I vincitori del World Gluten Free Beer Award

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La giuria del World Gluten Free Beer Award, riunitasi sabato 16 a Brescia nella struttura messa a disposizione dal Gluten Free Expo, ha giudicato le 23 birre partecipanti al concorso.

Il lavoro dei giudici è stato molto attento e scrupoloso, concentrato sull’analisi organolettica delle birre, che sono state giudicate alla cieca. Le birre sono pervenute in bicchieri numerati e sono stati forniti ai giudici solo alcuni dati: stile, materie prime, speziature e grado alcolico.

Molte birre concorrenti, nella valutazione, sono risultate superiori alla media, con picchi di eccellenze per le prime classificate, la cui differenza tra loro è dettata soprattutto dagli stili birrai interpretati dai produttori.

Come era già noto, tutte le birre sono state sottoposte al test per il rilevamento del glutine e il valore venuto fuori dalle analisi ha determinato parte del punteggio.

Ma veniamo alla classifica finale.

Il vincitore della medaglia d’oro della prima edizione del WGFBA è la Tripel del birrificio belga Brunehaut.

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La medaglia d’argento è stata assegnata al birrificio canadese Glutenberg per la sua American Pale Ale.

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Medaglia di bronzo alla Blond dell’inglese Green’s, che produce in Belgio.

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In sintesi riportiamo i primi 15 piazzamenti:

  1. Brunehaut – Tripel
  2. Glutenberg – American Pale Ale
  3. Green’s – Blond
  4. Glutenberg – Red Ale
  5. Glutenberg – India Pale Ale
  6. Green’s – Dark
  7. Mongozo – Pilsner
  8. Brunehaut – Amber
  9. Green’s – Pilsner
  10. Schnitzer Brau – Lager
  11. Green’s – Golden Ale
  12. Hambleton Ales – Ale
  13. Green’s – Amber
  14. Estrella – Daura
  15. Hambleton Ales – Lager

 

 

Pizza gourmet e birra artigianale: il senza glutine di alta qualità

Pizza con tartare di tonno, zucchine marinate in birra e fiori di zucca
Pizza con tartare di tonno, zucchine marinate in birra e fiori di zucca

La birra artigianale senza glutineha caratteristiche di alta qualità che ci permettono di poterla bere in abbinamento a grandi piatti di ristorazione, così come in genere avviene con i vini. Avere la possibilità di scelta oggi è fondamentale in un’alimentazione che vuole puntare sulle eccellenze delle materie prime e sul corretto utilizzo degli abbinamenti gastronomici. Se fino a poco tempo fa ci si poneva il problema di trovare una buona birra senza glutine che non ci facesse rimpiangere di bere questa bevanda con il gusto conosciuto in precedenza (per chi ha scoperto di essere intollerante al glutine più in là con gli anni), oggi possiamo dire con certezza che il mercato ci offre una così vasta gamma di prodotti da permetterci di scegliere ciò che beviamo in funzione di ciò che mangiamo.

 

 

 

Diventa quindi molto stimolante, con questi strumenti, divertirsi negli abbinamenti alimentari con le realizzazioni di grandi chef e cercare di trovare la birra giusta per ogni piatto. In genere questo avviene quando il piatto è già a tavola e, conoscendo gli ingredienti utilizzati, si fa affidamento alla carta delle birre per capire quale abbinamento è più giusto.

Per chi non si accontenta di voler solo poter scegliere cosa bere vicino ad un piatto, nasce la curiosità di sperimentare nuove strade nella gastronomia, tali da poter aprire percorsi del gusto alternativi.

Da questo tipo di stimolo è nato un progetto che ha avuto modo di concretizzarsi a Napoli in occasione della manifestazione CeBio: unire insieme le forze di esperti in diversi settori della gastronomia per tirare fuori un piatto unico nel suo genere. Uno chef, un pizzaiolo, una pastry chef ed un degustatore di birre: Marco Scaglione, Marco Amoriello, Mena Squillacioti ed il sottoscritto.

L’idea di base è stata la birra come comune denominatore nella realizzazione dei piatti, con conseguente abbinamento alle birre utilizzate. Il risultato di questa fusione di esperienze è stata la realizzazione di tre pizze gourmet che utilizzavano come base il disco di pizza realizzato da Marco Amoriello e come farcitura due ricette di alta cucina di Marco Scaglione ed una di pasticceria di Mena Squillacioti. Io ho abbinato le birre alle tre pizze gourmet e, come vedrete, la birra non è entrata solo in abbinamento con i piatti, ma è stata ingrediente fondamentale per la realizzazione degli stessi.

Partendo dall’impasto per la pizza, Marco Amoriello ha utilizzato la birra come liquido d’impasto e come agente lievitante, con un risultato eccezionale in termini di qualità del panetto finale.

Le birre che abbiamo impiegato sono della Glutenberg, marchio Canadese Campione del Mondo 2012 a San Diego nella categoria delle birre senza glutine. La caratteristica principale di queste birre è la totale assenza di glutine, visto che sono realizzate con materie prime naturalmente senza glutine, come il miglio, grano saraceno, mais, riso, quinoa, etc…

La prima pizza, realizzata con base fiordilatte e filetto di pomodoro, è stata guarnita con tagliatelle di zucchine marinate in birra, tartare di tonno rosso, capperi in fiore e fiori di zucca. Visti gli ingredienti utilizzati, ho pensato di abbinare a questa pizza una Saison, birra di tradizione belga, con sentori di spezie (pepe rosa) sia al naso che al palato e con un retrogusto finale citrico che lascia la bocca asciutta e pulita. La stessa birra è stata utilizzata per marinare le zucchine.

