Campionato Mondiale della Pizza 2017

Tre giorni, 11 categorie e 729 concorrenti. Questi i numeri della 26esima edizione del Campionato Mondiale della Pizza che è andato in scena a Parma nei giorni 8, 9 e 10 maggio.

Tra le 11 categorie, quella delle pizze senza glutine è di certo la più interessante per me e per coloro che seguono questo sito. Quest’anno i numeri sono ulteriormente cresciuti rispetto allo scorsa edizione, con la presenza di ben 68 pizzaioli che si sono sfidati tra impasti, lievitazioni e farciture tutte diverse tra loro, accomunati da un solo obiettivo, cercare di realizzare pizze di alta qualità che non soffrano il confronto con quelle “normali”.

Dopo gli assaggi di quest’anno, sembra che la meta sia sempre più vicina, con una media qualitativa decisamente molto elevata, al punto da risultare difficile crede che alcune delle pizze gareggianti potessero essere realizzate con farine senza glutine.

A decretare quali fossero le migliori pizze partecipanti, ci ha pensato la giuria chiamata a lavorare per 18 ore nei due giorni previsti. Oltre al sottoscritto, gli assaggi delle pizze sono stati fatti da Manila Benedetto, Lara Balleri, Francesca Lagonia e Simonetta Nepi. Difficile poter scegliere solo tre delle pizze partecipanti per poter decretare un podio che alla fine del concorso deve necessariamente venir fuori.

La giuria (da sinistra): Manila Benedetto, Alfonso Del Forno, Francesca Lagonia, Lara Balleri e Simonetta Nepi

Alla fine delle degustazioni, e dopo l’elaborazione dei voti, sono stati proclamati i vincitori di questa 26esima edizione del Campionato Mondiale della Pizza, con la riconferma al primo posto di Federico De Silvestri, che ha gareggiato con una pizza farcita con vellutata di piselli, Mozzarella di Bufala Campana schiacciata, bresaola, Parmigiano Reggiano di Vacca Rossa, noci e perle di aceto balsamico.

La pizza vincitrice di Federico De Silvestri

Al secondo posto si è classificato Domenico Vassallo, con una pizza che mette in risalto la semplicità delle materie prime. Infatti la farcitura è stata realizzata con filetti di pomodoro, alici di menaica, origano, timo ed olio extravergine di oliva.

La pizza di Domenico Vassallo

Terzo posto per Elio Corsi, pizzaiolo italiano che lavora ad Oslo, con la sua pizza farcita da crema di topinambur, zucchine, carne di agnello, insalata, tartufo e pecorino stagionato 36 mesi.

La pizza di Elio Corsi

Un Campionato Mondiale della Pizza molto equilibrato quello del 2017, dove la sana competizione tra i pizzaioli concorrenti ha determinato una offerta di pizze decisamente buone e interessanti, con molti esempi di impasti realizzati con mix di farine naturalmente prive di glutine, che anno dopo anno, stanno intaccando la presenza dei mix già realizzati dalle aziende.

Vista la grande attenzione che i pizzaioli prestano al settore delle pizze senza glutine e alle continue evoluzioni che di anno in anno abbiamo rilevato negli assaggi in giuria, sono sempre più convinto che il futuro di questo settore sarà sempre più roseo negli anni e il gap che le divide, da un punto di vista organolettico, dalle pizze realizzate con farina di frumento, sarà sempre più piccolo, al punto da rendere non riconoscibile la differenza.

In attesa della 27esima edizione del campionato Mondiale della Pizza, controlleremo le evoluzioni di questo settore visitando le pizzerie italiane e assaggiando le proposte che i nostri eclettici pizzaioli sono capaci di realizzare.

Alfonso Del Forno

 

Daura Marzen, la nuova birra senza glutine spagnola

La Daura presenta a Rimini una nuova birra senza glutine, la Marzen. Stamattina ha aperto le porte il nuovo salone internazionale Beer Attraction e tra centinaia di espositori ho trovato la novità assoluta di Daura. Questo prodotto si ispira alle classiche birre dell’Oktoberfest che venivano prodotte a marzo (da cui il nome) e smaltite nella famosa festa bavarese che si tiene ogni anno tra fine settembre e inizio ottobre.
L’ultima nata in casa Daura è una birra ambrata, dal corpo rotondo e dalla gradazione alcolica più elevata rispetto alla classica pilsner, ben 7,2 gradi.
La novità del birrificio spagnolo sembra interpretare le nuove tendenze del mondo delle birre senza glutine, con la produzione di stili diversi dalle classiche lager e offrendo una varietà di prodotti che vanno incontro a diverse esigenze di gusto e che si prestano ad abbinamenti col cibo molto interessanti.
Da voci che ci sono giunte, tante altre novità ci saranno nelle prossime settimane. Attendiamo con i bicchieri vuoti.

