Pizzeria Positano a Battipaglia (Sa)

Per chi ha voglia di una pizza che si ispira alla tradizione napoletana, di quelle che potresti piegare a “portafoglio”, senza dover necessariamente andare nel centro del capoluogo partenopeo, questo è un posto da visitare.

A Battipaglia, c’è la pizzeria Positano, il cui nome è solo l’assaggio di quelli che i proprietari hanno dato alle loro pizze, ispirandosi alle località turistiche più rinomate della Campania. Il locale è molto semplice, quindi niente fumo negli occhi ai clienti. La prima cosa che attira l’attenzione, per chi cerca pizze senza glutine, è la ricchezza del menù per questa tipologia di prodotti, con ben 37 pizze diverse tra cui scegliere. La realizzazione di queste pizze avviene in un locale separato, dove troneggia uno dei primi prototipi di forno a gas di piccola dimensione realizzati da Magliano.

forno Magliano

Ma veniamo alla pizza. Ho ordinato la Positano (la loro margherita con mozzarella di bufala campana). Alla vista già si presenta bene con un buon cornicione e la presenza del basilico fresco poggiato sulla farcitura in uscita. Tagliata la prima fetta, si nota l’aderenza alla scuola napoletana, con uno spessore del disco molto sottile e un buon cornicione (anche se non eccessivamente pronunciato).

Buone le materie prime utilizzate, con la possibilità di distinguere nettamente i sapori del pomodoro e della mozzarella di bufala campana. Il cornicione, come dicevo prima, è presente e ben alveolato. Anche la cottura è ottimale. Molto bella la sensazione di mangiarla con le mani stando attenti a tenerla dritta, vista la buona elasticità dell’impasto.

Oltre alle pizze è possibile ordinare anche dei fritti e si può scegliere tra diversi marchi di birra senza glutine. Buono il rapporto qualità/prezzo se immaginiamo che la pizza Positano costa 6 euro.

Pizzeria Positano

Via A. Vespucci, 1 – Battipaglia (Sa)

0828-371285

La Tennent’s lancia la sua birra senza glutine

Il mercato dei prodotti senza glutine sta diventando sempre più appetibile ai grandi marchi. Dopo il panino di McDonald’s e la pasta di Barilla, vediamo apparire nel panorama dei prodotti gluten free anche la birra Tennent’s. Questo fenomeno la dice lunga sulle potenzialità che offre questo settore, all’interno del quale si sono mosse per anni solo alcune aziende specializzate e poco conosciute fuori da quell’ambito.

Ritorniamo alla Tennent’s Gluten Free, prodotto che verrà ufficialmente presentato il prossimo 1 ottobre a Milano. Poco prima dell’estate ho avuto uno scambio di mail con un responsabile di Interbrau, azienda che importa e distribuisce il prodotto in Italia, nelle quali si parlava dell’invio di una campionatura di questa birra per poterne valutare le caratteristiche. La campionatura di cui si parlava nelle mail è arrivata due giorni fa ed ho voluto immediatamente provare la birra, sia per la curiosità di un nuovo prodotto in questa categoria merceologica a me molto cara, sia per capire che tipo di approccio ha dato la Tennent’s a questa tipologia di birra.

Premettendo che il mio approccio alla birra senza glutine è indirizzato nella valorizzazione di prodotti artigianali, non posso ignorare la presenza di birre industriali, soprattutto quando vengono realizzate da marchi molto popolari tra i consumatori. Tennent’s rappresenta uno di questi esempi nel mondo delle birre tradizionali e sicuramente la  presenza di un prodotto senza glutine non passerà inosservata.

