Pizza gourmet e birra artigianale: il senza glutine di alta qualità

Pizza con tartare di tonno, zucchine marinate in birra e fiori di zucca
Pizza con tartare di tonno, zucchine marinate in birra e fiori di zucca

La birra artigianale senza glutineha caratteristiche di alta qualità che ci permettono di poterla bere in abbinamento a grandi piatti di ristorazione, così come in genere avviene con i vini. Avere la possibilità di scelta oggi è fondamentale in un’alimentazione che vuole puntare sulle eccellenze delle materie prime e sul corretto utilizzo degli abbinamenti gastronomici. Se fino a poco tempo fa ci si poneva il problema di trovare una buona birra senza glutine che non ci facesse rimpiangere di bere questa bevanda con il gusto conosciuto in precedenza (per chi ha scoperto di essere intollerante al glutine più in là con gli anni), oggi possiamo dire con certezza che il mercato ci offre una così vasta gamma di prodotti da permetterci di scegliere ciò che beviamo in funzione di ciò che mangiamo.

 

 

 

Diventa quindi molto stimolante, con questi strumenti, divertirsi negli abbinamenti alimentari con le realizzazioni di grandi chef e cercare di trovare la birra giusta per ogni piatto. In genere questo avviene quando il piatto è già a tavola e, conoscendo gli ingredienti utilizzati, si fa affidamento alla carta delle birre per capire quale abbinamento è più giusto.

Per chi non si accontenta di voler solo poter scegliere cosa bere vicino ad un piatto, nasce la curiosità di sperimentare nuove strade nella gastronomia, tali da poter aprire percorsi del gusto alternativi.

Da questo tipo di stimolo è nato un progetto che ha avuto modo di concretizzarsi a Napoli in occasione della manifestazione CeBio: unire insieme le forze di esperti in diversi settori della gastronomia per tirare fuori un piatto unico nel suo genere. Uno chef, un pizzaiolo, una pastry chef ed un degustatore di birre: Marco Scaglione, Marco Amoriello, Mena Squillacioti ed il sottoscritto.

L’idea di base è stata la birra come comune denominatore nella realizzazione dei piatti, con conseguente abbinamento alle birre utilizzate. Il risultato di questa fusione di esperienze è stata la realizzazione di tre pizze gourmet che utilizzavano come base il disco di pizza realizzato da Marco Amoriello e come farcitura due ricette di alta cucina di Marco Scaglione ed una di pasticceria di Mena Squillacioti. Io ho abbinato le birre alle tre pizze gourmet e, come vedrete, la birra non è entrata solo in abbinamento con i piatti, ma è stata ingrediente fondamentale per la realizzazione degli stessi.

Partendo dall’impasto per la pizza, Marco Amoriello ha utilizzato la birra come liquido d’impasto e come agente lievitante, con un risultato eccezionale in termini di qualità del panetto finale.

Le birre che abbiamo impiegato sono della Glutenberg, marchio Canadese Campione del Mondo 2012 a San Diego nella categoria delle birre senza glutine. La caratteristica principale di queste birre è la totale assenza di glutine, visto che sono realizzate con materie prime naturalmente senza glutine, come il miglio, grano saraceno, mais, riso, quinoa, etc…

La prima pizza, realizzata con base fiordilatte e filetto di pomodoro, è stata guarnita con tagliatelle di zucchine marinate in birra, tartare di tonno rosso, capperi in fiore e fiori di zucca. Visti gli ingredienti utilizzati, ho pensato di abbinare a questa pizza una Saison, birra di tradizione belga, con sentori di spezie (pepe rosa) sia al naso che al palato e con un retrogusto finale citrico che lascia la bocca asciutta e pulita. La stessa birra è stata utilizzata per marinare le zucchine.

La seconda pizza ha avuto come farcitura, su una base di solo fiordilatte, il petto di quaglia cotto in umido con olive di Gaeta e sfumato con la birra, completata in uscita con pomodoro Piennolo del Vesuvio spellato. A questa portata ho pensato di abbinare una American Pale Ale per il suo equilibrio tra il dolce e l’amaro, con una nota agrumata di pompelmo rosa che sia al naso che al palato rende piacevole l’abbinamento con i delicatissimi ingredienti utilizzati.

La pizza conclusiva è stata quella con farcitura dolce. In questa portata c’è stato il lavoro globale di tutto il gruppo, con la maestria realizzativa di Mena Squillacioti che ha preparato dei babà realizzati partendo dal lievito madre. La pizza base è una focaccia su cui è stata spalmata una crema alle mandorle. I piccoli babà, bagnati in birra, sono stati contornati da fragole e da foglioline di menta. Una vera delizia per gli occhi, ma soprattutto per il palato. A questo tipo di dolce non potevo che abbinare una birra elegante sia alla vista che alla degustazione: la blonde ale. L’estrema raffinatezza di questa birra con i sentori floreali che invadono il naso, sono stati gli elementi che mi hanno permesso di optare per questo prodotto.

Questa esperienza, che sarà ulteriormente approfondita nei prossimi mesi, ha permesso a noi tutti di poter utilizzare la birra come ingrediente e come complemento per dei piatti di alta cucina e fa si che si possa guardare a questo prodotto con un occhio diverso.

Cheers

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