti destinate a persone intolleranti o allergiche al latte e ai suoi derivati, Il Bisfarro e il Biskamut. L’operazione di ritiro è stata decisa in via cautelativa e a tutela della salute dei consumatori, dopo una segnalazione pervenuta ai vertici dell’azienda – e ripresa da alcuni organi di stampa – della presenza sugli scaffali di lotti contaminati con latte. La Società, che ha sede a Campi Bisenzio (in provincia di Firenze), ha inoltre chiuso ogni rapporto con la Società produttrice (la Quality Bio con sede a Udine), riservandosi di intraprendere nei suoi confronti le azioni legali necessarie.

“Il rigore di Probios nei propri sistemi di controllo della qualità dei prodotti distribuiti è da sempre un nostro vanto”, ha dichiarato Fernando Favilli, Presidente e Amministratore Delegato della Società. “Nonostante questo, abbiamo deciso ora di rendere ulteriormente stringenti i requisiti di selezione dei nostri produttori partner e di mettere in atto nuove, più rigorose procedure di controllo”.

Questa la nota ufficiale rilasciata dalla società toscana specializzata in prodotti biologici.

L’augurio è che i controlli siano sempre più efficaci sui prodotti che vengono pubblicizzati per le loro caratteristiche di assenza di allergeni. Offrire la massima garanzia ai consumatori che sono obbligati a mangiare questo tipo di prodotti è un dovere da parte delle aziende produttrici. Il gusto è importante, ma senza la sicurezza alimentare non ha senso parlare di tutto il resto. Confido nei 35 anni di storia di Probios per cancellare ogni ombra dalle produzioni dell’azienda toscana.

Recensione in anteprima della focaccia Panito di Probios

focaccia panito

Cosa manca principalmente nel pane senza glutine oggi in commercio? Croccantezza, morbidezza e profumo. Queste le risposte ricevute da Probios nella ricerca di mercato effettuata dall’azienda al Gluten Free Expo su un campione di 50 intervistati. Sulla base di questi dati, l’azienda toscana, specializzata in prodotti biologici, ha tirato fuori dal cilindro la prima sorpresa del 2014 nel settore della panificazione su larga scala: Panito!

Questo è il nome della linea di pane senza glutine e senza lattosio che sarà in commercio dal prossimo mese di febbraio e che rivoluzionerà il modo di mangiare pane anche fuori casa.

La gamma prevede 6 formati: tre baguette (bianca, rustica e con semi di girasole), due tipologie di pagnotte (bianca e con semi di girasole) e la focaccia.

Nonsologlutine è stato selezionato per testare due di questi prodotti prima del lancio commerciale e per verificare se le caratteristiche annunciate sono rispettate nella prova pratica.

I prodotti che ho deciso di provare sono la baguette bianca e la focaccia.

Cominciamo a parlare di quest’ultima, partendo dalla farcitura che ho scelto per testare questa focaccia biologica.

Visto il profilo “salutistico” di Probios, ho preparato un hamburger vegetariano (realizzato con fagioli borlotti) completato da anelli di cipolla ramata di Montoro IGP (impanati e fritti) e da pezzetti di zucca marinata.

La focaccia mi ha decisamente sorpreso, sia per la consistenza che per la fragranza. Sono bastati 5 minuti di forno a 200° per apprezzarne il profumo, mentre dopo averla farcita ne ho assaporato il gusto e la masticabilità. Un prodotto molto interessante che sicuramente riuscirà a convincere i palati di coloro che la mangeranno.

Di seguito sono descritti gli ingredienti utilizzati per realizzare la ricetta e tutti i passaggi per la preparazione della farcitura.

 

FOCACCIA CON HAMBURGER DI BORLOTTI, CIPOLLA DI MONTORO E ZUCCA

200 g di fagioli borlotti lessati

40 g di farina di grano saraceno

40 g parmigiano reggiano

4 uova

1 cipolla ramata di Montoro I.G.P.