La seconda pizza ha avuto come farcitura, su una base di solo fiordilatte, il petto di quaglia cotto in umido con olive di Gaeta e sfumato con la birra, completata in uscita con pomodoro Piennolo del Vesuvio spellato. A questa portata ho pensato di abbinare una American Pale Ale per il suo equilibrio tra il dolce e l’amaro, con una nota agrumata di pompelmo rosa che sia al naso che al palato rende piacevole l’abbinamento con i delicatissimi ingredienti utilizzati.

La pizza conclusiva è stata quella con farcitura dolce. In questa portata c’è stato il lavoro globale di tutto il gruppo, con la maestria realizzativa di Mena Squillacioti che ha preparato dei babà realizzati partendo dal lievito madre. La pizza base è una focaccia su cui è stata spalmata una crema alle mandorle. I piccoli babà, bagnati in birra, sono stati contornati da fragole e da foglioline di menta. Una vera delizia per gli occhi, ma soprattutto per il palato. A questo tipo di dolce non potevo che abbinare una birra elegante sia alla vista che alla degustazione: la blonde ale. L’estrema raffinatezza di questa birra con i sentori floreali che invadono il naso, sono stati gli elementi che mi hanno permesso di optare per questo prodotto.

Questa esperienza, che sarà ulteriormente approfondita nei prossimi mesi, ha permesso a noi tutti di poter utilizzare la birra come ingrediente e come complemento per dei piatti di alta cucina e fa si che si possa guardare a questo prodotto con un occhio diverso.

Cheers

Imperial Beer Party: cronache di una degustazione gluten free.

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I bicchieri delle birre degustate

Ieri pomeriggio alle 18:00, nell’area dell’ex Mattatoio di Roma, a Testaccio, si è svolta una degustazione di birre senza glutine organizzata alla delegazione AIC laziale. L’argomento, che a me sta particolarmente a cuore, era troppo interessante per non partecipare all’evento, soprattutto per confrontarmi con altre realtà che esistono sul territorio e capire la validità del lavoro che ho svolto in quasi due anni in questo settore.

Arrivato al mattatoio, ho trovato i tavoli dove si sarebbe svolto il laboratorio e mi sono accomodato nei pressi della postazione dei giurati. Affianco a me c’erano alcuni produttori di birra artigianale italiana, presenti alla manifestazione con le proprie birre e curiosi del mondo gluten free.

Questa degustazione veniva presentata come una sorta di competizione tra le birre presenti, con tanto di assegnazione del “titolo” di migliore birra senza glutine della manifestazione. A questo punto mi chiedo quanti marchi saranno in “competizione” e scopro che le birre da degustare saranno 7: tre de “Il Birrino” e 4 di “Glutenberg”. La cosa mi lascia molto perplesso per due motivazioni fondamentali: la prima riguarda le materie prime di produzione diverse tra loro (le prime realizzate da malto d’orzo e le seconde da cereali naturamente senza glutine, diverse dall’orzo), la seconda è relativa alla così ristretta valutazione dei marchi esistenti, non prendendo in considerazione la enorme quantità di quelle presenti sul mercato italiano.

Parlando con gli organizzatori della manifestazione, ai quali rivolgo i complimenti per aver aperto questa finestra nella loro kermesse, scopro che la scelta è stata fatta da AIC Lazio, chiarendo che la degustazione non ha la pretesa di essere un vero concorso, ma rappresenterebbe solo un momento di aggregazione per parlare di birra senza glutine nel contesto di una manifestazione sulla birra artigianale. La stessa “giuria” sembra essere composta da comuni consumatori senza particolari conoscenze di tecniche di degustazione. Prendo per buona la spiegazione, continuando a nutrire forti perplessità sul taglio dato alla degustazione/concorso annunciata.

Iniziano ad arrivare i primi bicchieri di birra senza che venga dichiarato il contenuto (degustazione alla cieca), con interventi dei vari presenti tra un bicchiere e l’altro. Qui cominciano le note dolenti: la prima birra risulta essere estremamente leggera (watery nel gergo tecnico) e presenta alcuni difetti. La seconda, pur non presentando difetti, non esalta i giurati nè tantomeno i birrai, i quali degustano ma non hanno “potere” sul giudizio finale. Dalla terza birra in poi iniziano a venire fuori i limiti dell’evento: arrivano nei bicchieri birre palesemente difettate che al palato esperto e allenato dei birrai fanno emergere i limiti di bevibilità delle stesse, intervallate da birre sicuramente senza difetti, ma dalla caratterizzazione forte da parte del produttore, tipico delle birre artigianali. Emergono a questo punto le differenze tra i giudizi dei “giurati” e quelli dei birrai: quelli che sono chiaramenti difetti delle birre vengono giudicati fattori qualitativi (!?!) da parte dei giudici (che votano prima del giudizio dei birrai).

Alla fine delle sette degustazioni si tirano le somme sulle valutazioni dei giurati e soprattutto si evince la totale contrapposizione con quelle dei birrai, tanto da far dire ad uno di questi che, se quelle giudicate buone sono quelle provate nel laboratorio appena terminato, a questo punto è meglio bere acqua minerale!!! Per la cronaca, la birra più apprezzata dai “giurati” è stata la Wiener de “Il Birrino”, seguita dall’American Pale Ale e dalla Red Ale di Glutenberg.

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Le sette birre degustate

Polemiche a parte, credo, e spero, che lo scopo dell’appuntamento fosse solo quello di poter introdurre l’argomento birra senza glutine all’interno di una manifestazione brassicola, senza dare enfasi ad eventuali gare e competizioni tra le birre presenti. Fare un concorso prevede delle regole di partecipazione molto rigide e ferree, coinvolgendo tutti i concorrenti possibili e mettendo i partecipanti in condizione di poter fornire le birre in maniera tale da essere idonee alla degustazione, con particolare attenzione alle temperature di servizio e alle modalità di conservazione, vista la “delicatezza” dei prodotti artigianali. Inoltre è fondamentale la scelta di giudici con le giuste competenze ed esperienze in termini di valutazioni organolettiche delle birre, per far si che i prodotti difettati non possano essere neppure presi in considerazione. Tutto ciò soprattutto per preservare la rispettabilità dei marchi rappresentati, dietro ai quali ci sono anni di lavoro e l’impiego di risorse economiche ingenti che non posso essere messe in discussione da concorsi improvvisati o pseudo tali.