Cheers

Ho bevuto glutine

Un degustatore di birra (celiaco) ha bevuto birra con glutine per 35 giorni in giro per l’Italia per conoscere gli effetti di queste birre sul suo organismo. Il tutto è avvenuto sotto il monitoraggio dell’U.O.C. di Gastroenterologia Universitaria di Salerno. Quel celiaco sono io.

Raccontata così potrebbe sembrare una follia, ma questa è solo una delle tappe della ricerca sulla birra che sto portando avanti da tre anni. Per meglio comprendere i motivi di questo “test” bisogna, però, partire dai primi passi di questo percorso.

Tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, poco dopo la diagnosi di celiachia, ho cominciato a studiare i metodi che portano alla realizzazione di birre senza glutine. Per avere un quadro chiaro da cui partire, ho analizzato, in collaborazione con l’istituto di ricerca Icq-Conal (ora UL Conal), ben 110 birre esistenti sul mercato italiano. I risultati di quella ricerca hanno fornito i primi dati incoraggianti, mettendo in evidenza tante birre che avevano già un basso contenuto di glutine, di cui alcune già “inconsapevolmente” al di sotto della soglia di 20 ppm, e quindi pronte per essere definite “senza glutine”.

Dal quel momento in poi la ricerca è stata sempre più incalzante e le birre analizzate sono aumentate sempre di più. Il movimento birraio italiano ha colto il senso che stavo dando a queste ricerche e molti si sono prodigati nel perfezionamento delle ricette e delle tecniche produttive. Ad oggi ho visto nascere una sensibilità enorme intorno a questo argomento, supportato anche dal mercato, che cerca sempre più prodotti di qualità senza glutine. Un grande successo in questo senso è stato anche il recente Italian Low Gluten Beer Award, organizzato da Nonsologlutine e rivolto al mondo artigianale italiano.

Insomma, tutte queste ricerche mi hanno permesso di avere chiara l’idea della direzione da prendere per la produzione, ma allo stesso tempo hanno stimolato le mie riflessioni, ed ho cominciato a pensare anche al modo in cui poter proporre e sdoganare le birre senza glutine (<20ppm) o a basso contenuto (<100ppm).

Uno dei problemi che maggiormente affligge il quotidiano del celiaco o del sensibile al glutine è la famosa “contaminazione” (termine che fa pensare ad un’azione batterica del glutine, cosa decisamente errata, in quanto si tratta solo di un semplice contatto fisico). Immaginando la vita classica di un pub con diverse birre alla spina, mi sono posto il problema dell’eventuale “contaminazione” della birra alla spina senza glutine da parte di birre con glutine. Vista la bassissima concentrazione di glutine nelle birre in generale, per me il problema non dovrebbe porsi nella maniera più assoluta. Ma conoscendo l’approccio di chi mangia e beve senza glutine, sempre timoroso rispetto alle “contaminazioni”, ho pensato che fosse opportuno capire gli effetti di quel poco glutine contenuto nelle birre in generale sull’organismo di un celiaco. L’unico modo per realizzare questa ricerca era quello di sottoporsi in prima persona come cavia.

Ho affrontato questo argomento diverse volte con la Prof.ssa Ciacci, Professore Ordinario di Gastroenterologia presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Salerno e responsabile dell’U.O.C. di Gastroenterologia Universitaria di Salerno. Ho sempre pensato che fosse un tema di ricerca interessante, anche per capire (realmente) come si manifestano i danni da assunzione di glutine nell’organismo di un celiaco.

Ma passare dalle parole ai fatti non è facile, anche perché il protocollo di ricerca necessario era abbastanza invasivo: gastroscopia e biopsia dello stomaco e del duodeno, il primo giorno e l’ultimo, oltre ai prelievi ematici settimanali durante tutto il periodo. C’era bisogno di una forte motivazione per intraprendere questo percorso, ma non è tardata ad arrivare.

Nel febbraio 2014 mi è arrivata una mail da Unionbirrai in cui mi comunicavano che ero stato selezionato come giudice per Birra dell’Anno, il più importante concorso sulle birre artigianali italiane. Per due giorni non ho confermato la mia presenza, volevo riflettere se correre questo rischio, ma come sempre mi è capitato nella vita, ho guardato il lato positivo: quale migliore occasione per fare quella ricerca sull’uomo che da tanto avevo in testa?

Ho contattato immediatamente la Prof.ssa Ciacci raccontandole della convocazione a BdA e le ho detto che ero pronto per partire. Dopo uno scambio di email fitto tra noi in cui mi vengono prospettati gli eventuali problemi a cui posso andare incontro, la mia decisione non cambia, anzi è presa: voglio bere glutine!