1 fetta di zucca

1 cucchiaio di farina di riso

1 cucchiaio di farina di grano saraceno

Pane grattugiato senza glutine

Aceto balsamico di Modena

Olio evo

Aglio

Peperoncino piccante

Prezzemolo

Sale

 

Preparazione hamburger di borlotti

Frullare i fagioli borlotti lessati e riporli in una ciotola. Aggiungere due tuorli d’uovo (tenendo da parte gli albumi che useremo in seguito), 40 g di farina di grano saraceno, 40 g di parmigiano reggiano, mezzo spicchio di aglio tritato, sale e prezzemolo. Amalgamare il tutto fino ad ottenere un impasto facilmente lavorabile con le mani. Far riposare l’impasto per mezz’ora in frigo, avendo cura di coprire la ciotola con pellicola trasparente.

In una ciotola separata unire i due albumi tenuti da parte ed un uovo intero, aggiungere il sale e mescolare il tutto. Trascorsa la mezz’ora in frigo, riprendere l’impasto e formare gli hamburger della dimensione e forma desiderata. Passare gli hamburger nell’uovo e poi nel pane grattugiato. Friggere l’hamburger in abbondante olio caldo o cuocere in forno per 15 minuti a 200° in teglia leggermente unta, avendo cura di girare gli hamburger a metà cottura.

Preparazione delle cipolle panate

Tagliare la cipolla a fette in modo da ottenere tanti anelli. Passare gli anelli di cipolla prima in un uovo, precedentemente salato e mescolato, e poi in un piatto dove sono state mescolate un cucchiaio di farina di grano saraceno ed un cucchiaio di farina di riso. Friggere gli anelli di cipolla in abbondante olio bollente e asciugare successivamente con carta assorbente.

Preparazione della zucca grigliata (da realizzare un giorno prima)

Eliminare la buccia dalla zucca e tagliare la stessa a fettine sottili. Grigliate le fettine di zucca e lasciarle raffreddare a temperatura ambiente. Riporre le fettine grigliate in una terrina e condirle con sale, aglio tritato, peperoncino piccante e qualche goccia di aceto balsamico, coprendo il tutto con olio evo. Far marinare il tutto per 24 ore.

Composizione della focaccia

Scaldare la focaccia nel forno a 200° per 5 minuti.

All’uscita, dopo averla fatta raffreddare per qualche minuto, aprire in due la focaccia e posizionare gli anelli di cipolla sulla parte inferiore. Appoggiare sulle cipolle l’hamburger di borlotti e completare il tutto con le fettine di zucca grigliata.

Purciddhruzzi senza glutine in Puglia

Purciddhruzzi gluten free di Zio Giglio
Purciddhruzzi gluten free di Zio Giglio

Quelli che i greci chiamavano “Loukoumades” nel corso dei secoli e nelle varie regioni italiane  hanno cambiato nome e qualche ingrediente. “Ciciriata” in Basilicata e Calabria, “cicerchiata” nelle Marche, “ciceriata”, ancora, in Abruzzo, “pignolata” in Calabria, “struffoli” in Campania. In Puglia tutto si complica con le varie popolazioni autoctone, consolidate da antiche civiltà, tiraron fuori “pizzi cunfritti”, “sannacchiudere” e le varie declinazioni dell’amato suino: “purciddhruzzu”, “purceddhruzzu”, “purcidduzzu” e “purcedduzzu”.

Per dare voce a questo dolce della tradizione, nello scorso mese di dicembre si è tenuta la quarta edizione del Purciddhruzzi Day nelle sale della Tenuta Sant’Andrea a Muro Leccese, grazie all’impegno organizzativo di Pino De Luca, esperto enogastronomico e presidente della Banca dei Gusti Mediterrònei.

La grande novità di questa edizione è stata la presenza dei Purciddhruzzi Gluten Free che hanno gareggiato con tutti gli altri, non sfigurando con quelli realizzati con le farine “glutinose”. L’evento non poteva essere ignorato da Nonsologlutine, che ha partecipato alla manifestazione con la presenza di Francesco Caprioli, socio di Nonsologlutine Onlus. Francesco, già componente della giuria del World Gluten Free Beer Award che si è tenuto lo scorso novembre a Brescia, è un esperto di birre artigianali con grande esperienza nella produzione, tanto da essere protagonista, con il musicista Roy Paci, nel progetto dei Birrogastrofonici.

