Le birre artigianali italiane senza glutine

Sono passati due anni da quando proposi all’ing. Consonni, Amministratore Delegato di ICQ-Conal  all’epoca, di effettuare una ricerca sulla presenza del glutine nella birra artigianale italiana. Nella sala riunioni della sede di Cabiate erano presenti anche Giovanni Auditore e Giorgio Volponi, rispettivamente responsabili del settore commerciale e del settore ricerca dell’azienda di Consonni. Abbiamo messo sul piatto della bilancia quali fossero gli aspetti interessanti di questa indagine e quali potessero essere i risvolti sociali. Una ricerca dettata dalla voglia di capire, con dati alla mano, quali fossero le reali possibilità di ottenere birre senza glutine dalle produzioni di qualità italiane. In meno di due ore abbiamo definito tutti i dettagli e le modalità operative. Da quel momento siamo partiti spediti, contattando alcuni birrifici e rastrellando ben 110 birre. Nel frattempo ICQ-Conal è stato acquisito dal gruppo statunitense UL trasformandosi in UL-Conal, senza che questo potesse rallentare la voglia di conoscenza. Ad oggi siamo riusciti a controllare oltre duecento etichette e sono sempre più i birrifici che ci chiedono di conoscere questo parametro all’interno delle loro produzioni.

I risultati sono stati molto incoraggianti e l’argomento ha cominciato a destare l’attenzione di diversi organi di informazione, oltre che dei protagonisti del mondo brassicolo italiano (e non solo). Tra le varie proposte ricevute per poter parlare di queste ricerche, quella che mi ha particolarmente entusiasmato è arrivata da SlowFood, la più importante associazione al mondo che parte dalla gastronomia per toccare argomenti socio-culturali. In particolare sono entrato in contatto con Eugenio Signoroni e Luca Giaccone (che già conoscevo), per poter trattare questo argomento nella Guida alle Birre d’Italia 2015, pubblicazione biennale che fotografa il mondo della birra italiana di qualità , mettendone in evidenza le eccellenze.

guida birre 2015

Abbiamo scelto di inserire un capitolo in cui si descrivono le ultime ricerche che stiamo effettuando, evidenziando alcuni aspetti della presenza del glutine che ci permettono di guardare a questa proteina non solo in funzione di birre utilizzabili dagli intolleranti, ma anche in relazione alla qualità generale della birra artigianale. Oltre alla parte descrittiva, in Guida è presente l’elenco delle birre che hanno ottenuto valori inferiori a 100 ppm (mg/kg) che rappresenta la soglia per i prodotti a bassissimo contenuto di glutine.

Inutile dirlo che forse i dati più esaltanti sono relativi alle birre che hanno valori di glutine inferiore a 20 ppm, che di seguito elenco:

SCIKPILS di Birra del Borgo (10 ppm)

MARRONBONA di Birra Amiata (13 ppm)

PEPITA del Birrificio Mostodolce (13,20 ppm)

ANARKICA del Birrificio Acelum (14,70 ppm)

BLONDE del Birrificio dell’Aspide (14,90 ppm)

Queste cinque birre sono quelle che hanno dato i risultati più bassi e bisogna ricordare sempre che sono birre messe sul mercato senza che venissero prodotte per avere un valore basso del glutine. Sono le birre che amo definire “inconsapevolmente senza glutine”.

I dati di tutti le birre che hanno meno di 100 ppm, che potrete leggere dettagliatamente nella Guida alle Birre d’Italia 2015 da oggi in libreria, fanno emergere un dato fondamentale: le normali produzioni brassicole, soprattutto per alcuni stili birrai, sono tali da rendere possibile l’abbattimento del glutine all’interno della birra e quindi risulta molto stimolante affinare le tecniche di produzione per poter standardizzare questo tipo di valore all’interno dei singoli lotti.

Ritengo importante precisare che le birre sopra elencate, pur avendo valori di glutine inferiori ai 20 ppm, al momento non sono commercializzate con la dicitura “senza glutine” e quindi sarà necessario aspettare che ogni singolo birrificio riesca a rendere costanti i vari lotti di produzione per poter avere sul mercato queste birre con tutte le garanzie necessarie per poter essere bevute da tutti. Ormai la strada è tracciata e posso garantirvi che oltre a tutte le birre elencate, vi sono ancora altri marchi che stanno lavorando per ottenere birre artigianali senza glutine. Non ci resta che proseguire lungo la strada della ricerca che abbiamo iniziato ed essere vicini ai birrifici che hanno deciso di intraprenderla.

Cheers

La giuria del World Gluten Free Beer Award

Oggi si aprono le porte del Gluten Free Expo di Brescia, il più importante salone del senza glutine in Europa, e molte saranno le novità che i visitatori potranno ammirare e gustare nei quattro giorni di durata.