Così la Prof.ssa ha preparato il protocollo della ricerca e me lo ha sottoposto. Dopo una lettura attenta ho deciso di procedere. I tempi erano stretti e bisognava partire subito: l’11 marzo alle 9 ero in ospedale. Firmati tutti i documenti, ho fatto i primi prelievi e sono andato nel laboratorio per la gastroscopia, eseguita personalmente dalla Prof.ssa Ciacci. Un leggero sedativo. Ancora un po’ stordito sono stato accompagnato in una saletta per riprendermi comodamente. In quella saletta ho deciso di documentare tutti i giorni della ricerca con un selfie che ho pubblicato sul mio profilo Facebook, riconoscibile con l’hashtag #iwanttoknow. Trentasei selfie per ogni giorno della ricerca, che in parte hanno dato vita a sterili polemiche dei soliti detrattori e dall’altra stimolavano la curiosità di coloro che si chiedevano cosa “io volessi sapere”.

I 36 selfie di  #iwanttoknow
I 36 selfie di #iwanttoknow

Da quel momento ho vissuto 35 giorni intensissimi di tour in giro per l’Italia nei vari appuntamenti che avevo in programma: dalla serata di degustazione con Agostino Arioli, uno dei padri fondatori del movimento birraio artigianale italiano, alla Giuria di Birra dell’Anno a Rimini, dall’Italia Beer Festival di Milano alla manifestazione Mastro Birraio di Forlì, dalla pre-inaugurazione del Bir&Fud di Manuele Colonna a Roma al Mastro Birraio di Santa Lucia di Piave, dalla Giuria del Campionato del Mondo di Pizza senza glutine a Parma alle lezioni nei corsi per degustatori di birra di Unionbirrai.

Cinque settimane impegnative, dove ho bevuto molte birre, dal mezzo litro ai quattro litri al giorno (nei giorni della giuria di BdA). La mia alimentazione in quei giorni è stata rigorosamente senza glutine, come ho sempre fatto dal primo giorno della diagnosi, mentre la birra era normale, e di glutine ne aveva – anche molto in alcuni casi. Nelle giornate in cui ero a casa ho bevuto solo birre che dalle analisi precedenti risultavano contenenti molto glutine, così da poter “stressare” meglio il mio organismo. Ho tenuto un diario molto meticoloso di quei giorni, così da poter restituire un quadro completo allo staff della prof.ssa Ciacci quando avrebbero poi elaborato i dati.

In quel lungo periodo il mio corpo non ha manifestato sintomi conseguenti all’assunzione di glutine, ma questo lo avevamo già messo in conto. I sintomi sono molto soggettivi. Per questo motivo il protocollo prevedeva le gastroscopie e i prelievi del sangue, per tenere sotto controllo i villi intestinali e i valori degli anticorpi, perché erano quelli i dati che alla fine aspettavamo di conoscere.

La curiosità è stata febbrile nei giorni successivi alla seconda gastroscopia, fatta il 15 aprile. Quando ho letto il referto dell’esame istologico, effettuato sul tessuto del mio duodeno, c’è stata la prima sorpresa. La conclusione del documento recitava testualmente: “Il reperto risulta compatibile con una condizione di malassorbimento tipo celiachia verosimilmente in paziente sottoposto a dieta priva di glutine“. E analisi più sofisticate, come la conta delle cellule infiammatorie, non hanno fatto vedere differenze rispetto alla prima biopsia. Tradotto in parole povere, i miei villi hanno tenuto alla grande, come se non avessi ingerito glutine.

Il dato che mi ha ulteriormente sorpreso è stato quello relativo alle analisi degli anticorpi anti-transglutaminasi (IgG e IgA) nel sangue. In questo caso le valutazioni finali recitano: “Non sono state evidenziate alterazioni significative dei livelli di anti-transglutaminasi sierica”. Anche in questo caso i valori degli anticorpi, anche se progressivamente aumentati nel corso del tempo, si sono tenuti abbondantemente sotto il livello di guardia.

Le valutazioni conclusive della Prof.ssa Ciacci hanno messo in evidenza che “dal punto di vista clinico, le modificazioni nel livello degli anticorpi nel sangue osservate durante l’esposizione alla birra sono di modesta entità tuttavia suggeriscono che un periodo più lungo o una maggiore entità dell’esposizione a birra a contenuto variabile di glutine possano essere dannose per la salute di un celiaco”. Ineccepibili le conclusioni sopra citate, anche perché la media di un litro di birra al giorno, indipendentemente dal glutine contenuto, può dare problemi molto gravi a qualsiasi persona.