tennent's gluten free 2

Ma veniamo alla birra. Tennent’s la dichiara come Lager di 5° alcolici. Girando l’etichetta è possibile leggere la composizione in portoghese e svedese. Tra le due mi riesce più facile comprendere il portoghese e si legge che gli ingredienti sono acqua gassata, malto d’orzo, estratto di malto e luppolo, seguiti da una indicazione relativa alla rimozione del glutine. Non è proprio quello che mi aspetterei da una birra (acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito), ma vado oltre e verso nel bicchiere. La birra si presenta con una schiuma non molto compatta e poco persistente, mentre il colore è un giallo dorato carico, con una discreta brillantezza. Al naso i sentori sono dolci e sicuramente legati ai malti utilizzati. Al palato continua questa predominanza di una dolcezza di base, poco supportata dall’amaro dei luppoli. Sinceramente non trovo molto facile associarla ad uno stile birraio e volendo trovare un’affinità direi che potremmo avvicinarla ad una Helles, pur non avendo un buon supporto di luppolo nel bilanciamento.

tennent's gluten free etichetta

In generale non trovo in questa birra elementi di qualità che la facciano emergere rispetto alle concorrenti a cui potrebbe paragonarsi: l’Estrella Daura, la Mongozo e la Pilsner di Green’s. Essendo un prodotto industriale, ha sicuramente subito, con la pastorizzazione e la microfiltrazione, il decadimento delle eventuali qualità organolettiche originarie e quindi diventa del tutto improponibile il paragone con prodotti come Brunehaut, le rifermentate di Green’s e Caulier, che offrono profili sensoriali decisamente più interessanti.

Nonostante ciò, sono certo che questa birra sarà molto venduta, grazie alla forza distributiva di Interbrau e alla notorietà del marchio Tennent’s, che nell’immaginario del celiaco potrebbe rappresentare una sorta di traguardo raggiunto nella pari opportunità di offerta nei locali e nei ristoranti. Poter dire: “Posso avere una Tennent’s senza glutine?” sarà molto importante da un punto di vista psicologico nella vita fuori casa dell’intollerante o sensibile al glutine. Questo però rappresenta anche un modo di intendere l’alimentazione in modo troppo superficiale, facendo affidamento solo ai marchi e non al contenuto dei prodotti, discorso questo che vale per la birra, come per il pane, la pasta e i biscotti. Vedremo mai il giorno in cui gran parte dei consumatori sceglieranno i prodotti per la composizione degli ingredienti e la bontà delle materie prime invece che farsi guidare solo dai loghi e dal marketing? Io spero che quel giorno sia dietro l’angolo, soprattutto se ricordiamo che “noi siamo quello che mangiamo” e di questo dobbiamo prenderne coscienza.

Cheers

Coeliac Does It Better: parte la seconda edizione del concorso fotografico

Coeliac Does it Better, il concorso fotografico di Nonsologlutie, dal primo giugno riprende il via.

L’edizione 2014 nasce con una importante novità, il patrocinio di Expo Milano 2015, la grande Esposizione Universale che nel 2015 vedrà Milano, e l’Italia tutta, al centro dell’attenzione del mondo intero con i padiglioni delle tante nazioni partecipanti, uniti dal tema dell’evento: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

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Per noi di Nonsologlutine Onlus è motivo d’orgoglio aver ricevuto il patrocinio da parte degli organizzatori dell’Expo Milano 2015, perché è stato dato il giusto peso al messaggio che questo progetto intende proporre, quello dell’alimentazione di qualità nel settore del senza glutine, affermando, così come recita il titolo, che il celiaco lo fa meglio: per l’attenzione necessaria che deve dedicare alla propria alimentazione, il celiaco seleziona il meglio per se, soprattutto se mangia naturalmente senza glutine.

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Partendo quindi da questo importante supporto, riprendiamo a parlare del concorso fotografico, partendo dalla conclusione dello scorso anno.

L’edizione 2013 ha visto la partecipazione di circa 100 fotografie, giudicate dal popolo del web attraverso la pagina facebook del concorso. Dopo il voto popolare, sono state giudicate le prime 20 foto dalla giuria specializzata che ha decretato il vincitore, Giulia Cozzino. Il secondo premio previsto, la menzione speciale, è stato assegnato a Maria Grazia Coluccia. I vincitori sono stati premiati lo scorso novembre a Brescia durante il Gluten Free Expo.

Alcune delle foto partecipanti sono state poi selezionate per la realizzazione del calendario 2014 dell’Associazione Nonsologlutine Onlus, con il prezioso supporto di Beretta, la storica azienda di salumi italiana che presta grande attenzione alle intolleranze alimentari nella realizzazione dei propri prodotti.