Le birre Green's presenti alla manifestazione
Le birre Green’s presenti alla manifestazione

Ha partecipato all’iniziativa Purciddhruzzi Gluten Free anche la birra senza glutine Green’s, con la presenza dei suoi prodotti sul banco di assaggio a fine manifestazione e nella premiazione, con la fornitura di una selezione delle birre al vincitore della sezione gluten free. Nello specifico, grande risultato per i Purciddhruzzi senza glutine di Giuseppe Lucia della Pizzeria Zio Giglio di Lecce, sia per la qualità del prodotto che per la scenografia realizzata.

Una manifestazione, quella organizzata da Pino De Luca, che ancora una volta mette in evidenza che la buona volontà e la professionalità risultano essere determinanti per poter parlare di eccellenze gastronomiche senza glutine in contesti dove finora neppure si pensava che potessero esserci.

Tre panettoni senza glutine alla prova di assaggio.

Siamo ormai nel bel mezzo delle festività natalizie ed è in questo periodo dell’anno che si lasciano da parte tutti i conteggi sulle calorie, viziando il nostro palato con i piatti più gustosi delle tradizioni territoriali.

Ciò che è da sempre presente su ogni tavola della nostra penisola in questi giorni è il dolce natalizio per eccellenza: il panettone! Si trovano ormai panettoni artigianali in ogni pasticceria e le interpretazioni di questo dolce sono sempre diverse, a seconda dell’estro del pasticciere.

Viste le tante possibilità di reperire questo dolce, per aiutare chi ha l’imbarazzo della scelta, si è voluto provare i panettoni più diffusi sul territorio nazionale.

Sono state scelte tre aziende: Motta, NutriSi (alias NutriFree) e Schar. Vediamo nei dettagli i tre panettoni con le relative caratteristiche e foto.

Il primo è un panettone classico Motta da 400g, comprato al supermercato a  7,90 euro.

Il panettone Motta
Il panettone Motta
La fetta del panettone Motta
La fetta del panettone Motta

Questo panettone si presenta esteriormente ben cotto e sono evidenti già in superficie sia i canditi che l’uvetta. Le prime sorprese arrivano al taglio: il panettone è praticamente cavo all’interno, con un colore un po’ troppo scuro e la parte non lievitata dell’impasto concentrata in basso. Il profilo aromatico è caratteristico dei panettoni classici prodotti dall’industria. L’essenza “panettone” è diventata la consuetudine delle grandi produzioni e quindi il profumo è piuttosto omologato. Questa caratteristica conferisce una sorta di “normalità” rispetto alle produzioni di panettoni con glutine, ma le analogie finiscono qui, visto che il prodotto non si presenta bene alla vista e purtroppo la cattiva cottura si risente anche al palato per la parte “masticabile”, che purtroppo non può essere giudicata in maniera positiva.

Il secondo panettone  provato è quello di NutriSi (versione GDO di NutriFree), comprato al supermercato al prezzo di  5,29 euro. Il formato è di 600g.

Il panettone NutriSi
Il panettone NutriSi
Il panettone NutriFree che si trova nei negozi convenzionati
Il panettone NutriFree che si trova nei negozi convenzionati
La fetta del panettone NutriSi - NutriFree
La fetta del panettone NutriSi – NutriFree

Come prima accennato, questo panettone è lo stesso della NutriFree che può essere acquistato nei negozi convenzionati. Anche in questo caso il panettone risulta essere molto invitante esteriormente. Una volta effettuato il taglio della prima fetta è possibile notare la buona lievitazione e il bel colore dell’impasto, all’interno del quale è ben distribuita l’uvetta (non c’è la frutta candita). Il profilo aromatico di questo panettone è molto equilibrato, meno intenso del Motta. Al palato risulta più morbido di quanto ci si aspetti e la masticabilità è davvero ottima. Il sapore conferma l’equilibrio aromatico che si sentiva già al naso.

