Mastro Birraio: dove il naturalmente senza glutine è di casa.

Oggi ha avuto inizio la Fiera della Birra Artigianale di Santa Lucia di Piave (TV), giunta alla terza edizione. L’appuntamento trevigiano si svolge durante due fine settimana (4-5-6  e 11-12-13 aprile) e riesce a coinvolgere in totale 40 microbirrifici. Questa manifestazione fa parte del format “Mastro Birraio” che prevede diversi appuntamento durante l’anno in diverse località italiane (Forlì, Santa Lucia di Piave, Piacenza e Ferrara). Oltre alla ricchezza dell’offerta brassicola, vi sono anche tanti stand di gastronomia che riescono a soddisfare le esigenze dei visitatori.

All’interno di queste manifestazioni viene data grande visibilità alle tematiche che riguardano l’intolleranza al glutine. Così come avvenuto durante la tappa di Forlì, anche a Santa Lucia di Piave ci sarà un incontro in cui si parlerà di birra senza glutine. Nello specifico, sabato 5 aprile alle ore 18, si terrà un incontro in cui presento i dati delle ultime ricerche del settore e a seguire ci sarà un laboratorio di degustazione con le birre più interessanti che stanno lavorando per ottenere prodotti di alta qualità con un contenuto di glutine inferiore ai 20ppm.

Come dicevo in precedenza, il format Mastro Birraio è davvero molto interessante anche sotto l’aspetto gastronomico. Nella manifestazione di Forlì, che si è tenuta dal 28 al 30 marzo con un boom di circa 20.000 presenze, ho avuto modo di provare dei piatti naturalmente privi di glutine che venivano venduti nei vari stand, apprezzando, oltre la qualità, la sensibilità degli operatori circa la problematica della contaminazione dei piatti con prodotti contenente glutine.

In tal senso ho provato delle patate fritte preparate con un “taglio” davvero insolito, una sorta di spirale sottilissima. Altro piatto interessante è stata la polenta con ragù di salamella (confesso di averne mangiate due porzioni). Ho provato anche le deliziose Bombette pugliesi, una sorta di braciolette di vitello ripiene di formaggio e cotte lentamente alla brace. Carne in abbondanza anche nell’angolo della cucina argentina, con diversi tagli di carne preparati con una cottura lentissima, nel pieno rispetto della tradizione sudamericana.

Credo che le parole riescano a descrivere solo in parte l’atmosfera di queste manifestazioni. Il mio consiglio è quello di poterle vivere in prima persona, magari prestando attenzione anche agli approfondimenti che vengono proposti, tra cui i laboratori di degustazione, che rappresentano un momento meno goliardico ma di sicuro interesse per coloro che amano conoscere ciò che consumano.

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