L’edizione 2014 di Coeliac Does It Better manterrà le stesse modalità di partecipazione della prima edizione, consultabili sulla pagina del concorso, dove sono presenti il regolamento e le liberatorie necessarie per inviare le foto.

Risulta importante ribadire che la partecipazione al concorso è del tutto gratuita e che la durata del concorso è di ben 4 mesi (dal 1 giugno al 30 settembre).

Ora che le belle giornate sono alla porta, c’è solo l’imbarazzo della scelta per dimostrare, attraverso uno scatto o più scatti (al massimo 5), in che modo il celiaco lo fa meglio.

Buon divertimento!

Saor del Mar: i piatti pronti senza glutine di qualità

La vita frenetica dei nostri tempi ci porta sempre più spesso a non avere il tempo necessario per poter preparare con tutta calma i propri pasti. In questi casi si cerca di trovare alternative rapide per poter mangiare in maniera soddisfacente e allo stesso tempo di qualità. Purtroppo non sempre queste caratteristiche riescono a coesistere nei piatti pronti che si trovano in commercio. Se a questo aggiungiamo la necessità di trovare piatti pronti senza glutine, le difficoltà si moltiplicano all’ennesima potenza.

Nei mesi scorsi, occupandomi della ricerca di questo tipo di prodotti,  mi sono imbattuto in un’azienda che produce piatti pronti a base di pesce e non solo. Il suo nome è Saor del Mar e produce a Marsango di Campo San Martino, in provincia di Padova. Ho voluto personalmente vedere lo stabilimento di produzione per capire in che modo l’azienda opera nel processo produttivo. Le notizie che avevo ricevuto prima di partire erano molto interessanti, soprattutto per quello che riguarda i conservanti, completamente banditi dalle ricette, con un’accurata scelta delle materie prime per la preparazione di piatti tipici del territorio.

Arrivato in azienda, mi intrattengo con Mauro e Alessandra Salvato, titolari della Saor Del Mar. Mi mostrano le tante certificazioni di qualità di cui sono in possesso ed in particolare l’autorizzazione necessaria per la produzione di alimenti dietetici senza glutine. Parliamo della gamma di prodotti e mi illustrano le ricette: Baccalà mantecato, Baccalà alla Vicentina, Insalata di Mare, Fritto Misto, Lasagne con pesce e verdure, Ragù di vongole al naturale e Piovra con olio. Un assortimento di tutto rispetto che mi incuriosisce ancora di più. A questo punto chiedo di poter vedere dal vivo come vengono prodotti e confezionati i piatti sopra elencati. Anche in questo noto la grande professionalità degli operatori. Mi accompagna nella visita Gabriele Facco, responsabile produzione e qualità dell’azienda, che mi invita ad indossare cuffietta, mascherina, camice e gambaletti, tutti rigorosamente usa e getta. Ci incamminiamo lungo gli ambienti della zona produttiva e posso ammirare l’estrema pulizia dei locali, oltre che la brillantezza delle macchine in acciaio, su cui si trovano le vaschette che gli operatori stanno preparando prima di essere sigillate e messe in commercio. La gamma di prodotti prevede due tipi di conservazione: quella surgelata (con una shelf-life di 18 mesi) e quella in frigo (0-4 gradi con shelf-life che varia dai 25 ai 50 giorni). Poiché le materie prime utilizzate sono tutte fresche, chi acquista la confezione da frigo, una volta a casa può congelarla ed avere ulteriori 6 mesi di shelf-life.

Una delle cose più interessanti è quella relativa al brevetto della ricetta del Baccalà alla Vicentina. “Abbiamo deciso di brevettare la ricetta perché siamo riusciti, con tanta ricerca, a realizzare un piatto tipico del nostro territorio senza avere un abbattimento delle qualità organolettiche, utilizzando solo prodotti naturali, senza glutine e senza conservanti” mi riporta Gabriele Facco.