CeBio a Napoli: il salone del senza glutine e del biologico.

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Il 25 e 26 maggio la prima edizione della kermesse dedicata al benessere e all’alimentazione biologica, naturale e senza glutine.

Questo fine settimana presso la Mostra D’Oltremare di Napoli si svolgerà CeBio, evento incentrato sul benessere, sull’alimentazione biologica e sul mondo del cibo senza glutine, ideato e realizzato da Rossella Montagna (Planet Stand Creation), Stefano Silvestro (StudiossEventi) e Daniele Zanfardino (Ass. Accademia dello Spettacolo Mediterraneo) – in collaborazione con la Regione Campania, l’Unione Industriali Napoli e il Comune di Napoli (Assessorato allo Sport). La manifestazione si svolgerà contemporaneamente alla Fiera dello Sport (S.E.B.S.).

CeBio è strutturata in tre settori espositivi: “Alimentazione biologica & Gluten-Free, “Musicoterapia” (area espositiva riservata alla terapia musicale) e “ Gluten-Free , Alimentazione senza glutine”.

L’evento vuole essere occasione di riflessione e stimolo – a livello istituzionale, scientifico e divulgativo – sulle problematiche che il celiaco e la sua famiglia devono fronteggiare ogni giorno. Il programma della kermesse comprende tante iniziative: corsi di cucina, showcooking e divertenti laboratori ludico-didattici per grandi e piccini.

Da segnalare:

– il work lab “Mani in Pasta” nel corso del quale Cristina Basso (blog Deglutiamo con Cristina) effettuerà una dimostrazione pratica sulla lavorazione degli impasti senza glutine;

– il work lab “Il Lievito Madre” nel corso del quale Salvatore Kosta (blog La Pasta Madre) dimostrerà come preparare il pane e le brioche con la pasta madre;

– i due “Work Pizza”, appuntamenti dedicati alla pizza d’autore. Accompagnati dai commenti della giornalista Monica Piscitelli autrice di Campaniachevai.it, i pizzaioli  Domenico Scola (ristorante pizzeria Anna, Agropoli) e Gaetano di Lorenzo (Umberto, Napoli) – entrambi soci dell’Associazione Verace Pizza Napoletana – sveleranno i segreti della pizza senza glutine, preparazione che richiede competenza tecnica ed esperienza. Utilizzeranno la farina senza glutine del Molino Caputo, i prodotti della Campania Felix e gli oli extravergine di oliva bio delle aziende Badevisco e Venditti selezionati dall’agronomo Vincenzo Coppola. Tommaso Luongo, delegato dell’Ais Napoli, presenterà un vino campano in abbinamento alle pizze proposte;

– l’incontro “I Vini del Benessere”: guidati da Tommaso Luongo, sommelier masterclass, coloro che parteciperanno al laboratorio indagheranno sul ruolo fondamentale del vino nella relazione tra un’alimentazione sana e il benessere che ne deriva per l’organismo. Vini in Degustazione: Pietracalda  Fiano di Avellino Docg 2011 Feudi di San Gregorio; Privo Campania Igt 2012 A.Le.Pa; Bosco Caldaia Solopaca Doc 2007 Antica Masseria Venditti;

– il work lab “Birra senza glutine”: Alfonso Del Forno, presidente dell’Associazione Degustatori Birra senza glutine e fondatore del portale Nonsologlutine.it, presenterà i dati  dell’inchiesta effettuata per rilevare la quantità di glutine all’interno delle birre artigianali; seguirà la degustazione delle birre artigianali Glutenberg, vincitrici del World Beer Cup 2012 nella categoria delle birre gluten free;

– il laboratorio “Pizza in Tavola” con Marco Amoriello, gestore del locale “Pizzeria Dal Guappo” tre volte campione del mondo di pizza senza glutine;

– il work lab “Gioco e imparo con CeBio”, un percorso per piccoli e grandi finalizzato all’acquisizione di indizi che permettano di riconoscere la frutta di stagione; Giuseppe Orefice e Margherita Rizzuto (AgriGiochiamo), in collaborazione con la Masseria Giòsole di Capua, accompagneranno i partecipanti nel magico mondo di chi fa di un gran frutto un gran succo;

–  lo show cooking “Al servizio del Gusto” a cura di Marco Scaglione, Chef pluripremiato che ha rivoluzionato il sapore dei cibi senza glutine. Questo laboratorio vedrà per la prima volta insieme, con Marco Scaglione, Marco Amoriello, Mena Squillacioti e Alfonso Del Forno, i quali metteranno in campo le proprie competenze nella realizzazione di piatti gourmet.

