Birra in Villa sempre più gluten free

Ritorna l’appuntamento annuale con Birra in Villa, la manifestazione sulla birra artigianale che ogni anno propone le migliori produzioni della Campania. Come nelle altre edizioni, anche quest’anno sarà dedicato ampio spazio ai prodotti senza glutine. Il birrificio presente in questa edizione è Green’s, marchio inglese di birre prodotte in Belgio, con ben 5 differenti etichette. Oltre alle birre sarà presente anche il food, con un forno dedicato solo alle pizze senza glutine, preparate da Antonio Langone, uno dei pizzaioli più bravi del settore. Per chi non gradisse la pizza, è stata prevista un’alternativa: i panini senza glutine farciti con hamburger di Chianina, porchetta e provola o salsiccia. Quindi grande spazio al food e beverage senza glutine per chi volesse passare un fine settimana gustando prodotti di altissima qualità.

Ma vediamo nel dettaglio cos’è Birra in Villa.

In primo piano la presentazione ufficiale in Campania della Guida alle Birre d’Italia 2015 di SlowFood, pubblicazione di riferimento per gli appassionati di birra artigianale che vogliono scoprire le migliori produzioni nazionali, con l’indicazione dei migliori birrifici italiani e le loro produzioni di eccellenza. Nell’edizione 2015 la Campania è risultata una delle regioni con la più alta crescita qualitativa dei prodotti, con tanti riconoscimenti ottenuti dai micro birrifici del nostro territorio. All’interno della guida è presente anche un capitolo in cui si parla di birra senza glutine.

La presentazione della Guida alle Birre d’Italia 2015, prevista per sabato 17 alle ore 17.00, vedrà la presenza di Eugenio Signoroni, curatore della Guida, e di Giuseppe Orefice, Presidente di SlowFood Campania. Dopo i saluti di Francesco Longanella, Sindaco di Castel San Giorgio e di Carmine Capuano, Presidente dell’Associazione Amici di Villa Calvanese, si entrerà nel vivo della presentazione della Guida con gli interventi di Signoroni ed Orefice, coadiuvati da Gianluca Polini (coordinatore regionale della Guida) e Alfonso Del Forno (collaboratore della Guida e coordinatore di Birra in Villa).

Al termine della presentazione ci sarà l’apertura delle spine, quest’anno ancora più numerose delle scorse edizioni, con ben 15 birrifici campani, in rappresentanza delle eccellenze brassicole presenti in Guida. Nel dettaglio i birrifici presenti saranno: Aeffe, Alter Ego, Birrificio dell’Aspide, Birrificio del Vallo, Borrillo, Il Chiostro, Lady B, Karma, Kasper Brau, Maltovivo, Maneba, Pentra, Saint John’s, Serrocroce e Sorrento.

Come anticipato nella premessa, verrà dato spazio anche alle birre senza glutine, con il birrificio Green’s, ospite della manifestazione con le sue cinque etichette.

L’area food sarà varia per accontentare i palati degli ospiti: l’area pizza sarà gestita dal ristorante O’Sarracin di Angelo Tramontano, che provvederà anche alla preparazione dei fritti serviti nel “cuoppo”; per chi invece preferisce i panini gourmet, ci sarà l’area gestita dal Centro Carni Salvati di Castel San Giorgio.

Novità di questa edizione sarà il forno dedicato alle pizze senza glutine gestito sempre dal ristorante O’Sarracin di Angelo Tramontano e i panini senza glutine del Centro Carni Salvati.

Ricco il programma dei laboratori del gusto con due appuntamenti dedicati all’abbinamento tra le birre premiate in Guida e i prodotti di qualità del territorio, scelti tra i Presidi SlowFood e le Comunità del Cibo.

Per tutti gli appassionati e i curiosi della birra fatta in casa, nei due giorni della manifestazione si terrà un corso teorico/pratico a cura dei Southern Homebrewers, costola del Convivio della Birra, associazione nata per riunire le tante realtà che gravitano intorno al mondo della birra e che operano per la valorizzazione del potere conviviale e socializzante che tale bevanda da sempre esercita sulle persone.

A completare la due giorni brassicola, domenica sera si terrà lo Show Cooking degli chef Rinaldo Ippolito (Osteria del Castello), Gaetano Morese (Ristorante Morese) e Raffaele Vitale (Casa del Nonno 13) con la presentazione dei piatti a cura della giornalista Nunzia Gargano e l’abbinamento con le birre premiate in Guida a cura di Alfonso Del Forno. I partecipanti degusteranno i piatti realizzati e le birre abbinate.