Ciò che non si potrà vedere è il lavoro che effettueranno i giurati chiamati a valutare le birre in concorso per la prima edizione del World Gluten Free Beer Award, primo campionato internazionale delle birre senza glutine organizzato in Italia.

Una parte del lavoro, quello analitico della ricerca del glutine nelle birre, si sta già svolgendo nei laboratori Ul Conal di Cabiate, in provincia di Como.

Il panel di degustazione, che si occuperà dell’analisi organolettica delle birre concorrenti, si svolgerà sabato 16, in una sala riservata del complesso fieristico di Brescia, lontano dal pubblico, così da permettere ai giurati di lavorare nelle condizioni migliori. Le birre concorrenti sono 23 ed arrivano da diversi paesi, anche extra europei. Un numero davvero importante per questa prima edizione, che metterà i giurati alla prova con tipologie di birre diverse dal panorama brassicolo di cui abitualmente si occupano.

Ma veniamo alla composizione della giuria. I nomi scelti per questo contest sono di primaria importanza nel panorama brassicolo ed ognuno di loro ha un bagaglio di esperienza notevole nel mondo della birra.

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Flavio Boero

Flavio Boero, responsabile del controllo qualità di Carlsberg Italia, docente dell’Associazione Degustatori Birra per il riconoscimento dei profumi e difetti della birra, degustatore tra i più esperti in Italia, Presidente di Giuria nell’ultima edizione del concorso Birra dell’Anno di Unionbirrai.

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Simone Cantoni

Simone Cantoni, sommelier Fisar, docente Slow Food materia birra, collaboratore per la realizzazione della Guida Birre D’Italia di Slow Food, docente nei corsi Unionbirrai, giudice nelle ultime due edizioni di Birra dell’Anno di Unionbirrai.

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Francesco Caprioli

Francesco Caprioli del duo “i Birrogastrofonici”, beer firm fondata da Francesco Caprioli e dal Maestro Roy Paci, produce la Beerock American Pale Ale e le Plectrum. Collabora da circa 10 anni con Luigi Serpe del birrificio Maltovivo. I due si dedicano, tra l’altro, alla sperimentazione per la produzione di birre senza glutine.  La loro prima creazione è la “MiglioRe”, birra senza glutine al miglio (non in concorso).

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Luca Celoria

Luca Celoria, Beer Taster, Presidente dell’Associazione Malti da Legare, diplomato ai corsi Unionbirrai, due volte giudice al concorso Birra dell’Anno di Unionbirrai.

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Antonio Di Gilio

Antonio Di Gilio, medico con la grande passione per la birra. Fondatore e Presidente della Brasseria Veneta, una delle più attive associazioni italiane di homebrewers (produttori di birra in casa). Autore di due libri sulla birra fatta in casa (il terzo è in dirittura d’arrivo), organizza decine di incontri annuali con i migliori birrai italiani.

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Eugenio Pellicciari

Eugenio Pellicciari, Laureato in Scienze Gastronomiche ed in Giornalismo e Cultura Editoriale; ricercatore nel progetto sperimentale dell’Università di Parma “Il Luppolo a Marano s/Panaro tra Biodiversità e Qualità”; content editor e collaboratore per l’area birra de Il Gastronauta di Davide Paolini e del web-magazine Stile di Gusto; già in giuria nell’edizione 2013 di Birra dell’Anno.

I lavori si concluderanno nella giornata di sabato 16 novembre e la premiazione avverrà domenica 17 alle ore 15:30 nell’ambito del Gluten Free Expo.

Birra artigianale e alta cucina senza glutine

birre green'sSe ci chiedessero quale piatto abbinare alla birra, la prima risposta che ci verrebbe in mente sarebbe quasi certamente la pizza. Purtroppo non sempre è la risposta giusta, soprattutto se prendiamo in considerazione le birre artigianali attualmente presenti sul mercato. Le qualità organolettiche delle birre senza glutine disponibili sono tali da permettere l’abbinamento di queste a qualsiasi piatto della ristorazione, dall’antipasto al dolce, cosa difficilmente raggiungibile anche dal vino.

Gli abbinamenti possono essere realizzati in due modalità tra loro differenti, per affinità o per contrasto. Nel primo caso si lavora sulla ricerca di caratteristiche dei piatti riscontrabili anche nella birra (dolce, amaro, affumicato, tostato, etc…), mentre nel secondo si cercano caratteristiche delle birre che riescano a contrastare le proprietà di alcune pietanze. Una regola alla quale non è possibile sottrarsi è quella dell’equilibrio nell’abbinamento: la birra non deve mai prevalere sulla pietanza e viceversa.