L’evento sarà inaugurato dal Dott. Luigi Greco (Professore Ordinario di Pediatria alla Facoltà di Medicina dell’Università di Napoli Federico II, Vice Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche Translazionali, Preside Associato della Facoltà di Medicina della Università di Gulu in Uganda), che relazionerà nel corso del convegno “Perché un’epidemia di intolleranza al glutine?”. A questo seguiranno altri importanti incontri, ovvero: “La Mente Musicale – Musisana” (convegno/stage sulla neuroscienza e le prospettive musico terapeutiche), “Lotta all’obesità infantile” (a cura dell’Assessore allo Sport Giuseppina Tommasielli), “Il lievito madre nell’alimentazione moderna” (a cura di Salvatore kosta), “Allenati con il cibo” (A cura della Dr.ssa Cristiana Di Giacomo), “L’alimentazione nello sportivo” (A cura della Dr.ssa Giovanna De Leo), “Intolleranze alimentari e test citogenetici nel miglioramento della prestazione sportiva” (A cura della Dr.ssa Cristiana Di Giacomo). Infine gli chef Antonio Arfè e Nicola Ricci (dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani) e le cake designer Fantasie di Zucchero (Antonella Vitale) e Aloha Sweet Cake (Annalisa e Luisa) presenteranno piatti e dolci basati sulla corretta alimentazione ed adatti a intolleranti al glutine e al lattosio. Testimonial dell’evento sarà Michele Mirabella, noto conduttore della trasmissione “Buongiorno Elisir” in onda su Rai3.

Per essere sempre informati sulle novità del ricco programma di CeBio, visitate il sito www.cebio-celiacobiologico.com e il blog dedicato all’evento http://cebioceliacobiologicoblog.wordpress.com, con aggiornamenti e curiosità sul cibo biologico e sulla celiachia.

Menù senza glutine per Birra in Villa

menù birra in villa Affinchè si possa bere delle ottime birre artigianali, bisogna permettere di mangiare con gusto e soprattutto abbinando le birre a delle portate preparate artigianalmente con lo scopo di esaltare i sapori.

Lo staff di nonsologlutine ha realizzato questo menù fatto solo con prodotti artigianali, tutti realizzati con materie prime selezionate per dare la possibilità di mangiare degli ottimi prodotti sani e genuini.

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Ora bisogna solo andare a Castel S.Giorgio in provincia di Salerno, cercare Villa Calvanese e passare due serate rilassanti dove poter mangiare e bere senza glutine…

Il senza glutine buono per tutti.

Cheers

Birra in Villa apre le porte ai prodotti Gluten Free

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Nella splendida cornice del Vanvitelliano Palazzo Calvanese di Castel San Giorgio (SA) nei giorni 18 e 19 maggio 2013 si terrà la seconda edizione di “BIRRA IN VILLA”.

Manifestazione interamente dedicata al mondo della BIRRA ARTIGIANALE organizzata dall’Associazione “Amici di Villa Calvanese” in collaborazione con la condotta Slow Food dell’Agro Nocerino-Sarnese e con il patrocinio degli Assessorati alla Cultura e alle Politiche Sociali del Comune di Castel San Giorgio.

La birra, col suo potere socializzante, è la bevanda che unisce tutti, senza distinzioni d’età e di ceto sociale. Da sempre associata alla ristorazione rapida, con la pizza come abbinamento ideale, la birra sta sempre più evolvendosi verso prodotti di qualità da abbinare all’alta cucina, grazie soprattutto al crescere della presenza di produzioni artigianali.

La Campania, nonostante abbia un’antica tradizione legata alla produzione di ottimi vini, si affaccia nel panorama brassicolo italiano con la grande forza e competenza dei birrai nostrani, andando sempre più a colmare il distacco con le produzioni dei grandi birrifici artigianali del nord.

Per dare spazio a questa rivoluzione brassicola che riguarda la nostra regione, la manifestazione Birra in Villa, giunta alla seconda edizione, vuole dare spazio alle creatività e alla bravura dei birrifici campani, senza però chiudersi rispetto alle produzione delle altre regioni o magari con produttori stranieri.

L’edizione di quest’anno vedrà la presenza di 13 birrifici, di cui 11 campani, 1 laziale ed uno canadese. Sarà possibile degustare tutte le birre presenti e partecipare ai laboratori di degustazione che verranno promossi nella due giorni di Villa Calvanese.

Le novità di quest’anno saranno gli approfondimenti tematici: oltre ai laboratori di degustazione e quelli relativi alla produzione della birra, ci saranno seminari su argomenti di attualità del mondo brassicolo.

Il primo appuntamento, dal titolo “La filiera della birra in Campania”, affronterà uno degli argomenti più interessanti del panorama brassicolo della nostra regione: la promozione di una filiera campana per la produzione di orzo, luppolo ed altri ingredienti utilizzati nella produzione di birra, come il limone, l’arancia e la castagna.

L’Assessorato regionale all’Agricoltura e le Organizzazioni Professionali Agricole supportano l’iniziativa nata dall’idea di A.Bi. Campania (l’associazione dei microbirrifici campani) con l’affiancamento di Assobirra. Il seminario avrà luogo sabato 18 alle ore 18.30 con la partecipazione di un rappresentante dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, il presidente di A.Bi. Campania Giuseppe Schisano, il direttore di Assobirra Filippo Terzaghi, i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole che operano sul territorio, il fiduciario della Condotta SlowFood dell’agro Nocerino Sarnese Marco Contursi, il Sindaco di Castel San Giorgio. Il dibattito sarà moderato da Alfonso Del Forno del portale internet www.birra.campania.it

Il secondo approfondimento, dal titolo “La birra artigianale: come rendere semplice l’approccio ad una bevanda complessa”, che si svolgerà domenica 19 alle ore 18.30, vedrà riuniti gli attori principali del movimento brassicolo campano, con la presenza dei rappresentanti delle associazioni che operano nel mondo della birra, i pubblican e alcuni birrai. La discussione verterà intorno alle modalità con le quali è possibile raggiungere il consumatore medio che ancora non conosce la birra artigianale, mettendo a confronto le esperienze e le difficoltà che ogni singolo operatore riscontra nell’attività giornaliera.

Per quanto riguarda i laboratori, ci saranno tre appuntamenti.

Il primo sarà quello relativo al mondo delle birre senza glutine. Alfonso Del Forno, presidente dell’Associazione Degustatori Birra senza glutine e fondatore del portale nonsologlutine.it, presenterà per la prima volta in Campania i dati dell’inchiesta effettuata sulla quantità di glutine rilevata all’interno delle birre artigianali, proseguendo con la degustazione delle birre campane che si sono distinte per il basso contenuto di glutine.