Il terzo ed ultimo panettone è quello di Schar che si trova nei negozi convenzionati al prezzo di 4,90 euro. Il formato in questo caso lo si può paragonare quasi ad una merendina: 180g appena!

Panettone Schar
Panettone Schar
La fetta del panettone Schar
La fetta del panettone Schar

Aprendo la scatola già si ha difficoltà a definire questo prodotto un panettone, se non fosse per  la forma e la cartuccia che lo rende simile (in scala ridotta) ai panettoni precedenti. Il colore e la superficie esterna denotano un’impostazione poco tradizionale del prodotto. Tagliando la prima fetta si nota una buona lievitazione e cottura del panettone.  Purtroppo l’esame olfattivo delude notevolmente, non riuscendosi a percepire nessuno dei profumi tipici del classico dolce natalizio. Al palato il sapore è quello tipico del Pan Brioche della stessa azienda e, seppur morbido, la masticabilità non è per nulla soddisfacente, come spesso accade con alcuni prodotti senza glutine che tendono a diventare “aderenti” al palato e ai denti.

In definitiva si potrebbe dire che il panettone Schar forse non può essere neppure classificato come tale, sia per il formato che per gli aromi utilizzati, mentre quello Motta, almeno per la confezione acquistata per questo test, ha avuto un problema di cottura, forse troppo rapida. Fra i tre panettoni il migliore è risultato sicuramente quello della NutriFree, sia per la cottura che per il profilo aromatico, oltre che per la bontà al palato. Un panettone, quest’ultimo, che assottiglia molto la differenza dai prodotti con glutine e che rende piacevoleil natale di chi, per scelta o per necessità, mangia senza glutine.

Buon panettone a tutti!

Pasta Barilla senza glutine: la recensione.

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Girare tra gli scaffali di un supermercato qualsiasi ed imbattersi nei pacchi di pasta Barilla con una grande scritta “Senza Glutine” in bella evidenza è una sensazione molto intrigante, soprattutto se abbassi lo sguardo verso il cartellino del prezzo e leggi €1,59 (confezione da 400g).

Impossibile rimanere indifferenti rispetto a quelle scatole, che nell’immaginario dell’italiano medio rappresentano la “pasta”. Il marchio Barilla appartiene alla tradizione culinaria italiana ed è uno dei marchi più familiari a chi abitualmente si occupa di fare la spesa in famiglia.

Vedere la scritta “senza glutine” su quelle scatole blu è un ulteriore segnale verso quello che da diversi punti di vista rappresenta un fenomeno della gastronomia dei nostri giorni, molto attenta alle intolleranze alimentari.

Dopo aver guardato (e fotografato) lo scaffale, ho preso con me due confezioni di pasta nei formati più classici: spaghetti e penne rigate. Tornato a casa ho rimandato il programma della cena che avevo in mente e mi sono messo subito all’opera per capire cosa ci fosse in quella scatola blu e verde (devo dire che è lo stesso verde di Nonsologlutine!).

Decido di provare gli spaghetti, uno dei formati più critici nel senza glutine, utilizzando come condimento dei pomodorini del piennolo, caratteristico pomodoro del Vesuvio, che va consumato senza una eccessiva cottura, quasi a “crudo”.

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Prima di aprire il pacco per prendere gli spaghetti necessari, leggo la composizione degli ingredienti e mi rendo conto che si tratta di una pasta di mais (65% bianco, 29,5% giallo) con una bassa percentuale di riso (5%). Cottura consigliata 10 minuti.

Nel frattempo che si cuoce la pasta riscaldo il pomodorino del piennolo con un filo di olio extravergine di oliva e qualche foglia di basilico. Finita la cottura degli spaghetti è venuto finalmente il momento di condirli e metterli nel piatto, con il risultato finale che si vede nella foto.