Ci troviamo nel piatto una pietanza fritta o grassa? Per pulire il palato possiamo abbinare una birra che abbia un buon amaro, oppure un grado alcolico più alto della media. Un piatto di carne alla brace? In questo caso una birra che utilizzi malti affumicati è la scelta giusta. Un dolce in cui siano presenti cioccolato o caffè? Una birra con malti tostati è ciò che occorre.

Ma vediamo nella pratica come poter abbinare delle ottime birre a piatti di alta ristorazione. In particolare parliamo di una serata di degustazione in cui ho abbinato le birre della Green’s, produttore di cinque birre artigianali senza glutine prodotte da malto d’orzo e deglutinate durante il processo produttivo, a piatti preparati dallo chef Marco Scaglione, due volte Campione Italiano di alta cucina senza glutine.

antipastoLa prima portata è stata un antipasto in cui erano presenti nel piatto dei mini babà di patate con zabaione ed una parmigiana di melenzane con scamorza e nasello alla grappa. Gli ingredienti utilizzati avevano in comune la dolcezza delle patate, della scamorza e del nasello, per cui era necessaria la scelta di una birra che non avesse caratteristiche organolettiche molto caratterizzanti, e quindi che fosse particolarmente bilanciata. La scelta è ricaduta sulla Blonde che fa dell’equilibrio la sua caratteristica principale. Una birra in cui è possibile apprezzare il leggero fruttato dovuto ai lieviti utilizzati ed una morbidezza al palato che permettono a questa birra di trovare il giusto connubio con piatti delicati, soprattutto con piatti di pesce non molto grassi.

crespella teffAll’antipasto sono seguiti due primi piatti: una crespella di teff con cozze, porri stufati, crema di formaggio stagionato e aceto balsamico, seguita da un nido di spaghetti alla chitarra con salmone scottato, zucchine a cubetti e olive taggiasche. Gli ingredienti di questi due piatti erano davvero molto complessi e tra loro molto contrastanti.

spaghetti alla chitarra In questo caso ho pensato che fosse opportuno bilanciare i sapori più intensi che in entrambi i piatti avevano la prevalenza. Nel caso della crespella il teff e le cozze, mentre nel secondo piatto questo ruolo era rappresentato dalle olive taggiasche. La birra abbinata a questi due piatti è stata la Amber, una birra caratterizzata dall’utilizzo di malto tostato e leggermente affumicato, che al palato lascia un retrogusto amaro e secco che bilancia in maniera ottimale l’intensità del teff e delle olive, esaltando il sapido delle cozze.

pizzaDopo i primi è stata la volta dei tranci di pizza, farciti con diversi ingredienti,  tutti riconducibili al pomodoro e alla mozzarella. La dolcezza del pomodoro e il grasso della mozzarella  sono le due caratteristiche che andavano affrontate nell’abbinamento con la birra, che in questo caso è stata la Golden Ale. Questa birra, caratterizzata da una carbonazione (frizzantezza) medio alta, una dolcezza dovuta al malto caramellato e la secchezza nel retrogusto, è stata la scelta più opportuna per familiarità al pomodoro e per la pulizia del palato dai grassi contenuti nei latticini.

profitteroles con cioccolatoL’ultima portata è stata quella dolce: profitteroles con crema pasticcera al limone e crema calda al cioccolato. Le birre in questo caso riescono ad arrivare lì dove il vino fallisce. Scelta quasi obbligata per la Dark, la birra più intrigante di Green’s, caratterizzata dai malti molto tostati che danno al naso e al palato chiari sentori di cacao, caffè e liquirizia, che bene di abbinano al cioccolato presente nella portata.

Come si è potuto vedere, le birre artigianali senza glutine presenti sul mercato hanno caratteristiche tali da poter essere utilizzate senza alcun problema con piatti molto complessi ed articolati. Il divertimento, negli accostamenti gastronomici, sta proprio nella continua sperimentazione e nell’accostamento a piatti sempre diversi, magari osando anche oltre le convenzioni per poter capire fin dove potersi spingere. Come tutto il mondo della degustazione, esiste un solo modo per accrescere la propria esperienza: provare, provare e provare ancora, senza temere di commettere errori, perché anche quelli aiutano all’educazione corretta del palato. Un palato educato alla degustazione è anche un palato attento alla scelta delle materie prime da utilizzare in cucina, sempre in abbinamento a grandi birre senza glutine.

Cheers!

Alta cucina e birra artigianale, tutto senza glutine!

Quando l’alta cucina senza glutine incontra le birre artigianali, anch’esse senza glutine, il risultato finale è sempre un successo. Non è facile trovare questi abbinamenti in giro per i ristoranti italiani, vista la nostra cultura gastronomica legata al mondo del vino. Ma questo scenario è in continua evoluzione, con la presenza di ottimi prodotti brassicoli nei locali più ricercati. All’interno della ristorazione senza glutine è ancora più difficile trovare questo tipo di accostamenti.