Fatto il giro nella zona produzione, ritorno all’ingresso con una campionatura dei prodotti che assaggerò con calma a casa. Ho preferito non congelarli, provandoli solo con la conservazione in frigo, così da poterne gustare le qualità nel tempo più breve possibile. Nell’assaggio ho riscontrato un ottimo lavoro fatto sulle ricette, con sapori ben bilanciati, senza l’utilizzo di aceto in eccesso, che in questi prodotti in genere ne rovina il sapore. Ottima l’insalata di mare, ma ho trovato superlativi il Baccalà Mantecato e il Baccalà alla Vicentina.

Il messaggio che lanciano aziende come Saor Del Mar è fondamentale al giorno d’oggi. Garantire la qualità degli alimenti e l’assenza di glutine soprattutto in quelli che naturalmente non lo contengono, come il pesce, è oggi un segnale di attenzione importante verso i consumatori.

Mauro e Alessandra Salvato al Cibus 2014
Mauro e Alessandra Salvato al Cibus 2014

In questi giorni l’azienda espone al Cibus, Salone Internazionale dell’Alimentazione, che si tiene a Parma fino a Giovedì 8 maggio. Per chi si trovasse a visitare questa manifestazione, sarà possibile trovare i prodotti che ho menzionato al Padiglione 3 Stand F013. Tutti gli altri possono reperire i prodotti di Saor del Mar nella GDO (Alì, Aliper, Unicom, Famila, Auchan, Conad Emilia Romagna, Coop e Billa).

Buon Appetito

Le birre artigianali italiane senza glutine

Sono passati due anni da quando proposi all’ing. Consonni, Amministratore Delegato di ICQ-Conal  all’epoca, di effettuare una ricerca sulla presenza del glutine nella birra artigianale italiana. Nella sala riunioni della sede di Cabiate erano presenti anche Giovanni Auditore e Giorgio Volponi, rispettivamente responsabili del settore commerciale e del settore ricerca dell’azienda di Consonni. Abbiamo messo sul piatto della bilancia quali fossero gli aspetti interessanti di questa indagine e quali potessero essere i risvolti sociali. Una ricerca dettata dalla voglia di capire, con dati alla mano, quali fossero le reali possibilità di ottenere birre senza glutine dalle produzioni di qualità italiane. In meno di due ore abbiamo definito tutti i dettagli e le modalità operative. Da quel momento siamo partiti spediti, contattando alcuni birrifici e rastrellando ben 110 birre. Nel frattempo ICQ-Conal è stato acquisito dal gruppo statunitense UL trasformandosi in UL-Conal, senza che questo potesse rallentare la voglia di conoscenza. Ad oggi siamo riusciti a controllare oltre duecento etichette e sono sempre più i birrifici che ci chiedono di conoscere questo parametro all’interno delle loro produzioni.

I risultati sono stati molto incoraggianti e l’argomento ha cominciato a destare l’attenzione di diversi organi di informazione, oltre che dei protagonisti del mondo brassicolo italiano (e non solo). Tra le varie proposte ricevute per poter parlare di queste ricerche, quella che mi ha particolarmente entusiasmato è arrivata da SlowFood, la più importante associazione al mondo che parte dalla gastronomia per toccare argomenti socio-culturali. In particolare sono entrato in contatto con Eugenio Signoroni e Luca Giaccone (che già conoscevo), per poter trattare questo argomento nella Guida alle Birre d’Italia 2015, pubblicazione biennale che fotografa il mondo della birra italiana di qualità , mettendone in evidenza le eccellenze.

guida birre 2015

Abbiamo scelto di inserire un capitolo in cui si descrivono le ultime ricerche che stiamo effettuando, evidenziando alcuni aspetti della presenza del glutine che ci permettono di guardare a questa proteina non solo in funzione di birre utilizzabili dagli intolleranti, ma anche in relazione alla qualità generale della birra artigianale. Oltre alla parte descrittiva, in Guida è presente l’elenco delle birre che hanno ottenuto valori inferiori a 100 ppm (mg/kg) che rappresenta la soglia per i prodotti a bassissimo contenuto di glutine.