Con la prof.ssa Ciacci dopo la seconda gastroscopia (36esimo giorno)
Con la prof.ssa Ciacci dopo la seconda gastroscopia (36esimo giorno)

Trentacinque giorni di stress-test del mio organismo a colpi di glutine della birra (molta birra) hanno provocato un danno irrilevante soprattutto se paragonato a quello comunemente temuto nel caso di contaminazioni occasionali che possono avvenire nella vita di un celiaco che segue una corretta dieta senza glutine.

I risultati di questo test sono riferibili solo alla mia persona, non possono essere considerati oggettivamente validi per tutti, per lo stesso motivo per cui le impronte digitali sono diverse da persona a persona. Tuttavia allo stesso tempo aprono una porta enorme alla sperimentazione e alle possibilità di ricerca nel settore birra, legata al consumo della stessa. Il prossimo passo potrebbe essere l’estensione di questa ricerca ad un numero più elevato di soggetti, per avere un dato statistico significativo, che dia evidenze scientifiche oggettivamente valide. Non è un’impresa impossibile, soprattutto se il monitoraggio fosse meno invasivo e magari limitato alle analisi degli anticorpi anti-transglutaminasi, ma questo lo lasciamo stabilire a chi di dovere, i ricercatori.

La mia idea è quella di trasformare, ad un anno dalla sua comparsa sui social, l’hashtag #iwanttoknow in #wewanttoknow, per provare tutti insieme, sotto stretta sorveglianza medica, a realizzare una piccola rivoluzione per il mondo della birra senza glutine. Chiunque si sentisse di voler dare il suo contributo può scriverci all’indirizzo info@nonsologlutine.it

Cheers

Gelato artigianale senza glutine al Sigep

Si è svolta martedì 20 gennaio presso Rimini Fiera la tavola rotonda organizzata da Gluten Free Expo in collaborazione con SiGEP dal titolo: “gelato senza glutine, un valore aggiunto in gelateria“, un tema d’attualità e che interessa sempre più persone e che vede i consumi di prodotti senza glutine sempre in forte crescita. Il gelato artigianale è uno dei protagonisti del settore alimentare italiano che sta conquistando il Mondo portando con sé la qualità, il gusto e l’innovazione Made in Italy. Alla presenza di un folto pubblico di addetti al settore e di giornalisti, i relatori hanno affrontato il tema illustrando quali siano le certificazioni ed i controlli qualità che le aziende italiane effettuano sulle loro produzioni e le corrette procedure da svolgere in gelateria. Coordinati da Juri Piceni direttore del Gluten Free Expo, sono intervenuti il dott. Fabrizio Osti presidente del settore merceologico prodotti per gelato di AIIPA che ha illustrato come l’associazione di categoria ed in particolar modo il settore dei semilavorati per gelato, si sia dotato di programmi di sicurezza e controllo per minimizzare o escludere le contaminazioni crociate e, nel caso tali prodotti espongano la dicitura “senza glutine” come da normativa 41/2009, anche dei programmi di controllo analitici che ne provino la veridicità.

Le aziende aderenti ad AIIPA si sottopongono periodicamente a certificazioni da soggetti accreditati come BRC e ISF, inoltre il Dott. Osti ha sottolineato come tutte le aziende investano sulla formazione interna (dipendenti) ed esterna (gelatieri, pasticceri e professionisti) per una corretta gestione dei prodotti su tutta la filiera fino al consumatore finale.

Nel dettaglio riguardante i controlli e tutti i protocolli HACCP che le aziende adottano per le loro produzioni senza glutine è entrata la Dott.ssa Valentina Moretti responsabile qualità di una delle aziende italiane leader in questo settore. “I controlli in azienda iniziano con dettagliate analisi delle materie prime che vengono acquistate e controllate prima dal fornitore poi dai nostri laboratori” spiega la Dott.ssa Moretti. “Questi controlli proseguono in azienda dove la produzione senza glutine è seguita da personale dedicato, realizzata e stoccata in ambienti separati per evitare la minima possibilità di contaminazione”. “Inoltre, spiega ancora la Moretti, effettuiamo dei controlli su tutti i lotti di produzione con una soglia di 10/15 ppm molto inferiore rispetto ai 20 ppm che da normativa definiscono un prodotto senza glutine.”

gelato sigep

Un altro interessante contributo è stato dato da Nadia Rover responsabile del prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia che ha illustrato nel dettaglio cos’è la celiachia e come l’unica terapia attuale sia una dieta priva di glutine basata su prodotti naturalmente privi di questa proteina, prodotti formulati appositamente per questo tipo di alimentazione o prodotti che nel rispetto della normativa 41/2009 riportano il claim “Senza Glutine”. Visto il contesto, Rover si è anche soffermata sulle pratiche consigliate da rispettare per evitare contaminazioni durante la fase di preparazione e sulla possibilità da parte dei professionisti di utilizzare anche prodotti destinati all’uso esclusivamente professionale con la dicitura senza glutine riportata direttamente sulla scheda tecnica o altro documento del fornitore. Chiarezza è stata fatta anche sugli strumenti che l’associazione mette in campo a supporto dei celiaci specificando che il prontuario degli alimenti e la spiga barrata sono progetti specifici pensati per garantire maggior sicurezza al celiaco e non devono intendersi come certificazioni in quanto di fatto non lo sono.