532818_376476975751172_414496493_nPer fortuna c’è chi da tempo ha invertito questa tendenza gastronomica: parlo del ristorante L’Acquapazza di Cecina Mare, in provincia di Livorno. Da molto tempo questo locale dedica attenzione al mondo della ristorazione senza glutine, ponendo in primo piano le eccellenze gastronomiche naturalmente prive di glutine buone per tutti. Gino Buonocore, titolare del ristorante L’Acquapazza, ha promosso diversi eventi, con la collaborazione dello chef Marco Scaglionedue volte campione italiano dell’alta cucina senza glutine, in cui sono stati proposti menù di altissima qualità, realizzati con l’impiego di materie prime naturalmente prive di glutine.

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Nell’ambito di queste iniziative, venerdì 4 ottobre ci sarà l’occasione per poter apprezzare uno di questi menù in abbinamento a birre artigianali senza glutine. Sarò personalmente presente, con lo chef Marco Scaglione, per degustare, insieme ai partecipanti, le birre scelte e per parlare degli abbinamenti gastronomici con i piatti dello chef.

205739_10200493889497788_1306473118_nLe birre che ho scelto di abbinare alle portate sono le Green’s, eccellenti birre artigianali senza glutine prodotte in Belgio da mastri birrai di grande esperienza.  Per coloro che saranno presenti sarà possibile fare i primi passi di avvicinamento alla degustazione delle birre artigianali. Magari i più curiosi potranno trovare lo spunto per intraprendere un vero e proprio percorso da degustatore di birre.

locandina-cena-04-settembre-2013Per informazioni e prenotazioni, contattare il ristorante L’Acquapazza ai seguenti recapiti:

0586.621219 – 347.6045637

info@ristorantelacquapazza.com

Imperial Beer Party: cronache di una degustazione gluten free.

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I bicchieri delle birre degustate

Ieri pomeriggio alle 18:00, nell’area dell’ex Mattatoio di Roma, a Testaccio, si è svolta una degustazione di birre senza glutine organizzata alla delegazione AIC laziale. L’argomento, che a me sta particolarmente a cuore, era troppo interessante per non partecipare all’evento, soprattutto per confrontarmi con altre realtà che esistono sul territorio e capire la validità del lavoro che ho svolto in quasi due anni in questo settore.

Arrivato al mattatoio, ho trovato i tavoli dove si sarebbe svolto il laboratorio e mi sono accomodato nei pressi della postazione dei giurati. Affianco a me c’erano alcuni produttori di birra artigianale italiana, presenti alla manifestazione con le proprie birre e curiosi del mondo gluten free.

Questa degustazione veniva presentata come una sorta di competizione tra le birre presenti, con tanto di assegnazione del “titolo” di migliore birra senza glutine della manifestazione. A questo punto mi chiedo quanti marchi saranno in “competizione” e scopro che le birre da degustare saranno 7: tre de “Il Birrino” e 4 di “Glutenberg”. La cosa mi lascia molto perplesso per due motivazioni fondamentali: la prima riguarda le materie prime di produzione diverse tra loro (le prime realizzate da malto d’orzo e le seconde da cereali naturamente senza glutine, diverse dall’orzo), la seconda è relativa alla così ristretta valutazione dei marchi esistenti, non prendendo in considerazione la enorme quantità di quelle presenti sul mercato italiano.

Parlando con gli organizzatori della manifestazione, ai quali rivolgo i complimenti per aver aperto questa finestra nella loro kermesse, scopro che la scelta è stata fatta da AIC Lazio, chiarendo che la degustazione non ha la pretesa di essere un vero concorso, ma rappresenterebbe solo un momento di aggregazione per parlare di birra senza glutine nel contesto di una manifestazione sulla birra artigianale. La stessa “giuria” sembra essere composta da comuni consumatori senza particolari conoscenze di tecniche di degustazione. Prendo per buona la spiegazione, continuando a nutrire forti perplessità sul taglio dato alla degustazione/concorso annunciata.

Iniziano ad arrivare i primi bicchieri di birra senza che venga dichiarato il contenuto (degustazione alla cieca), con interventi dei vari presenti tra un bicchiere e l’altro. Qui cominciano le note dolenti: la prima birra risulta essere estremamente leggera (watery nel gergo tecnico) e presenta alcuni difetti. La seconda, pur non presentando difetti, non esalta i giurati nè tantomeno i birrai, i quali degustano ma non hanno “potere” sul giudizio finale. Dalla terza birra in poi iniziano a venire fuori i limiti dell’evento: arrivano nei bicchieri birre palesemente difettate che al palato esperto e allenato dei birrai fanno emergere i limiti di bevibilità delle stesse, intervallate da birre sicuramente senza difetti, ma dalla caratterizzazione forte da parte del produttore, tipico delle birre artigianali. Emergono a questo punto le differenze tra i giudizi dei “giurati” e quelli dei birrai: quelli che sono chiaramenti difetti delle birre vengono giudicati fattori qualitativi (!?!) da parte dei giudici (che votano prima del giudizio dei birrai).