Inutile dirlo che forse i dati più esaltanti sono relativi alle birre che hanno valori di glutine inferiore a 20 ppm, che di seguito elenco:

SCIKPILS di Birra del Borgo (10 ppm)

MARRONBONA di Birra Amiata (13 ppm)

PEPITA del Birrificio Mostodolce (13,20 ppm)

ANARKICA del Birrificio Acelum (14,70 ppm)

BLONDE del Birrificio dell’Aspide (14,90 ppm)

Queste cinque birre sono quelle che hanno dato i risultati più bassi e bisogna ricordare sempre che sono birre messe sul mercato senza che venissero prodotte per avere un valore basso del glutine. Sono le birre che amo definire “inconsapevolmente senza glutine”.

I dati di tutti le birre che hanno meno di 100 ppm, che potrete leggere dettagliatamente nella Guida alle Birre d’Italia 2015 da oggi in libreria, fanno emergere un dato fondamentale: le normali produzioni brassicole, soprattutto per alcuni stili birrai, sono tali da rendere possibile l’abbattimento del glutine all’interno della birra e quindi risulta molto stimolante affinare le tecniche di produzione per poter standardizzare questo tipo di valore all’interno dei singoli lotti.

Ritengo importante precisare che le birre sopra elencate, pur avendo valori di glutine inferiori ai 20 ppm, al momento non sono commercializzate con la dicitura “senza glutine” e quindi sarà necessario aspettare che ogni singolo birrificio riesca a rendere costanti i vari lotti di produzione per poter avere sul mercato queste birre con tutte le garanzie necessarie per poter essere bevute da tutti. Ormai la strada è tracciata e posso garantirvi che oltre a tutte le birre elencate, vi sono ancora altri marchi che stanno lavorando per ottenere birre artigianali senza glutine. Non ci resta che proseguire lungo la strada della ricerca che abbiamo iniziato ed essere vicini ai birrifici che hanno deciso di intraprenderla.

Cheers

Il Gluten Free Expo 2014 si terrà a Rimini

Il Gluten Free Expo, in un’ottica di crescita internazionale e di consolidamento come punto di riferimento nazionale per il mercato dei prodotti senza glutine, cambia sede.

La terza edizione del Gluten Free Expo avrà luogo dal 14 al 17 Novembre 2014 a Rimini Fiera, sede di manifestazioni rinomate nel settore alimentare a livello mondiale.

Il Gluten Free Expo ha saputo negli scorsi anni catalizzare l’attenzione e la necessità delle aziende impegnate in questo segmento in forte crescita e soddisfare le esigenza del mercato e dei professionisti del settore HO.RE.CA.

Juri Piceni
Mariapia Gandossi e Juri Piceni

“Siamo molto soddisfatti – ha detto Juri Piceni, titolare  S-ATTITUDE – Gluten Free Expo –  dell’accordo con Rimini Fiera che si basa principalmente sulla condivisione di un progetto e un’attiva collaborazione orientate ad una crescita internazionale del Gluten Free Expo e alla sua conferma come punto di riferimento per i prodotti senza glutine e come unico salone europeo dedicato esclusivamente a questo mercato. A Rimini abbiamo trovato professionalità, collaborazione e supporto che hanno rinnovato il nostro entusiasmo in questo progetto e nel suo sviluppo per i prossimi anni”.

rimini fieraPer il presidente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni “L’ingresso di Gluten Free Expo nel calendario delle manifestazioni espositive riminesi significa portare sul nostro territorio non soltanto una nuova fiera ma un prodotto di grande valore sia per la sua storia imprenditoriale e i suoi attualissimi  contenuti, sia perché questo evento ben s’inserisce nel solco del nsotro distretto food&beverage. Sono davvero molto lieto di poter annunciare questo accordo strategico concluso con un partner di prestigio e caratura”.

La segreteria organizzativa del Gluten Free Expo, coordinata dall’event manager Mariapia Gandossi è già al lavoro per dare vita alla terza edizione del salone che, da quest’anno, grazie ai risultati ottenuti nelle precedenti edizioni, ha ottenuto la classificazione come Fiera Internazionale.