L’intervento conclusivo è stato lasciato a Giacomo Rubagotti, celiaco e gelatiere di professione che ha portato la sua esperienza vissuta direttamente sul campo nella doppia veste di consumatore e professionista. “Produrre gelato artigianale senza glutine è più facile di quello che può sembrare, il gelato nasce senza glutine”, ha dichiarato Rubagotti, “ormai la maggior parte dei semilavorati è certificata senza glutine direttamente dalle aziende che si affidano ad enti certificatori importanti come può essere BRC, e basta prestare attenzione alle schede tecniche con cui ci vengono forniti per scegliere l’ingredientistica e le materie prime idonee”. Il gelatiere si è poi soffermato sui corretti accorgimenti per la produzione e somministrazione del gelato portando come esempio la propria esperienza personale su come evitare le contaminazioni crociate nel laboratorio e al banco.

In conclusione produrre dell’ottimo gelato artigianale senza glutine è possibile, le aziende mettono a disposizione dei gelatieri prodotti sicuri e certificati che lavorati seguendo delle buone regole per la preparazione e somministrazione. Il prossimo passo è quello di poter offrire coni e cialde senza glutine con un assortimento ed un rapporto qualità prezzo accettabile, i gelatieri ed il gelato artigianale italiano e non solo lo chiedono a gran voce.

Gli appuntamenti di Nonsologlutine al Gluten Free Day di Roma

L’edizione 2014 del Gluten Free Day (Roma 30 novembre), vedrà ancora una volta protagonista noi di Nonsologlutine nell’area degustazione con ben sei appuntamenti in cui il comune denominatore è la birra senza glutine. Oltre ai laboratori di degustazione della birra, abbiamo introdotto un appuntamento in cui parleremo delle eccellenze gastronomiche naturalmente prive di glutine rappresentanti la biodiversità con alcuni Presidi SlowFood del Lazio ed uno in cui parleremo dei piatti della tradizione naturalmente privi di glutine, in collaborazione con Città del Gusto Napoli – Gambero Rosso.

Ritornando alla birra, le degustazioni saranno tante e ricche di prodotti. Sono presenti nelle degustazioni le due Omission vincitrici della medaglia d’oro e di bronzo nell’ultimo World Gluten Free Beer Award, le cinque Green’s tra cui la Dark Ale vincitrice della medaglia d’argento al concorso suddetto, la Tennent’s, l’Estrella Daura e la novità assoluta, la Peroni, che verrà presentata in anteprima mondiale.

Vediamo nel dettaglio gli appuntamenti e gli orari.

Ore 11.00 Degustazione Presidi SlowFood in abbinamento alla birra
Ore 12.00 Laboratorio di degustazione guidata delle birre senza glutine
Ore 13.00 Presentazione della birra Peroni senza glutine
Ore 15.00 Laboratorio di degustazione guidata delle birre senza glutine
Ore 16.00 Degustazione Piatti della tradizione (Città del Gusto Napoli – Gambero Rosso) in abbinamento alla birra
Ore 18.00 Happy Hour con birra Peroni senza glutine

I laboratori delle 11.00 e delle 16.00 sono a numero limitato (max 30 persone)

Il Gluten Free Day si terrà domenica 30 novembre a Roma nell’Ex Lanificio Factory in via Pietralata 159/A.

Coeliac Does It Better: parte la seconda edizione del concorso fotografico

Coeliac Does it Better, il concorso fotografico di Nonsologlutie, dal primo giugno riprende il via.

L’edizione 2014 nasce con una importante novità, il patrocinio di Expo Milano 2015, la grande Esposizione Universale che nel 2015 vedrà Milano, e l’Italia tutta, al centro dell’attenzione del mondo intero con i padiglioni delle tante nazioni partecipanti, uniti dal tema dell’evento: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

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Per noi di Nonsologlutine Onlus è motivo d’orgoglio aver ricevuto il patrocinio da parte degli organizzatori dell’Expo Milano 2015, perché è stato dato il giusto peso al messaggio che questo progetto intende proporre, quello dell’alimentazione di qualità nel settore del senza glutine, affermando, così come recita il titolo, che il celiaco lo fa meglio: per l’attenzione necessaria che deve dedicare alla propria alimentazione, il celiaco seleziona il meglio per se, soprattutto se mangia naturalmente senza glutine.