Un secondo laboratorio sarà tenuto dall’Associazione Birrando si Impara e l’argomento sarà quello della produzione della birra in casa. Oltre all’approfondimento delle varie tecniche di produzione e la conoscenza delle materie prime, saranno degustate le birre di alcuni birrifici che affondano le loro radici in lunghi percorsi di homebrewing.

Il terzo laboratorio di degustazione punterà sulla birra artigianale e i falsi miti che ruotano intorno a questo mondo. Sarà condotto da Carlo Nardi, vice presidente dei Malti da Legare, e Vincenzo Cillo, birraio e docente SlowFood. Durante il laboratorio saranno degustate delle birre artigianali che permetteranno di sfatare alcuni miti che coinvolgono il mondo della birra.

Associazioni presenti

SlowFood

ADB Senza Glutine

Birrando si Impara

Malti da Legare

 

Birrifici presenti

Maneba – Striano (NA)

Birrificio Irpino – Monocalzati (AV)

Maltovivo – Ponte (BN)

Il Chiostro – Nocera Inferiore (SA)

Aeffe – Castel San Giorgio (SA)

Tennent’s Pagani – Pagani (SA)

Birrificio Sorrento – Sorrento (NA)

Karma – Alvignano (CE)

Alter Ego – Atripalda (AV)

Birrificio Saint John’s – Faicchio (BN)

Birrificio dell’Aspide – Roccadaspide (SA)

Cerevisia Vetus – Ceccano (Fr)

Glutenberg – birre senza glutine

 

Media

www.amicivillacalvanese.it

www.birra.campania.it

www.nonsologlutine.it

inoltre potete seguirci sulla pagina facebook di Birra in Villa.

 

Sarà allestita una zona food a cura della pizzeria O’Sarracin dei fratelli Tramontano e del ristorante Dream di Castel San Giorgio, in cui poter degustare piatti e pizze abbinati alle birre presentate.

Presso lo spazio di NONSOLOGLUTINE sarà allestita un’area food con prodotti GLUTEN FREE.

COME FUNZIONA BIRRA IN VILLA:

3,00 €  solo ingresso;

8,00 €  ingresso + bicchiere e tracolla + n. 4 ticket per degustazioni birra.

Il costo dei laboratori è di 3,00€ a persona ed è su prenotazione, da effettuarsi inviando una mail all’indirizzo info@amicivillacalvanese.it ed indicando obbligatoriamente i nominativi dei partecipanti ed un numero di cellulare. Per accede ai laboratori, oltre al costo di 3,00€, occorre obbligatoriamente acquistare all’ingresso della manifestazione anche il ticket di 8,00€.

I seminari sono gratuiti e senza prenotazione.

Per info: info@amicivillacalvanese.it        cell. +39 3313016669

PROGRAMMA BIRRA IN VILLA 2013

SABATO 18 MAGGIO 2013

– ore 18.00

Inaugurazione della II edizione di Birra in Villa ed apertura al pubblico degli stand espositivi.

– ore 18.30

Seminario: “La filiera della birra in Campania”

Modera Alfonso del Forno

– ore 20.00

Laboratorio didattico: birre senza glutine

a cura di: Alfonso Del Forno (presidente ADB senza glutine) – Sala Teatro

– ore 21.00

Laboratorio didattico: birra artigianale e i falsi miti

a cura di: Carlo Nardi (vice presidente dei Malti da Legare) e Vincenzo Cillo, birraio e docente SlowFood – Sala Teatro

– dalle ore 20.30

Musica jazz dal vivo con i Rose Jazz Trio – Terrazzo 1°piano

 

DOMENICA 19 MAGGIO 2013

– ore 18.00

Apertura al pubblico degli stand espositivi.

– ore 18.30

Seminario: “La birra artigianale: come rendere semplice l’approccio ad una bevanda complessa”

Modera Alfonso del Forno

– ore 19.30

Laboratorio didattico: produzione della birra in casa

a cura di: Associazione Birrando si Impara – Sala Teatro

– dalle ore 20.30

Proiezione della partita Roma – Napoli – Terrazzo 1°piano

 

Le note di degustazione delle Glutenberg

E’ ormai ufficiale: da qualche giorno è partito per l’Italia il primo carico delle tanto attese Glutenberg. Le birre canadesi, vincitrici del World Beer Cup 2012 di San Diego nella sezione gluten free, nelle prossime settimane arriveranno in Italia, primo paese europeo ad averle. Dopo la presentazione di Brescia lo scorso dicembre, in occasione del Gluten Free Expo, potremo finalmente trovare sul territorio nazionale le birre prodotte da Julien Niquet, co-fondatore del birrificio canadese.

L’importazione e distribuzione sul territorio nazionale avverrà grazie alla società F&G di Bruino (To). Il fondatore e amministratore dell’azienza piemontese è Graziano Fecchio, noto per essere uno dei più grandi selezionatori e importatori di rhum da tutto il mondo.

Ma veniamo alle birre che arriveranno presto tra gli scaffali dei beershop italiani. Sicuramente avremo la possibilità di assaggiare le tre vincitrici di San Diego: la Blonde, l’American Pale Ale e la Rousse. Queste birre, che ricordo essere fatte con materie prime naturalmente senza glutine, hanno dato un taglio diverso rispetto a quello che è il mercato delle birre senza glutine ottenute da malto d’orzo. Un palato educato alla degustazione avvertirà immediatamente la differenza rispetto alle birre fatte con l’orzo, ma quello che potrebbe sembrare un punto debole è invece un punto di forza di questo marchio, perchè la piacevolezza dei sentori che lascia sia al naso che al palato sono davvero molto intesi e sicuramente non lascerà indifferenti coloro che le berranno. Qui di seguito potete leggere le note di degustazione che ho realizzato per le tre birre di cui stiamo parlando.