Birra senza glutine per una cena conviviale

birre della serata
birre della serata

In occasione della Settimana della birra artigianale, evento che si tiene ogni anno in tutta Italia, Gianluca Polini ed io abbiamo deciso di organizzare una serata aperta a tutti, dove è stato possibile mangiare degli ottimi piatti naturalmente privi di glutine abbinati alla birra.

La cena si è svolta all’Ottavonano di Atripalda, il locale di Gianluca. Nello scegliere il menù, abbiamo pensato di inserire piatti che già abitualmente sono di uso corrente, per dimostrare quanto sia più comune di quanto si creda poter mangiare naturalmente senza glutine. Per le birre abbiamo deciso di puntare sulle Green’s, che al momento offrono la più ampia gamma di stili, cosa questa che ci permette gli abbinamenti più interessanti. Oltre alle Green’s, abbiamo presentato anche il birrificio italiano che molto sta sperimentando in questo settore, Birrificio dell’Aspide, con la sua Blonde, che risulta contenere meno di 20ppm dagli ultimi test di laboratorio, anche se non ancora in commercio con la dicitura “senza glutine”.

Ma passiamo alla serata. Il primo piatto proposto sono stati dei triangoli di polenta passata alla brace, con del formaggio fuso in superficie. Una portata semplice nelle realizzazione, che spesso viene sottovalutata, nonostante la sua versatilità di abbinamento a diverse salse. Con questa portata abbiamo proposto la Blonde di Birrificio dell’Aspide.

triangoli di polenta e formaggio fuso
triangoli di polenta e formaggio fuso

Il secondo piatto proposto è stato una minestra di verdure selvatiche tipiche dell’avellinese con polpettine di Chianina. Un piatto strepitoso, con un leggero amaro di fondo delle verdure bilanciato dalla dolcezza delle polpettine, che sono state richieste più volte fino all’esaurimento in cucina. A questa portata abbiamo abbinato la Golden Ale di Green’s, molto ben bilanciata e perfettamente in sintonia con il piatto a cui si accopagnava.

polpette di Chianina e verdure selvatiche
polpette di Chianina e verdure selvatiche

Il terzo piatto servito è stato il filetto di maiale cotto in birra accompagnato dalle patate fritte. La birra utilizzata sia per la cottura che in abbinamento era l’Amber di Green’s, una birra ambrata che presenta al palato un leggero tostato che ben si adattava alla struttura dell’ottimo filetto.

filetto di maiale cotto in birra
filetto di maiale cotto in birra

Per finire, ho riproposto un  dolce a cui tengo tanto: il birramisù con la liquirizia. In questo caso abbiamo fatto una deroga al naturalmente senza glutine, avendo comprato savoiardi senza glutine normalmente venduti nei negozi. Per la preparazione, e per l’abbinamento, stata utilizzata la Dark di Green’s, in sostituzione del caffè, e la liquirizia grattugiata al posto del cacao amaro. Un dolce assolutamente da provare, che permette a birre che utilizzano malti tostati di trovare il matrimonio perfetto.

birramisù alla liquirizia
birramisù alla liquirizia

Una serata, quella dell’Ottavonano, da riproporre assolutamente, soprattutto per l’ottima qualità dei piatti proposti, supportati egregiamente dalle grandi birre della Green’s e dalla intrigante sperimentazione di Birrificio dell’Aspide nel mondo delle birre artigianali italiane senza glutine.

Voglio concludere con due numeri che soddisfano il “Nonsologlutine pensiero”: su venti persone che hanno partecipato alla cena solo tre erano celiaci! Ci sono argomenti migliori per dimostrare quanto l’alimentazione naturalmente senza glutine sia assolutamente trasversale, attirando l’attenzione di tutti? Credo che questo tipo di argomentazione sia una delle chiavi di lettura da approfondire per far si che risulti sempre più semplice trovare alimenti naturalmente privi di glutine quando si decide di mangiare fuori dalle mura domestiche.

Cheers

 

 

Baguette Panito di Probios: ricetta e recensione.

In questo articolo recensiamo il secondo prodotto Panito della Probios: la baguette.

