Coeliac Does It Better: parte la seconda edizione del concorso fotografico

Coeliac Does it Better, il concorso fotografico di Nonsologlutie, dal primo giugno riprende il via.

L’edizione 2014 nasce con una importante novità, il patrocinio di Expo Milano 2015, la grande Esposizione Universale che nel 2015 vedrà Milano, e l’Italia tutta, al centro dell’attenzione del mondo intero con i padiglioni delle tante nazioni partecipanti, uniti dal tema dell’evento: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

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Per noi di Nonsologlutine Onlus è motivo d’orgoglio aver ricevuto il patrocinio da parte degli organizzatori dell’Expo Milano 2015, perché è stato dato il giusto peso al messaggio che questo progetto intende proporre, quello dell’alimentazione di qualità nel settore del senza glutine, affermando, così come recita il titolo, che il celiaco lo fa meglio: per l’attenzione necessaria che deve dedicare alla propria alimentazione, il celiaco seleziona il meglio per se, soprattutto se mangia naturalmente senza glutine.

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Partendo quindi da questo importante supporto, riprendiamo a parlare del concorso fotografico, partendo dalla conclusione dello scorso anno.

L’edizione 2013 ha visto la partecipazione di circa 100 fotografie, giudicate dal popolo del web attraverso la pagina facebook del concorso. Dopo il voto popolare, sono state giudicate le prime 20 foto dalla giuria specializzata che ha decretato il vincitore, Giulia Cozzino. Il secondo premio previsto, la menzione speciale, è stato assegnato a Maria Grazia Coluccia. I vincitori sono stati premiati lo scorso novembre a Brescia durante il Gluten Free Expo.

Alcune delle foto partecipanti sono state poi selezionate per la realizzazione del calendario 2014 dell’Associazione Nonsologlutine Onlus, con il prezioso supporto di Beretta, la storica azienda di salumi italiana che presta grande attenzione alle intolleranze alimentari nella realizzazione dei propri prodotti.

L’edizione 2014 di Coeliac Does It Better manterrà le stesse modalità di partecipazione della prima edizione, consultabili sulla pagina del concorso, dove sono presenti il regolamento e le liberatorie necessarie per inviare le foto.

Risulta importante ribadire che la partecipazione al concorso è del tutto gratuita e che la durata del concorso è di ben 4 mesi (dal 1 giugno al 30 settembre).

Ora che le belle giornate sono alla porta, c’è solo l’imbarazzo della scelta per dimostrare, attraverso uno scatto o più scatti (al massimo 5), in che modo il celiaco lo fa meglio.

Buon divertimento!

Pizze fritte senza glutine nel segno della tradizione

La riscoperta degli antichi sapori e delle tradizioni del territorio sono i temi sempre più ricorrenti nella ristorazione di questi ultimi tempi. Non è semplice l’approccio ad una cucina a cui non siamo più abituati e ancora peggio se ci troviamo a confrontarci con sapori che neppure abbiamo mai gustato. Trovare materie prime che bene si adattino alle ricette di una volta, riuscendo ad ottenere gli stessi risultati, è davvero difficile.

Se rapportiamo questa riscoperta degli antichi sapori alla cucina senza glutine, il percorso, teoricamente, è ancora più impervio e pieno di ostacoli.

Ma a volte le sorprese sono dietro l’angolo ed è quello che è successo quando abbiamo provato a realizzare delle pizze fritte legate alla tradizione partenopea. Per l’occasione abbiamo utilizzato la farina senza glutine del Molino Quaglia ed il risultato è stato sorprendente. Nella farina vi è la presenza del grano saraceno e questo ha fatto si che le pizze risultassero un pò più scure, donando un tocco di “integrale” al prodotto finito. Un’altra caratteristica positiva che ho riscontrato è stata la “impermeabilità” dell’impasto all’olio durante la cottura: le pizze sono quindi risultate molto croccanti all’esterno, ma per niente impregnate d’olio.

Ma diamo un’occhiata anche alla realizzazione di queste pizze fritte. Le abbiamo preparate in due varianti: farcita in superficie e ripiena. La prima è stata farcita con un sugo di pomodoro “”San Marzano” già cotto in precedenza ed è stata completata con del formaggio di pecora di media stagionatura. La seconda invece è stata farcita all’interno con ricotta, prosciutto cotto e pepe (la ricetta originale prevede la presenza dei cigoli di maiale al posto del prosciutto). La semplicità di queste pizze è il segreto della bontà delle stesse e, come spesso accade, la vera bontà degli alimenti viene esaltata quando non vi sono ricette complesse.

Mi piace fare una considerazione finale. Oggi in tanti si lamentano delle farine esistenti sul mercato, sia per la qualità dei cereali da cui vengono realizzate, sia per i metodi con i quali vengono raffinate. Potrebbe sembrare provocatorio da parte mia, ma prestate attenzione solo per un istante ad un mio quesito: le farine senza glutine possono essere la cartina di tornasole per avere ancora prodotti davvero sani e qualitativamente superiori? Io non ho gli strumenti tecnici per poter dare una risposta a questa domanda, ma posso garantirvi che quello che mangio, oltre ad essere bello da vedere, è anche buono, sano e facilmente digeribile. Dov’è la verità? Ai posteri l’ardua sentenza.

Buon gluten free a tutti!