COME PARTECIPARE

Ingresso € 3.00

Ingresso + bicchiere e tracolla + 5 ticket per degustazione 10cc birra € 8.00

Ticket degustazione birra 10cc € 1.00

Laboratorio del gusto € 4.00

Show Cooking € 8.00

I posti per i Laboratori del gusto e lo Show Cooking sono limitati. Per partecipare bisogna prenotare inviando una mail all’indirizzo info@amicivillacalvanese.it ed indicando obbligatoriamente i nominativi dei partecipanti ed un numero di cellulare. Per accedere ai Laboratori del gusto ed allo Show Cooking, oltre al costo rispettivamente di € 4.00 ed € 8.00, occorre obbligatoriamente acquistare il ticket d’ingresso di € 8.00

COME RAGGIUNGERE VILLA CALVANESE

Villa Calvanese – piazza Gangemi, 1 – 84083 Castel San Giorgio (Sa)

Coordinate      40°46’42.7″N 14°40’45.4″E       (40.778537, 14.679279)

Per chi arriva dall’autostrada A30, uscita Castel  San Giorgio, prendere la direzione per il centro di Castel  San Giorgio (girare a destra) e lungo la strada, dopo 2.5 km,  si raggiunge Villa Calvanese.

 

COME PARCHEGGIARE

Sono previsti ampi parcheggi nei pressi di Villa Calvanese, segnalati da operatori presenti sul posto.

 

INFO

info@amicivillacalvanese.it

cell. +39 3313016669

Le birre artigianali italiane senza glutine

Sono passati due anni da quando proposi all’ing. Consonni, Amministratore Delegato di ICQ-Conal  all’epoca, di effettuare una ricerca sulla presenza del glutine nella birra artigianale italiana. Nella sala riunioni della sede di Cabiate erano presenti anche Giovanni Auditore e Giorgio Volponi, rispettivamente responsabili del settore commerciale e del settore ricerca dell’azienda di Consonni. Abbiamo messo sul piatto della bilancia quali fossero gli aspetti interessanti di questa indagine e quali potessero essere i risvolti sociali. Una ricerca dettata dalla voglia di capire, con dati alla mano, quali fossero le reali possibilità di ottenere birre senza glutine dalle produzioni di qualità italiane. In meno di due ore abbiamo definito tutti i dettagli e le modalità operative. Da quel momento siamo partiti spediti, contattando alcuni birrifici e rastrellando ben 110 birre. Nel frattempo ICQ-Conal è stato acquisito dal gruppo statunitense UL trasformandosi in UL-Conal, senza che questo potesse rallentare la voglia di conoscenza. Ad oggi siamo riusciti a controllare oltre duecento etichette e sono sempre più i birrifici che ci chiedono di conoscere questo parametro all’interno delle loro produzioni.

I risultati sono stati molto incoraggianti e l’argomento ha cominciato a destare l’attenzione di diversi organi di informazione, oltre che dei protagonisti del mondo brassicolo italiano (e non solo). Tra le varie proposte ricevute per poter parlare di queste ricerche, quella che mi ha particolarmente entusiasmato è arrivata da SlowFood, la più importante associazione al mondo che parte dalla gastronomia per toccare argomenti socio-culturali. In particolare sono entrato in contatto con Eugenio Signoroni e Luca Giaccone (che già conoscevo), per poter trattare questo argomento nella Guida alle Birre d’Italia 2015, pubblicazione biennale che fotografa il mondo della birra italiana di qualità , mettendone in evidenza le eccellenze.

guida birre 2015

Abbiamo scelto di inserire un capitolo in cui si descrivono le ultime ricerche che stiamo effettuando, evidenziando alcuni aspetti della presenza del glutine che ci permettono di guardare a questa proteina non solo in funzione di birre utilizzabili dagli intolleranti, ma anche in relazione alla qualità generale della birra artigianale. Oltre alla parte descrittiva, in Guida è presente l’elenco delle birre che hanno ottenuto valori inferiori a 100 ppm (mg/kg) che rappresenta la soglia per i prodotti a bassissimo contenuto di glutine.