Come già detto nella recensione della focaccia, l’azienda toscana ha selezionato Nonsologlutine per effettuare dei test in anteprima sulla nuova linea del pane senza glutine denominata Panito.

Questa baguette ha una caratteristica che gioca a suo favore: la capacità di mantenersi croccante all’esterno e soffice dentro per molto tempo dopo essere stata riscaldata per 5 minuti nel forno a 200°.

Anche in questa prova si è deciso di realizzare una farcitura vegetariana, utilizzando prodotti di alto profilo qualitativo legati al territorio.

Di seguito sono descritti gli ingredienti utilizzati e le procedure da seguire.

BAGUETTE CON BOCCONCINI DI ZUCCHINE, SALSA AI PEPERONI E POMODORO S.MARZANO DOP

2 zucchine

1 uovo

2 cucchiai di pecorino semi-stagionato grattugiato

3 cucchiai di farina di riso

1 peperone dolce

120 gr di burro

50 g di fecola di patate

500 ml di latte

2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato

Pomodori secchi sott’olio S. Marzano DOP

Foglie fresche di valeriana

Menta

Prezzemolo

Sale

Pepe

 

Preparazione bocconcini di zucchine

Preparare una julienne di zucchine e riporla in una ciotola. Aggiungere l’uovo, il pecorino grattugiato, il sale e il pepe. Mescolare e aggiungere un po’ alla volta la farina. Amalgamare il tutto fino a renderlo omogeneo e denso.

Prelevare l’impasto con un cucchiaio e friggerlo in una padella con abbondante olio extravergine di oliva.

Dorare su ambo i lati e far asciugare su carta assorbente.

Preparazione della salsa ai peperoni

Arrostire leggermente il peperone e riporlo, ancora caldo, in una busta per uso alimentare fino al raffreddamento. Una volta freddo, eliminare la pelle e i semi del peperone. In un tegame sciogliere 50gr di burro a fuoco lento ed aggiungere la polpa del peperone precedentemente frullata. Far cuocere per alcuni minuti avendo cura di girare di tanto in tanto. Aggiungere il restante burro, facendolo sciogliere, la fecola di patate e il latte a poco a poco. Cuocere fino ad ottenere un composto cremoso. A fuoco spento, versare nel tegame il parmigiano reggiano e salare quanto basta.

Composizione della baguette

Scaldare la baguette nel forno a 200gradi per 5 minuti.

All’uscita, dopo averla fatta raffreddare, aprire in due la baguette e riporre uno strato di valeriana sulla parte inferiore. Stendere uno strato di crema ai peperoni dolci. Aggiungere alcuni bocconcini di zucchine e completare con la julienne di pomodori secchi.

Buon Appetito!

Nonsologlutine aderisce alla Settimana della Birra Artigianale

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Ritorna a marzo l’appuntamento con la Settimana della Birra Artigianale, iniziativa promossa dal blog Cronache di Birra di Andrea Turco.

Anche per questa edizione Nonsologlutine ha aderito all’iniziativa, che vedrà coinvolto in tutta Italia l’intero mondo della birra artigianale unito da un solo obiettivo: la diffusione della cultura brassicola di qualità.

Sarà una settimana ricca di appuntamenti che vedrà Nonsologlutine impegnata nell’organizzazione di eventi e nella partecipazione a manifestazioni dove l’argomento principe sarà la birra senza glutine.

Non resta che attendere tutte le novità in programma, con gli eventi che saranno pubblicizzati di volta sul sito e sui social network.

Cheers

Tre panettoni senza glutine alla prova di assaggio.

Siamo ormai nel bel mezzo delle festività natalizie ed è in questo periodo dell’anno che si lasciano da parte tutti i conteggi sulle calorie, viziando il nostro palato con i piatti più gustosi delle tradizioni territoriali.

Ciò che è da sempre presente su ogni tavola della nostra penisola in questi giorni è il dolce natalizio per eccellenza: il panettone! Si trovano ormai panettoni artigianali in ogni pasticceria e le interpretazioni di questo dolce sono sempre diverse, a seconda dell’estro del pasticciere.