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Partendo quindi da questo importante supporto, riprendiamo a parlare del concorso fotografico, partendo dalla conclusione dello scorso anno.

L’edizione 2013 ha visto la partecipazione di circa 100 fotografie, giudicate dal popolo del web attraverso la pagina facebook del concorso. Dopo il voto popolare, sono state giudicate le prime 20 foto dalla giuria specializzata che ha decretato il vincitore, Giulia Cozzino. Il secondo premio previsto, la menzione speciale, è stato assegnato a Maria Grazia Coluccia. I vincitori sono stati premiati lo scorso novembre a Brescia durante il Gluten Free Expo.

Alcune delle foto partecipanti sono state poi selezionate per la realizzazione del calendario 2014 dell’Associazione Nonsologlutine Onlus, con il prezioso supporto di Beretta, la storica azienda di salumi italiana che presta grande attenzione alle intolleranze alimentari nella realizzazione dei propri prodotti.

L’edizione 2014 di Coeliac Does It Better manterrà le stesse modalità di partecipazione della prima edizione, consultabili sulla pagina del concorso, dove sono presenti il regolamento e le liberatorie necessarie per inviare le foto.

Risulta importante ribadire che la partecipazione al concorso è del tutto gratuita e che la durata del concorso è di ben 4 mesi (dal 1 giugno al 30 settembre).

Ora che le belle giornate sono alla porta, c’è solo l’imbarazzo della scelta per dimostrare, attraverso uno scatto o più scatti (al massimo 5), in che modo il celiaco lo fa meglio.

Buon divertimento!

Le birre artigianali italiane senza glutine

Sono passati due anni da quando proposi all’ing. Consonni, Amministratore Delegato di ICQ-Conal  all’epoca, di effettuare una ricerca sulla presenza del glutine nella birra artigianale italiana. Nella sala riunioni della sede di Cabiate erano presenti anche Giovanni Auditore e Giorgio Volponi, rispettivamente responsabili del settore commerciale e del settore ricerca dell’azienda di Consonni. Abbiamo messo sul piatto della bilancia quali fossero gli aspetti interessanti di questa indagine e quali potessero essere i risvolti sociali. Una ricerca dettata dalla voglia di capire, con dati alla mano, quali fossero le reali possibilità di ottenere birre senza glutine dalle produzioni di qualità italiane. In meno di due ore abbiamo definito tutti i dettagli e le modalità operative. Da quel momento siamo partiti spediti, contattando alcuni birrifici e rastrellando ben 110 birre. Nel frattempo ICQ-Conal è stato acquisito dal gruppo statunitense UL trasformandosi in UL-Conal, senza che questo potesse rallentare la voglia di conoscenza. Ad oggi siamo riusciti a controllare oltre duecento etichette e sono sempre più i birrifici che ci chiedono di conoscere questo parametro all’interno delle loro produzioni.

I risultati sono stati molto incoraggianti e l’argomento ha cominciato a destare l’attenzione di diversi organi di informazione, oltre che dei protagonisti del mondo brassicolo italiano (e non solo). Tra le varie proposte ricevute per poter parlare di queste ricerche, quella che mi ha particolarmente entusiasmato è arrivata da SlowFood, la più importante associazione al mondo che parte dalla gastronomia per toccare argomenti socio-culturali. In particolare sono entrato in contatto con Eugenio Signoroni e Luca Giaccone (che già conoscevo), per poter trattare questo argomento nella Guida alle Birre d’Italia 2015, pubblicazione biennale che fotografa il mondo della birra italiana di qualità , mettendone in evidenza le eccellenze.

guida birre 2015

Abbiamo scelto di inserire un capitolo in cui si descrivono le ultime ricerche che stiamo effettuando, evidenziando alcuni aspetti della presenza del glutine che ci permettono di guardare a questa proteina non solo in funzione di birre utilizzabili dagli intolleranti, ma anche in relazione alla qualità generale della birra artigianale. Oltre alla parte descrittiva, in Guida è presente l’elenco delle birre che hanno ottenuto valori inferiori a 100 ppm (mg/kg) che rappresenta la soglia per i prodotti a bassissimo contenuto di glutine.

Inutile dirlo che forse i dati più esaltanti sono relativi alle birre che hanno valori di glutine inferiore a 20 ppm, che di seguito elenco:

SCIKPILS di Birra del Borgo (10 ppm)

MARRONBONA di Birra Amiata (13 ppm)

PEPITA del Birrificio Mostodolce (13,20 ppm)

ANARKICA del Birrificio Acelum (14,70 ppm)

BLONDE del Birrificio dell’Aspide (14,90 ppm)

Queste cinque birre sono quelle che hanno dato i risultati più bassi e bisogna ricordare sempre che sono birre messe sul mercato senza che venissero prodotte per avere un valore basso del glutine. Sono le birre che amo definire “inconsapevolmente senza glutine”.