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Ed ecco la prova della forchetta tra gli spaghetti, con questi ultimi che si avvolgono perfettamente intorno alla posata. L’assaggio è sorprendente, con una perfetta tenuta della cottura, nonostante il tempo passato tra composizione del piatto e successivo “book fotografico”. Al palato il gusto è molto ben bilanciato, senza nessuna prevalenza da parte del mais che, utilizzato in grande percentuale nella qualità bianca, non influisce neppure nella colorazione, cosa che accade molto spesso nella pasta di mais.

Il piatto di spaghetti è finito rapidamente e con grande piacere ho assaporato questo piatto di pasta che non ha nulla da invidiare a quella con glutine. Dello stesso parere sono state le altre persone che mi hanno accompagnato in questa prova (tutti “glutinosi”), alcuni dei quali si sono meravigliati nello scoprire che una pasta di mais potesse avere un gusto così interessante e poco distante da quella realizzata con il grano duro.

Credo che Barilla con questo prodotto abbia fatto centro, soprattutto se manterrà il prezzo finale al pubblico. Riuscire ad avere un prodotto così interessante ad un prezzo di poco superiore a quello della pasta “normale” è una conquista per il consumatore che, per necessità o per scelta personale, mangia prodotti senza glutine.

Sembra quasi impossibile che si possa realizzare un prodotto senza glutine alla portata di tutti. Ma forse l’anomalia non è di Barilla. Magari la vera anomalia è la stortura del mercato del senza glutine a cui siamo abituati, dove è possibile trovare, proprio nel settore pasta, prezzi raddoppiati tra la grande distribuzione e negozi convenzionati (farmacie incluse). Ma questa è una faccenda più complessa che probabilmente merita una riflessione a parte.

Intanto rallegriamoci della presenza di questo tipo di prodotto sugli scaffali dei supermercati, nella speranza che sia l’inizio di una nuova era nella produzione di alimenti senza glutine “acquistabili” da tutti con i propri soldi, così da poter determinare le corrette scelte di mercato, dove si premia il gusto e la qualità senza sentirsi obbligati a comprare prodotti “sopravvalutati”.

Buon Appetito

Cucina salentina e argentina unite in una sola esperienza gluten free: nasce a Roma Sale e Argento

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Daniela Cascallares e Sergio Siciliano sono due ragazzi che condividono la passione per la buona cucina realizzata con materie prime di alta qualità. Questa comune passione li lega in un progetto che fonde due culture gastronomiche, rispettivamente quella argentina e quella salentina, in un progetto ambizioso: cucinare completamente senza glutine nel rispetto delle ricette tipiche delle loro terre di origine. Il progetto prende il nome di Sale e Argento, un locale che verrà inaugurato stasera alle 19 a Roma.

Le premesse per un grande progetto gastronomico ci sono tutte, grazie anche al supporto del pizzaiolo che aiuterà Daniela e Sergio nella gestione del locale, Mohamed Sarah Abd Elaziz Moraine. Il suo talento sarà certamente apprezzato da tutti coloro che frequenteranno questo locale che viene definito il Take Away dei prodotti salentini e argentini senza glutine senza glutine.

Stasera, per l’inaugurazione, saremo presenti anche noi di Nonsologlutine per poter “assaggiare” in prima persona le delizie che è possibile trovare in questo locale.

Dove si trova Sale e Argento?

A Roma in via Evandro 8 angolo via Acca Larentia (00181). La vicinanza della fermata metro (colli albani) e bus (capolinea Colli Albani: n.87,n. 660, n.663, n.664; capolinea Arco di Travertino: n.85, n.657, n.671, n.765; P.zza Cesare Baronio n.628;  fermata via delle Cave n.690; e poi n.409, n.671) consente un’utenza trasversale per età, origini e tendenze.

Contatti  06-7834 6526

Riso di pasta Viazzo e birra Green’s

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Uno dei prodotti che nell’ultima edizione del Gluten Free Expo di Brescia mi ha particolarmente incuriosito è la pasta di riso di Viazzo. Per essere precisi, l’azienda di Vercelli pubblicizza questo prodotto come “Riso di Pasta”.