Alla fine delle sette degustazioni si tirano le somme sulle valutazioni dei giurati e soprattutto si evince la totale contrapposizione con quelle dei birrai, tanto da far dire ad uno di questi che, se quelle giudicate buone sono quelle provate nel laboratorio appena terminato, a questo punto è meglio bere acqua minerale!!! Per la cronaca, la birra più apprezzata dai “giurati” è stata la Wiener de “Il Birrino”, seguita dall’American Pale Ale e dalla Red Ale di Glutenberg.

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Le sette birre degustate

Polemiche a parte, credo, e spero, che lo scopo dell’appuntamento fosse solo quello di poter introdurre l’argomento birra senza glutine all’interno di una manifestazione brassicola, senza dare enfasi ad eventuali gare e competizioni tra le birre presenti. Fare un concorso prevede delle regole di partecipazione molto rigide e ferree, coinvolgendo tutti i concorrenti possibili e mettendo i partecipanti in condizione di poter fornire le birre in maniera tale da essere idonee alla degustazione, con particolare attenzione alle temperature di servizio e alle modalità di conservazione, vista la “delicatezza” dei prodotti artigianali. Inoltre è fondamentale la scelta di giudici con le giuste competenze ed esperienze in termini di valutazioni organolettiche delle birre, per far si che i prodotti difettati non possano essere neppure presi in considerazione. Tutto ciò soprattutto per preservare la rispettabilità dei marchi rappresentati, dietro ai quali ci sono anni di lavoro e l’impiego di risorse economiche ingenti che non posso essere messe in discussione da concorsi improvvisati o pseudo tali.

I prossimi appuntamenti di Nonsologlutine

tre eventiIl prossimo fine settimana vedrà Nonsologlutine presente in tre manifestazioni organizzate in giro per l’Italia.

Sabato 8 e domenica 9 giugno si svolgerà la quinta edizione della manifestazione De Cerevisia, organizzata dall’Ais Salerno col patrocinio del Comune di Salerno. L’evento salernitano vedrà protagonista la birra artigianale, con un occhio attento alle produzioni campane. Nella serata di sabato, alle ore 21, Laura D’Amore e Chiara Bolognino presenteranno l’inchiesta sul glutine nella birra artigianale italiana . Durante il laboratorio saranno degustate alcune birre senza glutine.

Lo stesso giorno, alle ore 20, a Perugia si terrà un laboratorio di degustazione con birre senza glutine all’interno della manifestazione Gluten Free Fest, giunta alla seconda edizione. Il GFF avrà luogo dal 6 al 9 giugno nel Percorso Verde di Pian di Massiano, a pochi passi dalla vicina stazione del Minimetrò che collega il parco con il centro storico di Perugia.

Domenica 9, a Borgorose (Ri), si festeggiano gli otto anni del birrificio Birra del Borgo, la creatura di Leonardo Di Vincenzo. Questo evento raccoglie ogni anno migliaia di persone e anche in questa edizione le premesse ci sono tutte perchè il successo sia assicurato. La presenza di Nonsologlutine ha un significato particolare, legato agli esiti dell’inchiesta condotta sulle birre artigianali. Sarò personalmente all’opera ad una delle 50 spine presenti durante i festeggiamenti: la Scik Pils, prima birra artigianale italiana ad essere risultata già senza glutine nell’inchiesta di nonsologlutine.

Non resta che ricaricare le energie per essere pronti in questo weekend pieno di impegni.

Cheers

Menù senza glutine per Birra in Villa

menù birra in villa Affinchè si possa bere delle ottime birre artigianali, bisogna permettere di mangiare con gusto e soprattutto abbinando le birre a delle portate preparate artigianalmente con lo scopo di esaltare i sapori.

Lo staff di nonsologlutine ha realizzato questo menù fatto solo con prodotti artigianali, tutti realizzati con materie prime selezionate per dare la possibilità di mangiare degli ottimi prodotti sani e genuini.

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Ora bisogna solo andare a Castel S.Giorgio in provincia di Salerno, cercare Villa Calvanese e passare due serate rilassanti dove poter mangiare e bere senza glutine…

Il senza glutine buono per tutti.

Cheers

Birra senza glutine all’Italia Beer Festival di Milano

Da domani avrà inizio l’ottava edizione dell’Italia Beer Festival di Milano. Questo appuntamento, diventato ormai un “must” per tutti coloro che amano la birra artigianale, vedrà impegnati ben 30 birrifici artigianali italiani, i quali saranno pronti ad accogliere tutti coloro che entreranno nella struttura dello SPAZIO 90 (East End Studios) per degustare le migliori produzioni brassicole del nostro paese.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione Degustatori Birra, prevede tre giorni di appuntamenti molto impegnativi, con in primo piano il CIBA (Campionato Italiano della Birra Artigianale), nato nel 2006, che vedrà il suo atto conclusivo con la proclamazione dei vincitori.