I dati di tutti le birre che hanno meno di 100 ppm, che potrete leggere dettagliatamente nella Guida alle Birre d’Italia 2015 da oggi in libreria, fanno emergere un dato fondamentale: le normali produzioni brassicole, soprattutto per alcuni stili birrai, sono tali da rendere possibile l’abbattimento del glutine all’interno della birra e quindi risulta molto stimolante affinare le tecniche di produzione per poter standardizzare questo tipo di valore all’interno dei singoli lotti.

Ritengo importante precisare che le birre sopra elencate, pur avendo valori di glutine inferiori ai 20 ppm, al momento non sono commercializzate con la dicitura “senza glutine” e quindi sarà necessario aspettare che ogni singolo birrificio riesca a rendere costanti i vari lotti di produzione per poter avere sul mercato queste birre con tutte le garanzie necessarie per poter essere bevute da tutti. Ormai la strada è tracciata e posso garantirvi che oltre a tutte le birre elencate, vi sono ancora altri marchi che stanno lavorando per ottenere birre artigianali senza glutine. Non ci resta che proseguire lungo la strada della ricerca che abbiamo iniziato ed essere vicini ai birrifici che hanno deciso di intraprenderla.

Cheers

Il Gluten Free Expo 2014 si terrà a Rimini

Il Gluten Free Expo, in un’ottica di crescita internazionale e di consolidamento come punto di riferimento nazionale per il mercato dei prodotti senza glutine, cambia sede.

La terza edizione del Gluten Free Expo avrà luogo dal 14 al 17 Novembre 2014 a Rimini Fiera, sede di manifestazioni rinomate nel settore alimentare a livello mondiale.

Il Gluten Free Expo ha saputo negli scorsi anni catalizzare l’attenzione e la necessità delle aziende impegnate in questo segmento in forte crescita e soddisfare le esigenza del mercato e dei professionisti del settore HO.RE.CA.

Juri Piceni
Mariapia Gandossi e Juri Piceni

“Siamo molto soddisfatti – ha detto Juri Piceni, titolare  S-ATTITUDE – Gluten Free Expo –  dell’accordo con Rimini Fiera che si basa principalmente sulla condivisione di un progetto e un’attiva collaborazione orientate ad una crescita internazionale del Gluten Free Expo e alla sua conferma come punto di riferimento per i prodotti senza glutine e come unico salone europeo dedicato esclusivamente a questo mercato. A Rimini abbiamo trovato professionalità, collaborazione e supporto che hanno rinnovato il nostro entusiasmo in questo progetto e nel suo sviluppo per i prossimi anni”.

rimini fieraPer il presidente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni “L’ingresso di Gluten Free Expo nel calendario delle manifestazioni espositive riminesi significa portare sul nostro territorio non soltanto una nuova fiera ma un prodotto di grande valore sia per la sua storia imprenditoriale e i suoi attualissimi  contenuti, sia perché questo evento ben s’inserisce nel solco del nsotro distretto food&beverage. Sono davvero molto lieto di poter annunciare questo accordo strategico concluso con un partner di prestigio e caratura”.

La segreteria organizzativa del Gluten Free Expo, coordinata dall’event manager Mariapia Gandossi è già al lavoro per dare vita alla terza edizione del salone che, da quest’anno, grazie ai risultati ottenuti nelle precedenti edizioni, ha ottenuto la classificazione come Fiera Internazionale.

I vincitori del World Gluten Free Beer Award

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La giuria del World Gluten Free Beer Award, riunitasi sabato 16 a Brescia nella struttura messa a disposizione dal Gluten Free Expo, ha giudicato le 23 birre partecipanti al concorso.

Il lavoro dei giudici è stato molto attento e scrupoloso, concentrato sull’analisi organolettica delle birre, che sono state giudicate alla cieca. Le birre sono pervenute in bicchieri numerati e sono stati forniti ai giudici solo alcuni dati: stile, materie prime, speziature e grado alcolico.

Molte birre concorrenti, nella valutazione, sono risultate superiori alla media, con picchi di eccellenze per le prime classificate, la cui differenza tra loro è dettata soprattutto dagli stili birrai interpretati dai produttori.

Come era già noto, tutte le birre sono state sottoposte al test per il rilevamento del glutine e il valore venuto fuori dalle analisi ha determinato parte del punteggio.

Ma veniamo alla classifica finale.

