Mazinga Z senza glutine

Non mi era mai capitato durante la mia esperienza nei media, in passato come fotoreporter ed ora come blogger, di ricevere una proposta per partecipare ad un cortometraggio. Questo è quello che è accaduto qualche settimana fa, quando mi ha contattato il regista Daniele Spadoni. Ha esordito dicendo che ero identico ad un personaggio che doveva prendere parte alla sua futura produzione e sarebbe stato felice se avessi accettato il ruolo. Quando poi mi ha parlato della trama ho avuto quasi il timore che mi stesse prendendo in giro: un cortometraggio con animazioni in 3D su un personaggio dei cartoni animati della mia infanzia, Mazinga Z . Quando ho capito che si trattava di un progetto serio, ho valutato bene la cosa ed ho accettato di prendere parte a questa produzione, anche perché nel frattempo ho scoperto una cosa clamorosa: il mio personaggio, il dott. Yumi, era celiaco (!?!). Unica condizione che ho posto alla produzione era che il dott. Yumi indossasse la t-shirt di nonsologlutine durante le riprese.

Per chi non conoscesse Mazinga Z, vi faccio una breve sintesi su chi sia: la storia narra di un enorme robot, Mazinga Z appunto, costruito dall’anziano scienziato Juzo Kabuto e lasciato in eredità, alla sua morte, al nipote adolescente Koji Kabuto (in Italia Ryo in questa serie, poi Koji nel Grande Mazinga e poi Alcor in Goldrake). Compito dell’automa sarebbe stato quello di contrastare i piani del Dottor Inferno (in Italia Dottor Inferno in Mazinga Z e poi Dr Hell nel Grande Mazinga e Mazinkaiser), uno scienziato tedesco che nel 1962 aveva partecipato con Kabuto e altri colleghi a una spedizione archeologica nell’isola greca di Bardos (Rodi nell’adattamento italiano), alla scoperta dei resti dell’antica civiltà micenea. Ritrovato l’esercito di mostri meccanici costruiti dai Micenei (Mikenes in originale), il dottor Hell svelava le sue reali intenzioni uccidendo tutti i presenti (tranne Kabuto, che riuscì a fuggire) e impossessandosi dell’antica tecnologia, con lo scopo di far tornare sulla terra i discendenti dell’antico popolo greco (costretti per secoli a rifugiarsi nelle viscere della Terra) e insieme ad essi dominare entro pochi anni il mondo.

Ma vediamo chi sono i componenti del cast che hanno partecipato alle riprese.

Il regista Daniele Spadoni spopola sul web con le sue animazioni tridimensionali che sono frutto di un mix tra riprese dal vivo e scenografie create al computer con animazioni tridimensionali realistiche. Da molti anni lavora in questo settore ed ha prodotto diversi filmati visibili sul suo canale YouTube.

Ad affiancarlo, come aiuto regista, c’è Alessandra Fanelli responsabile della pagina facebook Brundi Keiliakos e speaker di Brundi Radio: sono entrambi dei canali di informazione attenti alle tematiche che ruotano intorno al mondo della celiachia.

Il personaggio di Ryo è stato interpretato da Mirko Zagarella, giovane e promettente attore napoletano che ha nel suo bagaglio professionale già tantissime partecipazioni a progetti importanti, ultimo dei quali la fiction “Dove eravamo rimasti: Il caso Tortora”. Nei prossimi 12 mesi sarà impegnato in altre tre fiction, quindi lo vedremo spesso sul piccolo schermo.

Il dottor. Kabuto è interpretato da Antonio Todisco, attore di teatro che ha recentemente partecipato ad un corto presentato in gara all’ultimo Festival del Cinema di Venezia dal titolo “La Sala”, per la regia di Alessio Giannone.

 

La parte di Sayaka, figlia del dott. Yumi, ha visto come interprete Luana Loiacono. Anche Luana è attrice di teatro, molto impegnata nel promuovere, con la sua compagnia, l’arte della recitazione in diversi contesti sociali. Sua la partecipazione nel film dal titolo “Piripicchio: l’ultima mossa” per la regia di Vito Giuss Potenza con Nicola Pignataro.

Devo dire che l’esperienza è stata davvero molto interessante e ammetto che gli attori, quelli veri, mi hanno dato una mano per evitare di stare tre giorni lì solo per ripetere le mie battute (sarebbe bello montare tutte le papere che ho fatto e rivederle insieme).

Naturalmente quando ho accettato questa parte, consapevole che non avrei arricchito il panorama cinematografico mondiale con la mia interpretazione, ho avuto in mente un obiettivo molto preciso: aprire il mondo del senza glutine a nuove frontiere che non avrei potuto raggiungere scrivendo sul blog o parlando in giro. Il fatto stesso di passare una giornata intera a contatto con nuove persone che hanno ascoltato e provato interesse verso un mondo a molti poco noto, come quello della celiachia e dell’alimentazione senza glutine, è già di per se un grande risultato e le sinergie che possono nascere da esperienze come queste non possono che essere valutate positivamente.

Posso comunque affermare che nonsologlutine ha toccato anche il mondo del cinema e questo non può che essere un bene per poter diffondere gli argomenti di questo blog verso l’esterno e forse ha creato interesse per futuri sviluppi. Staremo a vedere.

Cheers

 

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