Nell’edizione 2013, oltre alle consuete degustazioni, sarà possibile partecipare anche ad incontri (tutti i giorni dalle ore 19.00) dedicati all’homebrewing, ossia l’arte di farsi la birra in casa.

Anche in questa edizione, come già è accaduto all’IBF di Roma e di Monza nel 2012, una delle protagoniste sarà la birra senza glutine, a cui sarà dedicata la giornata di apertura. Infatti domani, venerdì 22, alle ore 19:30 terrò un laboratorio di degustazione sulle birre senza glutine, all’interno del quale saranno illustrati i dati delle ricerche che ho condotto insieme alla società ICQ Global – Conal per verificare il contenuto di glutine presente nelle birre artigianali italiane. Naturalmente non si parlerà solamente, ma dedicheremo buona parte del tempo alla degustazione delle birre che per prime sono arrivate sul mercato italiano con ben cinque prodotti: le Green’s.

Queste birre sono realizzate da malto d’orzo e il glutine viene ridotto al di sotto delle 20 ppm durante la produzione. L’azienda inglese, che produce in belgio, ha il merito di avere sul mercato cinque tipologie di birre diverse che possono venire incontro alle svariate esigenze gustative degli appassionati di birre artigianali. Durante il laboratorio guiderò i presenti alla degustazione delle Green’s,  le quali hanno aperto nuove frontiere nel settore del senza glutine. Naturalmente l’appuntamento con queste birre non si esaurisce con la chiusura del laboratorio, ma proseguirà per tutta la serata.

Per maggiorni informazioni sull’intera manifestazione potete consultare la pagina del sito dell’ADB dedicata all’evento.

Cheers

Alfonso Del Forno

© RIPRODUZIONE RISERVATA

BBQ gluten free e fiumi di birra: cronache di una serata sold out.

A volte le chiacchierate notturne, lontano dall’inquinamento acustico delle nostre giornate frenetiche, ti fanno realizzare progetti a cui non daresti il giusto peso durante una banale giornata di lavoro. E’ questo ciò che è successo a fine gennaio, durante uno scambio di idee online con Simone Monetti, direttore di Unionbirrai. Parlavamo del seminario sulle birre senza glutine che avrei dovuto tenere da lì a poco a Rimini, su come organizzare l’evento, e come poter soggiornare in quei giorni. Simone mi ha parlato del Marylise, un albergo diventato ormai la sede di Unionbirrai durante “Selezione Birra” e che avrei potuto pernottare lì. Parlando di come negli anni questo albergo sia diventato un luogo “cult” per coloro che vivono le giornate intense di “Selezione Birra”, è partita dalla mia tastiera una proposta: “Credi che si possa organizzare un barbecue al Marylise? Ho degli amici di Napoli che sono dei veri professionisti di BBQ”. Immediatamente la parola BBQ ha colpito Simone, che mi fa : “Certo, vedi se i tuoi amici sono disponibili. BBQ e birra è un binomio perfetto!” Ho contattato immediatamente Venerando (Nando) Valastro e Salvatore Porzio, i miei amici esperti di BBQ (Campania Barbecue Friends) e in meno di 12 ore su twitter appare per la prima volta sulla pagina di Simone Monetti l’hushtag #UbBBQ (UnionBirrai BBQ).

Da quel momento in poi è partita la macchina organizzativa, partendo dal menù da realizzare e soprattutto tenendo conto di una caratteristica che doveva avere il BBQ: essere completamente gluten free. Poichè alcune ricette prevedevano l’utilizzo di pane e pan grattato, oltre che di salse varie, Salvatore, Nando ed io abbiamo deciso di mettere in pratica il progetto di cui stavamo parlando da tempo: realizzare BBQ senza glutine. Quale occasione migliore per testare questo progetto? Così è stato!

Fissata la data, domenica 24 febbraio, si è passati alla scelta del menù, tirando fuori dal cilindro le cinque portate su cui ci siamo concentrati:

  • Salsicce affumicate con legno di melo e affogate in birra (senza glutine);
  • Umbrella chicken wings;
  • Zebedei del frate trappista;
  • Bacon Bomb;
  • Chili con carne.

I giorni successivi sono serviti per comprare tutto il necessario ma soprattutto per organizzare la trasferta delle attrezzature: tre barbecue ed un affumicatore da portare a Rimini, compreso carbone e legna per l’affumicatura. Il tutto è stato trasportato con due automobili.