La caratteristica principale che distingue questo prodotto è l’utilizzo del riso “parboiled” per realizzare i tanti formati di pasta commercializzati. Il riso parboiled, per le sue caratteristiche qualitative, fa si che la pasta realizzata riesca ad essere molto simile, in termini di cottura, alla pasta di grano duro. Tutti i formati di Viazzo vengono dunque prodotti con la trafilatura tradizionale o addirittura con quella in bronzo.

Dopo le parole però si deve passare ai fatti per verificare la qualità di questo prodotto. Abbiamo quindi testato i fusilli di Viazzo con zucchine e gamberetti.

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Il risultato finale è stato davvero interessante: la cottura della pasta non solo era perfetta al momento della realizzazione del piatto, ma anche dopo diversi minuti non ha avuto alcun segno di “ammollamento” tipico della tradizionale pasta di riso.  L’ottimo lavoro fatto da Viazzo su questo prodotto è tangibile anche dal punto di vista visivo e gustativo, grazie all’utilizzo del riso parboiled che permette di avere una colorazione meno anemica della classica pasta di riso ed un profumo decisamente più accattivante.

Per poter degustare bene questo piatto non si poteva far altro che scegliere la birra giusta da abbinare agli ingredienti utilizzati. La sceltà è ricaduta sulla Blond di Green’s, una birra rifermentata in bottiglia che ha il suo punto forte nel grande equilibrio generale, dato soprattutto dal lievito belga utilizzato.

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Questa birra è decisamente indicata per un piatto in cui il pesce è presente come ingrediente. La dolcezza, non stucchevole e ben bilanciata, fa si che anche le zucchine trovino la giusta armonia al palato con questa birra.

Buon appetito e … cheers!

Nonsologlutine e Fratelli Beretta insieme per il calendario 2014

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Che il concorso fotografico “Coeliac Does It Better” non fosse fino a se stesso lo si era capito già dall’annuncio della mostra fotografica che si terrà a Brescia in occasione del Gluten Free Expo (15-18 novembre).

Dietro il motto di Nonsologlutine, che ha dato il titolo al concorso fotografico, c’è un progetto molto più ampio e ambizioso. Coeliac Does It Better (Il celiaco lo fa meglio) è un messaggio di positività che vuole tirare fuori il meglio dal quotidiano del celiaco, lasciando da parte le problematiche relative alla gestione di ogni piccolo gesto legato all’alimentazione. Cominciare a guardare il bicchiere mezzo pieno e guardare al mondo che ci circonda con la consapevolezza che non c’è nulla che può impedire di condurre una vita senza ostacoli, magari sfruttando quanto di buono può esserci nello stare attenti a ciò che si mangia, è un messaggio fondamentale che si deve dare a chi vive la celiachia e soprattutto a chi circonda il celiaco.

Questo progetto non è passato inosservato ad una delle più importanti aziende alimentari italiane, Fratelli Beretta, la quale ha sposato in pieno la filosofia di Nonsologlutine perché cammina sugli stessi binari del famoso marchio di salumi. Beretta, nel cammino continuo verso la produzione di alimenti di qualità, iniziato da più di 200 anni, ha bandito dai propri salumi l’utilizzo di ingredienti contenenti glutine.

Con questi presupposti è nata la collaborazione tra Nonsologlutine e Fratelli Beretta, con la realizzazione del Calendario 2014. Per dare maggiore peso a questo progetto, si è deciso di utilizzare le immagini più significative tra quelle partecipanti al concorso fotografico, così da osservare, mese dopo mese, i messaggi di positività espressi dai partecipanti al concorso.

Il calendario, stampato a tiratura limitata, non sarà in vendita, ma bensì sarà dato in omaggio a coloro che diventeranno soci di Nonsologlutine.

Per tutti quelli che saranno presenti al Gluten Free Expo di Brescia, sarà possibile sottoscrivere l’adesione all’Associazione Nonsologlutine Onlus e ritirare al momento il calendario.

Ricordo che la quota associativa annuale è di soli €15,00.