Le immagini che vedete nelle schede allegate sono riferite alle bottiglie che ho provato, ma in Italia dovrebbero arrivare delle bottiglie completamente ridisegnate, con una grafica serigrafata totalmente nuova.

Inoltre sembrerebbe che il birrificio canadese sia in procinto di produrre per il nostro paese altri stili birrai. Si parla di uno stile belga con un grado alcolico più elevato, una IPA ed una Saison. La curiosità è tanta e la sete pure. Possiamo solo aspettare di poterle trovare presto sugli scaffali dei nostri beershop preferiti, o magari nei locali che abitualmente amiamo frequentare.

Cheers

Taormina: chef stellati, cuoche a domicilio e birra senza glutine.

Il 2013 è cominciato nel segno della qualtà per gli incontri di nonsologlutine. Il viaggio alla ricerca dei prodotti senza glutine ha avuto come prima tappa Taormina per un evento di degustazione senza glutine nell’ambito della manfestazione “CioccolArt Sicily”, giunta alla sua quarta edizione e tenutasi nella splendida cornice della Chiesa del Carmine nei pressi di Porta Catania.

La giornata siciliana è stata davvero molto intensa, non solo per la degustazione avvenuta in serata, ma per tutta una serie di appuntamenti che mi hanno visto impegnato tra Messina e Taormina. Uno dei più importanti è stato l’incontro con lo chef stellato Michelin Pietro D’Agostino del ristorante La Capinera di Taormina. Pietro è tra gli chef più apprezzati del momento, non solo a livello nazionale. Membro dei Jeunes Restaurateurs d’Europe, da anni porta avanti una filosofia che guarda all’alta qualità dei prodotti da usare nelle sue creazioni con un occhio attento al cosiddetto km zero. Il suo ristorante è diventato ormai un must per tutti coloro che cercano il meglio della cucina siciliana di qualità. Da anni la sua ricerca delle eccellenze si è concentrata anche sull’arricchimento della carta dei vini e della birra artigianale, ricevendo riconoscimenti nazionali soprattutto per quest’ultima. A Pietro ho parlato del mio impegno nella diffusione della cultura dell’alimentazione senza glutine di qualità senza dover necessariamente parlare di celiachia, ma solo come stile alimentare in cui non è prevista la presenza di prodotti contenenti glutine. Questo discorso ha trovato d’accordo lo chef, il quale mi ha ribadito la sua disponibilità nel portare avanti questa idea nel mondo della cucina di alta qualità che lui rappresenta e di poter dare voce in futuro a questa filosofia nei contesti più diversi che lo vedranno coinvolto.

Maria Elena Curzio, promotrice dell’incontro con Pietro D’Agostino, durante l’incontro avvenuto nel ristorante La Capinera, ha ribadito l’impegno dell’Associazione Nazionale Cuoche a Domicilio, di cui è Presidente, al fianco delle mie iniziative ed ha proposto di essere sempre più presenti sul territorio nazionale con eventi e manifestazioni in cui il senza glutine possa diventare il più familiare possibile agli occhi di tutti. Naturalmente la cosa non può che farmi piacere ed abbiamo cominciato a mettere su carta un programma da portare avanti per poter proporre la cucina senza glutine ovunque in giro per l’Italia.

Finito l’incontro programmatico, ci siamo traferiti tutti nella sede che ospitava la degustazione vera e propria, la Chiesa del Carmine. Questa bellissima struttura sconsacrata ha ospitato l’evento sul cioccolato di cui parlavamo prima, all’interno del quale abbiamo preparato tutto il necessario per offrire ai presenti una cena completa senza glutine accompagnata dalle birre Glutenberg, vincitrici del World Beer Cup 2012 a San Diego.

Il menù preparato da Maria Elena Curzio e Tania Galletta è stato il classico esempio di quello che vado sostenendo in giro da più di un anno: piatti semplici ma ricercati allo stesso tempo, legati al territorio e soprattutto sani e buoni per tutti. Abbiamo cominciato con dei bicchierini di passata di ceci con olio al rosmarino e semi di finocchio, poi un bellissimo piatto di riso venere con pomodorini confit, gamberi e caciocavallo ragusano. Per secondo abbiamo proposto diversi tipi di frittate farcite e accompagnate da un contorno di zucche in agrodolce. Per finire un tipico dolce siciliano: il bianco mangiare.

Durante la cena ho condotto una degustazione guidata delle birre Glutenberg, spiegando ai presenti gli abbinamenti tra i piatti proposti e le birre che stavano bevendo. Devo ammettere che la curiosità delle persone è sempre tanta quando mangiano e bevono prodotti di alta qualità gluten free e alla fine la domanda che mi viene posta è sempre la stessa: ma quindi tutti possiamo mangiare senza glutine, non solo i celiaci? Ebbene si, non lo scopro certamente io, ma tantissime cose senza glutine fanno parte della nostra alimentazione quotidiana, solo che spesso associamo queste due parole alla celiachia, senza riflettere sul fatto che gran parte di quello che troviamo nei mercati e nelle botteghe dove facciamo la spesa è già naturalmente priva di glutine. Se vi foste trovati in un ristorante a mangiare quello che abbiamo proposto a Taormina avreste mai detto che era una cena per celiaci? O avreste semplicemente pensato di aver mangiato delle prelibatezze da leccarsi i baffi? A voi la risposta.

Birra senza glutine: inchiesta per verificare la quantità di glutine nelle birre artigianali italiane

La birra è una bevanda da sempre considerata “socializzante” per la capacità di essere spesso consumata in ambiti informali, soprattutto in contesti di aggregazione in cui  le persone si riuniscono per momenti di relax.