A questo punto però abbiamo pensato che non si era fatta alcuna comunicazione sull’evento del Marylise. In rete era passata una immagine in cui veniva descritto l’evento, ma con sopra il timbro “sold out” perchè non potevamo sapere che affluenza poteva esserci e quindi siamo partiti con molta cautela. Con questo stesso spirito abbiamo affrontato il sabato 23 al RHex, salone che ospitava “Selezione Birra”. Nessuna pubblicità, al massimo abbiamo confermato l’appuntamento del giorno dopo a qualche amico informato sulla cosa.

Arrivati alla mattina del 24, Salvatore e Nando hanno cominciato a preparare tutto quello che serviva per la sera, con il prezioso aiuto dei nostri amici di viaggio: Chiara Bolognino, Antonio Garofalo e Salvatore Arnese. Io purtroppo non sono stato utile perchè impegnato in fiera con il seminario sulle birre senza glutine. Alle 18 ci è sorto un dubbio: abbiamo carne per 70/75 persone e non abbiamo pubblicizzato il BBQ: che succede se non viene nessuno stasera? Tra le altre cose Rimini sembrava Cortina per le abbondanti nevicate del giorno prima e il barbecue è un tipo di cucina che vuole gli spazi aperti. Senza pensarci più di tanto, tornati al Marylise, abbiamo cominciato ad accendere il carbone e a preparare il chili con carne in cucina, che per l’occorrenza il signor Antonio, proprietario del Marylise, ci aveva dato in autogestione, come anche la sala per cenare.

L’appuntamento con chi sapeva del BBQ era alle 21, ma già intorno alle 20 abbiamo cominciato a vedere movimenti davanti all’hotel. Arriva Alex Liberati (4:20 di Roma e  Revelation Cat, oltre che neo consigliere Unionbirrai) con due fusti di birra e uno spillatore di fortuna. Insieme a lui alcuni amici. Dieci minuti dopo vediamo arrivare una sagoma alta, magra e i capelli lunghi. Basta un attimo per riconoscerlo: Eric Wallace, birrario e socio del famoso birrificio californiano Left Hand Brewing Company. Con lui arrivano altri sette americani. Da quel momento in poi non si riesce a tenere il conto dei taxi che arrivano e fanno scendere le persone avanti al Marylise. Alessio Selvaggio (Birrificio Croce di Malto e neo consigliere Unionbirrai), Nicola Utzeri (direttore di Fermento Birra), Marcello Ceresa (Birrificio Retorto), Luciana Squadrilli con tutto lo staff di Birra del Borgo, i ragazzi del neonato Birrificio Kauss (Luigi, Ivan e Diego), il gruppo del Birrificio San Giovanni con in testa i soci Lamberto e Gilberto, Tony Manzi (fondatore di Birradio e addetto stampa di Unionbirrai), Francesco Mancini (Birrificio del Forte), Andrea Fralleoni (Free Lions Brewery), Pierluigi Chiosi (Piccolo Birrificio Clandestino). Tutti accompagnati da amici e collaboratori. Iniziano poi a scendere gli ospiti del Marylise tra cui Nick Beltraminelli (Bad Attitude), Margherita Mattei (Bruton) e Simone Dal Cortivo (Birrone), oltre ad alcuni amici campani che ci raggiungono sul tardi.

Nonostante il bello del barbecue sia lo stare tutti insieme nei pressi della carne che cuoce, bevendo birra naturalmente, ci rendiamo conto che siamo in tanti e potrebbe accadere che non tutti riescano a mangiare. Decidiamo che forse è meglio accomodarci ai tavoli della sala che ci era stata messa a disposizione. Solo a quel punto ci accorgiano di essere troppi e che non riusciamo neppure a sederci, perchè nel frattempo continua ad arrivare gente, escono dai taxi che si fermano al Marylise ed entrano dentro per stare con noi. Per un istante ho pensato che da lì a poco ci saremmo ritrovati l’hotel invaso, ed è proprio in questi momenti che serve una persona di pugno che sappia prendere decisioni nette. Questo arduo compito lo ha svolto Margherita Mattei che ad un certo punto mi ha chiesto se poteva tirare fuori un pò di gente e così ha fatto. Abbiamo purtoppo dovuto chiedere a molti presenti di andar via (eravamo più di 120) e a tanti che continuavano ad arrivare di non entrare.

In tutto ciò i due esperti di BBQ, Nando e Salvatore, continuavano a controllare che tutto andasse per il verso giusto sulle griglie, portando a tavola le favolose portate che stavano preparando. Ogni volta che entravano in sala con i vassoi c’era una esplosione di gioia, quasi un tifo da stadio per accaparrarsi una salsiccia affumicata o uno zebedeo. Sono proprio gli zebedei del frate trappista che mi hanno stupito maggiormente, con la giusta dose di paprica che li rendeva assolutamente perfetti vicino alla birra che continuava ad essere spillata (alla fine sono stati svuotati 4 fusti da 30 litri ognuno più un numero imprecisato di bottiglie di birra portate dai vari birrifici presenti).