Il vincitore della medaglia d’oro della prima edizione del WGFBA è la Tripel del birrificio belga Brunehaut.

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La medaglia d’argento è stata assegnata al birrificio canadese Glutenberg per la sua American Pale Ale.

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Medaglia di bronzo alla Blond dell’inglese Green’s, che produce in Belgio.

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In sintesi riportiamo i primi 15 piazzamenti:

  1. Brunehaut – Tripel
  2. Glutenberg – American Pale Ale
  3. Green’s – Blond
  4. Glutenberg – Red Ale
  5. Glutenberg – India Pale Ale
  6. Green’s – Dark
  7. Mongozo – Pilsner
  8. Brunehaut – Amber
  9. Green’s – Pilsner
  10. Schnitzer Brau – Lager
  11. Green’s – Golden Ale
  12. Hambleton Ales – Ale
  13. Green’s – Amber
  14. Estrella – Daura
  15. Hambleton Ales – Lager

 

 

La giuria del World Gluten Free Beer Award

Oggi si aprono le porte del Gluten Free Expo di Brescia, il più importante salone del senza glutine in Europa, e molte saranno le novità che i visitatori potranno ammirare e gustare nei quattro giorni di durata.

Ciò che non si potrà vedere è il lavoro che effettueranno i giurati chiamati a valutare le birre in concorso per la prima edizione del World Gluten Free Beer Award, primo campionato internazionale delle birre senza glutine organizzato in Italia.

Una parte del lavoro, quello analitico della ricerca del glutine nelle birre, si sta già svolgendo nei laboratori Ul Conal di Cabiate, in provincia di Como.

Il panel di degustazione, che si occuperà dell’analisi organolettica delle birre concorrenti, si svolgerà sabato 16, in una sala riservata del complesso fieristico di Brescia, lontano dal pubblico, così da permettere ai giurati di lavorare nelle condizioni migliori. Le birre concorrenti sono 23 ed arrivano da diversi paesi, anche extra europei. Un numero davvero importante per questa prima edizione, che metterà i giurati alla prova con tipologie di birre diverse dal panorama brassicolo di cui abitualmente si occupano.

Ma veniamo alla composizione della giuria. I nomi scelti per questo contest sono di primaria importanza nel panorama brassicolo ed ognuno di loro ha un bagaglio di esperienza notevole nel mondo della birra.

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Flavio Boero

Flavio Boero, responsabile del controllo qualità di Carlsberg Italia, docente dell’Associazione Degustatori Birra per il riconoscimento dei profumi e difetti della birra, degustatore tra i più esperti in Italia, Presidente di Giuria nell’ultima edizione del concorso Birra dell’Anno di Unionbirrai.

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Simone Cantoni

Simone Cantoni, sommelier Fisar, docente Slow Food materia birra, collaboratore per la realizzazione della Guida Birre D’Italia di Slow Food, docente nei corsi Unionbirrai, giudice nelle ultime due edizioni di Birra dell’Anno di Unionbirrai.

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Francesco Caprioli

Francesco Caprioli del duo “i Birrogastrofonici”, beer firm fondata da Francesco Caprioli e dal Maestro Roy Paci, produce la Beerock American Pale Ale e le Plectrum. Collabora da circa 10 anni con Luigi Serpe del birrificio Maltovivo. I due si dedicano, tra l’altro, alla sperimentazione per la produzione di birre senza glutine.  La loro prima creazione è la “MiglioRe”, birra senza glutine al miglio (non in concorso).

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Luca Celoria

Luca Celoria, Beer Taster, Presidente dell’Associazione Malti da Legare, diplomato ai corsi Unionbirrai, due volte giudice al concorso Birra dell’Anno di Unionbirrai.

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Antonio Di Gilio

Antonio Di Gilio, medico con la grande passione per la birra. Fondatore e Presidente della Brasseria Veneta, una delle più attive associazioni italiane di homebrewers (produttori di birra in casa). Autore di due libri sulla birra fatta in casa (il terzo è in dirittura d’arrivo), organizza decine di incontri annuali con i migliori birrai italiani.

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Eugenio Pellicciari

Eugenio Pellicciari, Laureato in Scienze Gastronomiche ed in Giornalismo e Cultura Editoriale; ricercatore nel progetto sperimentale dell’Università di Parma “Il Luppolo a Marano s/Panaro tra Biodiversità e Qualità”; content editor e collaboratore per l’area birra de Il Gastronauta di Davide Paolini e del web-magazine Stile di Gusto; già in giuria nell’edizione 2013 di Birra dell’Anno.

I lavori si concluderanno nella giornata di sabato 16 novembre e la premiazione avverrà domenica 17 alle ore 15:30 nell’ambito del Gluten Free Expo.