Questa caratteristica mi ha spinto ad approfondire maggiormente l’argomento nell’ambito dei prodotti senza glutine, visto che la birra, realizzata soprattutto con malto d’orzo ricco di glutine, sembra essere un alimento off-limits per gli intolleranti al glutine.

Approfondendo la conoscenza sulle attuali produzioni di birra senza glutine, ho riscontrato due scuole brassicole: la prima, di carattere europeo continentale, legata all’utilizzo del malto d’orzo, e la seconda, tipica dei paesi anglosassoni e dell’america del nord, che si indirizza verso la produzione con malti di cereali originariamente senza glutine.

La differenza tra i due metodi di produzione é legato soprattutto al risultato finale in termini di presenza del glutine nel prodotto finito.

Nel caso di utilizzo di materie prime senza glutine (miglio, sorgo, grano saraceno, castagne, riso, mais, quinoa, etc…) siamo certi di ottenere una birra a contenuto di glutine pari a zero, mentre nel caso dell’utilizzo del malto d’orzo, le procedure che rendono possibile l’estrazione del glutine, per quanto certificate e standardizzate, non consentono di poter avere risultati sempre costanti, per le tante variabili che intervengono nel processo di estrazione. Nel caso poi delle birre artigianali l’incertezza è anche maggiore per l’impossibilità di standardizzare la produzione.

Dopo aver studiato in maniera approfondita le tecniche brassicole per la produzione di birra artigianale, ho potuto verificare, teoricamente, che vi sono diversi momenti delle fasi produttive in cui si può intervenire per poter eliminare il glutine dalla birra.

Quello che mancava era un riscontro oggettivo, ed è per questo motivo che ho pensato di condurre una indagine sulla produzione artigianale italiana per verificare se i segnali che venivano dalla teoria trovavano riscontro nella pratica.

Visto il carattere di totale indipendenza di questa inchiesta, ho proposto il progetto ad uno dei più autorevoli laboratori di indagini presenti in Italia: ICQ Global, avendo come interlocutori diretti il dott. Giorgio Volponi (con me in foto) e il dott. Giovanni Auditore.

Il Gruppo ICQ nasce più di 30 anni fa come società di controllo e di ispezione ed è oggi uno dei più importanti istituti indipendenti per la certificazione di sicurezza e di qualità dei prodotti sul mercato. Il Gruppo si compone di 3 divisioni: IISG (Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli) – ICQ – CONAL (Food Safety Specialist). La divisione CONAL del gruppo ICQ possiede una specifica competenza sul fronte dell’analisi degli alimenti, basata su un metodo multidisciplinare reso possibile dalla presenza di professionisti con competenze diversificate e preparati a lavorare in gruppo.

Dal 1 agosto 2012 ICQ è stata acquisita da Underwriters Laboratories (UL), una società indipendente leader mondiale nella sicurezza, con più di 117 anni di storia, contando sull’impiego di  quasi 10.000 dipendenti in più di 100 paesi.

Lo scopo principale di questa inchiesta era stabilire quali tipi di birra hanno un contenuto di glutine molto vicino alla soglia di 20ppm.

Si è deciso di coinvolgere un numero significativo di prodotti presenti sul mercato, facendo partecipare i più importanti birrifici Italiani. Per avere un quadro completo, si è proceduto ad analizzare anche le più diffuse birre industriali presenti sul mercato e le birre vendute in Italia con il marchio “senza glutine”. I birrifici partecipanti sono stati 36 per un totale di 110 birre esaminate.

Per far si che le indagini sulla presenza del glutine dessero dei risultati oggettivamente confrontabili con quelli previste dalle norme, si è utilizzata la metodologia consigliata dall’AIC (Associazione Italiana Celiachia), la quale richiede che la determinazione del glutine sia svolta tramite metodica r5 Elisa (saggio immuno-enzimatico con anticorpo monoclonale r5) che è l’unica attualmente riconosciuta ufficialmente dal Codex Alimentarius. Per la quantificazione di glutine idrolizzato (birra, sciroppo di glucosio, ecc..) va applicata la variante r5 Elisa “competitive”.

Ma veniamo ai risultati veri e propri. Per ogni range impostato, abbiamo accorpato le birre seguendo gli stili birrai dichiarati dalle aziende.

Il limite superiore verificabile in maniera puntuale è di 270 ppm (mg/kg). Abbiamo rilevato che 32 birre hanno superato questo limite, con la presenza di alcuni stili nei quali sospettavamo la grande presenza di glutine: Belgian Ale, Saison, Blanche e Weisse.

Il secondo raggruppamento è quello delle birre che hanno un contenuto di glutine compreso tra i 100 e i 270 ppm. In questa categoria verifichiamo che la presenza di stili di cui si sospettava una presenza di glutine elevato cominciano a diminuire, infatti le Saison, le Blanche e le Belgian Ale sono solo sette.

Il terzo gruppo di birre, il cui contenuto di glutine è compreso tra i 20 e i 100 ppm, è composto da 32 birre. Questo risultato è già da solo estremamente interessante perchè per legge queste birre possono riportare in etichetta la dicitura “tracce di glutine”, che è il gradino immediatamente a ridosso del “senza glutine”. Come avevamo teorizzato prima delle analisi, tra gli stili che cominciano a prevalere ci sono Lager, Pilsner, Bitter e Pale Ale.