Al tavolo dove si erano accomodati Luciana Squadrilli, Alfredo Colangelo, Marco Valente e tutti i componenti dello staff di Birra del Borgo si è brindato con la Scick Pils, la birra di cui ho già parlato in precedenza e che dalla mia indagine sulla presenza del glutine nelle birre artigianali italiane è risultata avere meno di 10ppm, quindi senza glutine. Alcune delle poche bottiglie ancora in giro (la nuova cotta sarà pronta tra qualche settimana) sono state aperte a questo tavolo, per completare una serata all’insegna del gluten free.

Ad un certo punto della serata è arrivato Simone Monetti, impegnato fino a quel momento, ed appena ha visto tutta quella gente si è messo le mani nei capelli (non solo metaforicamente): il Marylise invaso da amici, carne e birra, consolidando la tradizione che vede ormai questo albergo come luogo cult della riviera romagnola nel giorni di “Selezione Birra”. La serata è stata comunque lunghissima, anche se le ore sono passate senza che ce ne accorgessimo. L’unico segnale della durata è stata la fame che cominciava ad assalire noi che eravamo indaffarati con l’organizzazione. A quel punto, ed erano ormai le quattro del mattino, abbiamo deciso di mettere la ciliegina sulla torta: spaghettata con olio e peperoncino, naturalmente senza glutine. Inutile dire che tutti i presenti hanno aderito all’iniziativa senza battere ciglio, anzi qualcuno ha anche provato a mangiare il peperoncino con la conseguenza di doversi attaccare sotto la spina per calmare l’irritazione.

Alla fine devo ammettere che il successo del BBQ gluten free messo su a Rimini ha acceso il riflettore su due aspetti importanti: il primo riguarda il binomio BBQ e birra, che resta decisamente il più interessante dei matrimoni gastronomici che puntano alla socializzazione degli invitati, il secondo è legato a quanto sostengo da tempo, circa la possibilità di mangiare gluten free senza rinunciare al gusto.

Vi lascio con una dritta: se per caso girando lungo il nostro Stivale vedete una colonnina di fumo da qualche parte, seguitela… Potreste trovarci indaffarati ad accendere i carboni per un BBQ senza glutine… Seguiteci…

Alfonso Del Forno

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Le note di degustazione delle Glutenberg

E’ ormai ufficiale: da qualche giorno è partito per l’Italia il primo carico delle tanto attese Glutenberg. Le birre canadesi, vincitrici del World Beer Cup 2012 di San Diego nella sezione gluten free, nelle prossime settimane arriveranno in Italia, primo paese europeo ad averle. Dopo la presentazione di Brescia lo scorso dicembre, in occasione del Gluten Free Expo, potremo finalmente trovare sul territorio nazionale le birre prodotte da Julien Niquet, co-fondatore del birrificio canadese.

L’importazione e distribuzione sul territorio nazionale avverrà grazie alla società F&G di Bruino (To). Il fondatore e amministratore dell’azienza piemontese è Graziano Fecchio, noto per essere uno dei più grandi selezionatori e importatori di rhum da tutto il mondo.

Ma veniamo alle birre che arriveranno presto tra gli scaffali dei beershop italiani. Sicuramente avremo la possibilità di assaggiare le tre vincitrici di San Diego: la Blonde, l’American Pale Ale e la Rousse. Queste birre, che ricordo essere fatte con materie prime naturalmente senza glutine, hanno dato un taglio diverso rispetto a quello che è il mercato delle birre senza glutine ottenute da malto d’orzo. Un palato educato alla degustazione avvertirà immediatamente la differenza rispetto alle birre fatte con l’orzo, ma quello che potrebbe sembrare un punto debole è invece un punto di forza di questo marchio, perchè la piacevolezza dei sentori che lascia sia al naso che al palato sono davvero molto intesi e sicuramente non lascerà indifferenti coloro che le berranno. Qui di seguito potete leggere le note di degustazione che ho realizzato per le tre birre di cui stiamo parlando.

Le immagini che vedete nelle schede allegate sono riferite alle bottiglie che ho provato, ma in Italia dovrebbero arrivare delle bottiglie completamente ridisegnate, con una grafica serigrafata totalmente nuova.

Inoltre sembrerebbe che il birrificio canadese sia in procinto di produrre per il nostro paese altri stili birrai. Si parla di uno stile belga con un grado alcolico più elevato, una IPA ed una Saison. La curiosità è tanta e la sete pure. Possiamo solo aspettare di poterle trovare presto sugli scaffali dei nostri beershop preferiti, o magari nei locali che abitualmente amiamo frequentare.

Cheers