Inutile dirlo che forse i dati più esaltanti sono relativi alle birre che hanno valori di glutine inferiore a 20 ppm, che di seguito elenco:

SCIKPILS di Birra del Borgo (10 ppm)

MARRONBONA di Birra Amiata (13 ppm)

PEPITA del Birrificio Mostodolce (13,20 ppm)

ANARKICA del Birrificio Acelum (14,70 ppm)

BLONDE del Birrificio dell’Aspide (14,90 ppm)

Queste cinque birre sono quelle che hanno dato i risultati più bassi e bisogna ricordare sempre che sono birre messe sul mercato senza che venissero prodotte per avere un valore basso del glutine. Sono le birre che amo definire “inconsapevolmente senza glutine”.

I dati di tutti le birre che hanno meno di 100 ppm, che potrete leggere dettagliatamente nella Guida alle Birre d’Italia 2015 da oggi in libreria, fanno emergere un dato fondamentale: le normali produzioni brassicole, soprattutto per alcuni stili birrai, sono tali da rendere possibile l’abbattimento del glutine all’interno della birra e quindi risulta molto stimolante affinare le tecniche di produzione per poter standardizzare questo tipo di valore all’interno dei singoli lotti.

Ritengo importante precisare che le birre sopra elencate, pur avendo valori di glutine inferiori ai 20 ppm, al momento non sono commercializzate con la dicitura “senza glutine” e quindi sarà necessario aspettare che ogni singolo birrificio riesca a rendere costanti i vari lotti di produzione per poter avere sul mercato queste birre con tutte le garanzie necessarie per poter essere bevute da tutti. Ormai la strada è tracciata e posso garantirvi che oltre a tutte le birre elencate, vi sono ancora altri marchi che stanno lavorando per ottenere birre artigianali senza glutine. Non ci resta che proseguire lungo la strada della ricerca che abbiamo iniziato ed essere vicini ai birrifici che hanno deciso di intraprenderla.

Cheers

Mastro Birraio: dove il naturalmente senza glutine è di casa.

Oggi ha avuto inizio la Fiera della Birra Artigianale di Santa Lucia di Piave (TV), giunta alla terza edizione. L’appuntamento trevigiano si svolge durante due fine settimana (4-5-6  e 11-12-13 aprile) e riesce a coinvolgere in totale 40 microbirrifici. Questa manifestazione fa parte del format “Mastro Birraio” che prevede diversi appuntamento durante l’anno in diverse località italiane (Forlì, Santa Lucia di Piave, Piacenza e Ferrara). Oltre alla ricchezza dell’offerta brassicola, vi sono anche tanti stand di gastronomia che riescono a soddisfare le esigenze dei visitatori.

All’interno di queste manifestazioni viene data grande visibilità alle tematiche che riguardano l’intolleranza al glutine. Così come avvenuto durante la tappa di Forlì, anche a Santa Lucia di Piave ci sarà un incontro in cui si parlerà di birra senza glutine. Nello specifico, sabato 5 aprile alle ore 18, si terrà un incontro in cui presento i dati delle ultime ricerche del settore e a seguire ci sarà un laboratorio di degustazione con le birre più interessanti che stanno lavorando per ottenere prodotti di alta qualità con un contenuto di glutine inferiore ai 20ppm.

Come dicevo in precedenza, il format Mastro Birraio è davvero molto interessante anche sotto l’aspetto gastronomico. Nella manifestazione di Forlì, che si è tenuta dal 28 al 30 marzo con un boom di circa 20.000 presenze, ho avuto modo di provare dei piatti naturalmente privi di glutine che venivano venduti nei vari stand, apprezzando, oltre la qualità, la sensibilità degli operatori circa la problematica della contaminazione dei piatti con prodotti contenente glutine.

In tal senso ho provato delle patate fritte preparate con un “taglio” davvero insolito, una sorta di spirale sottilissima. Altro piatto interessante è stata la polenta con ragù di salamella (confesso di averne mangiate due porzioni). Ho provato anche le deliziose Bombette pugliesi, una sorta di braciolette di vitello ripiene di formaggio e cotte lentamente alla brace. Carne in abbondanza anche nell’angolo della cucina argentina, con diversi tagli di carne preparati con una cottura lentissima, nel pieno rispetto della tradizione sudamericana.

Credo che le parole riescano a descrivere solo in parte l’atmosfera di queste manifestazioni. Il mio consiglio è quello di poterle vivere in prima persona, magari prestando attenzione anche agli approfondimenti che vengono proposti, tra cui i laboratori di degustazione, che rappresentano un momento meno goliardico ma di sicuro interesse per coloro che amano conoscere ciò che consumano.