Veniamo ora alle birre risultate “senza glutine”. Abbiamo rilevato ben 12 birre con valori di glutine inferiore ai 20 ppm, il che vuol dire che potrebbero essere messe in commercio con la scritta “senza glutine”. Gran parte di queste dodici birre sono già vendute per gli intolleranti al glutine, ma tra queste vi sono anche birre artiginali italiane e birre industriali che vengono vendute senza che sia segnalato il basso valore di glutine (forse perchè non hanno mai avuto la “curiosità” di indagare sulla presenza di questa proteina). Gli stili che risultano essere “senza glutine” sono soprattutto Lager e Pilsner, cosa che ci fa pensare che è soprattutto in quella direzione che i birrai dovranno lavorare per poter produrre birre senza glutine.

Ad oggi abbiamo deciso di non pubblicare i nomi delle birre che sono risultate “senza glutine” o con “tracce di glutine” perchè spetta ai birrifici decidere se continuare nella sperimentazione e rendere questi risultati costanti nelle loro produzioni, così da essere certi di poter mettere sul mercato un prodotto sicuro.

Possiamo trarre sicuramente delle conclusioni e sintetizzarle in pochi punti:

  • Alcuni processi tecnologici sembrano giocare un ruolo fondamentale nell’ottenimento di birra senza glutine da malto d’orzo;
  • Pastorizzazione e filtrazione, tipiche del processo industriale, non sono sufficienti ad eliminare completamente la frazione di glutine;
  • Birre di bassa fermentazione, con poco corpo, presentano valori di glutine nettamente inferiori a birre di frumento e belgian ale.

Il risultato finale dell’indagine è decisamente confortante e si presta a molte valutazioni, soprattutto nell’ottica di future produzioni italiane nel mercato del gluten free. Avere 44 birre con valori di glutine inferiore a 100 è un risultato inaspettato e ci fa ben sperare in prospettiva futura sulla possibilità di avere sempre più birre senza glutine.

Le birre analizzate sono state prodotte senza riflettere sull’effettivo contenuto di glutine ma è evidente come molte di esse abbiano la potenzialità di diventare “senza glutine”.

Ci sono le basi per proseguire attraverso studi approfonditi sia inerenti la tecnologia brassicola, sia inerenti le tecniche di analisi, per garantire prodotti eccellenti privi di glutine.

Da oggi i dati saranno forniti ai singoli birrifici ed ognuno di loro avrà uno strumento in più per poter sperimentare nella produzione di birra senza glutine di qualità.

Per quanto mi riguarda, nei prossimi mesi approfondirò lo studio delle birre analizzate, preparando le schede di ogni singola birra in cui metterò in rilievo le materie prime utilizzate e le tecniche brassicole adottate, per poter avere ulteriori strumenti di approfondimento ad uso e consumo di tutti coloro che vogliono investire in un progetto di produzione di birra senza glutine.

I numeri di questa inchiesta dicono una sola cosa: i birrai italiani hanno le competenze per poter avviare una rivoluzione brassicola, perfezionando le ricette e le tecniche di produzione affinchè si possano avere tante birre senza glutine senza lesinare sulla qualità finale del prodotto.

Cheers

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Birra artigianale protagonista al Gluten Free Expo di Brescia

La birra artigianale sarà la grande protagonista del Gluten Free Expo di Brescia, primo salone europeo dei prodotti senza glutine. Dal 14 al 17 dicembre si aprirà un nuovo sipario sulla birra artigianale senza glutine con appuntamenti giornalieri per tutti gli amanti di questo prodotto di alta qualità.

Nella sala riunioni del Brixia Expo terro due laboratori al giorno. Il primo, previsto per le ore 14:00, tratterà tutti gli argomenti relativi alla produzione della birra artigianale, la differenza tra queste e quelle industriali, le varie metodologie utilizzate oggi per produrre birra senza glutine, le ricerche in questo settore con le ultime novità e le prospettive future di questo mercato che è sul punto di offrire grande scelta di prodotti a partire dai primi mesi del 2013. Inoltre ospiterò interventi di ricercatori e medici, con i consigli per un corretto consumo della birra senza glutine.

Il secondo laboratorio, che si terrà tutti i giorni a partire dalle 15:30, sarà un percorso di avvicinamento alla degustazione delle birre artigianali. In questo laboratorio illustrerò le modalità con le quali è possibile avere un approccio critico con la degustazione della birra e vedremo insieme come si fa un’analisi organolettica completa, quindi esame visivo, olfattivo e gustativo. In questo laboratorio presenterò in anteprima europea le birre senza glutine Glutenberg, dominatrici assolute dell’ultimo World Beer Cup 2012 di San Diego, dove hanno piazzato tre delle loro birre ai primi tre posti. Degusteremo insieme queste birre artigianali e scopriremo perchè sono state elette le migliori birre al mondo.

Infine ci sarà un appuntamento importantissimo nel campo della ricerca nel settore della birra artigianale senza glutine. Oserei dire che è il primo passo per dare una chiave di lettura scientifica e oggettiva della produzione brassicola attuale. Lunedì 17 dicembre alle ore 10 presenterò al pubblico i dati di una inchiesta che ho condotto in collaborazione con la società ICQ Global – Conal, leader internazionale nella ricerca e nelle indagini scientifiche, sul contenuto di glutine all’interno delle birre in commercio, con un’attenzione particolare al mondo della birra artigianale italiana. Saranno presenti anche i responsabili del laboratorio di ricerca e verranno svelati i segreti di oltre cento birre artigianali italiane (hanno partecipato i più importanti birrifici), delle più diffuse birre senza glutine esistenti sul mercato nazionale e delle più vendute birre industriali. Un lavoro durato diversi mesi che ci dirà quanto glutine esiste nelle birre in commercio. I risultati faranno parlare molto…

Tutti i laboratori sopra descritti sono gratuiti ma a numero limitato di posti, mentre la presentazione dell’inchiesta del lunedì mattina sarà aperta a tutti e si svolgerà nella sala conferenze.

Vi aspetto in tanti al Gluten Free Expo per poter finalmente parlare di birra senza glutine senza rinunciare alla qualità.

Cheers