Viste le tante possibilità di reperire questo dolce, per aiutare chi ha l’imbarazzo della scelta, si è voluto provare i panettoni più diffusi sul territorio nazionale.

Sono state scelte tre aziende: Motta, NutriSi (alias NutriFree) e Schar. Vediamo nei dettagli i tre panettoni con le relative caratteristiche e foto.

Il primo è un panettone classico Motta da 400g, comprato al supermercato a  7,90 euro.

Il panettone Motta
Il panettone Motta
La fetta del panettone Motta
La fetta del panettone Motta

Questo panettone si presenta esteriormente ben cotto e sono evidenti già in superficie sia i canditi che l’uvetta. Le prime sorprese arrivano al taglio: il panettone è praticamente cavo all’interno, con un colore un po’ troppo scuro e la parte non lievitata dell’impasto concentrata in basso. Il profilo aromatico è caratteristico dei panettoni classici prodotti dall’industria. L’essenza “panettone” è diventata la consuetudine delle grandi produzioni e quindi il profumo è piuttosto omologato. Questa caratteristica conferisce una sorta di “normalità” rispetto alle produzioni di panettoni con glutine, ma le analogie finiscono qui, visto che il prodotto non si presenta bene alla vista e purtroppo la cattiva cottura si risente anche al palato per la parte “masticabile”, che purtroppo non può essere giudicata in maniera positiva.

Il secondo panettone  provato è quello di NutriSi (versione GDO di NutriFree), comprato al supermercato al prezzo di  5,29 euro. Il formato è di 600g.

Il panettone NutriSi
Il panettone NutriSi
Il panettone NutriFree che si trova nei negozi convenzionati
Il panettone NutriFree che si trova nei negozi convenzionati
La fetta del panettone NutriSi - NutriFree
La fetta del panettone NutriSi – NutriFree

Come prima accennato, questo panettone è lo stesso della NutriFree che può essere acquistato nei negozi convenzionati. Anche in questo caso il panettone risulta essere molto invitante esteriormente. Una volta effettuato il taglio della prima fetta è possibile notare la buona lievitazione e il bel colore dell’impasto, all’interno del quale è ben distribuita l’uvetta (non c’è la frutta candita). Il profilo aromatico di questo panettone è molto equilibrato, meno intenso del Motta. Al palato risulta più morbido di quanto ci si aspetti e la masticabilità è davvero ottima. Il sapore conferma l’equilibrio aromatico che si sentiva già al naso.

Il terzo ed ultimo panettone è quello di Schar che si trova nei negozi convenzionati al prezzo di 4,90 euro. Il formato in questo caso lo si può paragonare quasi ad una merendina: 180g appena!

Panettone Schar
Panettone Schar
La fetta del panettone Schar
La fetta del panettone Schar

Aprendo la scatola già si ha difficoltà a definire questo prodotto un panettone, se non fosse per  la forma e la cartuccia che lo rende simile (in scala ridotta) ai panettoni precedenti. Il colore e la superficie esterna denotano un’impostazione poco tradizionale del prodotto. Tagliando la prima fetta si nota una buona lievitazione e cottura del panettone.  Purtroppo l’esame olfattivo delude notevolmente, non riuscendosi a percepire nessuno dei profumi tipici del classico dolce natalizio. Al palato il sapore è quello tipico del Pan Brioche della stessa azienda e, seppur morbido, la masticabilità non è per nulla soddisfacente, come spesso accade con alcuni prodotti senza glutine che tendono a diventare “aderenti” al palato e ai denti.

In definitiva si potrebbe dire che il panettone Schar forse non può essere neppure classificato come tale, sia per il formato che per gli aromi utilizzati, mentre quello Motta, almeno per la confezione acquistata per questo test, ha avuto un problema di cottura, forse troppo rapida. Fra i tre panettoni il migliore è risultato sicuramente quello della NutriFree, sia per la cottura che per il profilo aromatico, oltre che per la bontà al palato. Un panettone, quest’ultimo, che assottiglia molto la differenza dai prodotti con glutine e che rende piacevoleil natale di chi, per scelta o per necessità, mangia senza glutine.

Buon panettone a tutti!