Nonsologlutine e Fratelli Beretta insieme per il calendario 2014

copertina-01

Che il concorso fotografico “Coeliac Does It Better” non fosse fino a se stesso lo si era capito già dall’annuncio della mostra fotografica che si terrà a Brescia in occasione del Gluten Free Expo (15-18 novembre).

Dietro il motto di Nonsologlutine, che ha dato il titolo al concorso fotografico, c’è un progetto molto più ampio e ambizioso. Coeliac Does It Better (Il celiaco lo fa meglio) è un messaggio di positività che vuole tirare fuori il meglio dal quotidiano del celiaco, lasciando da parte le problematiche relative alla gestione di ogni piccolo gesto legato all’alimentazione. Cominciare a guardare il bicchiere mezzo pieno e guardare al mondo che ci circonda con la consapevolezza che non c’è nulla che può impedire di condurre una vita senza ostacoli, magari sfruttando quanto di buono può esserci nello stare attenti a ciò che si mangia, è un messaggio fondamentale che si deve dare a chi vive la celiachia e soprattutto a chi circonda il celiaco.

Questo progetto non è passato inosservato ad una delle più importanti aziende alimentari italiane, Fratelli Beretta, la quale ha sposato in pieno la filosofia di Nonsologlutine perché cammina sugli stessi binari del famoso marchio di salumi. Beretta, nel cammino continuo verso la produzione di alimenti di qualità, iniziato da più di 200 anni, ha bandito dai propri salumi l’utilizzo di ingredienti contenenti glutine.

Con questi presupposti è nata la collaborazione tra Nonsologlutine e Fratelli Beretta, con la realizzazione del Calendario 2014. Per dare maggiore peso a questo progetto, si è deciso di utilizzare le immagini più significative tra quelle partecipanti al concorso fotografico, così da osservare, mese dopo mese, i messaggi di positività espressi dai partecipanti al concorso.

Il calendario, stampato a tiratura limitata, non sarà in vendita, ma bensì sarà dato in omaggio a coloro che diventeranno soci di Nonsologlutine.

Per tutti quelli che saranno presenti al Gluten Free Expo di Brescia, sarà possibile sottoscrivere l’adesione all’Associazione Nonsologlutine Onlus e ritirare al momento il calendario.

Ricordo che la quota associativa annuale è di soli €15,00.

Celiachia e dieta senza glutine: intervista alla Prof.ssa Ciacci

Ciacci Convegno

Questo sito si occupa di alimentazione naturalmente priva di glutine, mettendo il luce le eccellenze gastronomiche senza glutine e le attività più interessanti che girano intorno a questo mondo. Durante questo percorso mi trovo spesso a confrontarmi con le domande di coloro che vogliono avere notizie relative al legame tra la patologia medica e l’alimentazione senza glutine. Per poter approfondire queste tematiche ho deciso di interpellare un’autorità nel campo scientifico di questo settore, la prof.ssa Carolina Ciacci.

La dott.ssa Ciacci è Professore Ordinario di Gastroenterologia presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Salerno.

Dal 1982 al 2011 ha svolto la sua attività assistenziale presso l’Università Federico II di Napoli, interessandosi di attività ambulatoriali, endoscopia e ricoveri ordinari e Day Hospital. L’interesse particolare della prof.ssa Ciacci per la malattia celiaca ha reso possibile la creazione di un centro terziario per la malattia celiaca e le intolleranze alimentari che, seguendo più di 3000 pazienti adulti della regione Campania, Lazio, Puglia e Calabria è da considerarsi uno dei più grandi esistenti.

Dal 2005 è responsabile del Centro di Coordinamento per la celiachia dell’adulto della regione Campania, con il compito di gestire 24 centri terziari per la diagnosi e follow-up della celiachia che assistono un totale di circa 10.000 pazienti nel territorio regionale.

Ha creato la Rete Regionale per la celiachia, il registro informatizzato che è all’avvio sul territorio, ha collaborato alla stesura delle Linee Guida Regionali per la Celiachia e una serie di  progetti di formazione professionale (medici, infermieri, ristoratori, docenti scolastici).

Dal Marzo 2011 lavora presso AOU del S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno come responsabile della UOC di Gastroenterologia Universitaria. Ha attivato un ambulatorio per le malattie infiammatorie croniche e celiachia, uno per la motilità gastrointestinale, un centro specializzato nel follow-up trapianti di fegato e un servizio di Day Hospital.

Recentemente (aprile 2012) sulla base dell’H Index  è stata inserita tra i TOP 100 Scientist Italiani , classifica che include tutti i ricercatori, non solo quelli di Medicina.

Incontro la prof.ssa nel suo ufficio al Ruggi d’Aragona di Salerno per parlare in generale delle tematiche legate all’alimentazione del celiaco e sulle linee guida per una corretta alimentazione senza glutine.

Del Forno: Prof.ssa Ciacci, nell’alimentazione del celiaco si parla di un limite massimo di assunzione di glutine pari a 10 mg/giorno. Cosa ne pensa lei di questi dati e in che arco temporale possono essere assunti questi 10 mg?

Ciacci: Gli studi condotti sono limitati dal fatto che non sono omogenei. Hanno testato dosi diverse in tempi diversi sia in bambini che in adulti. La dose di 10 mg deriva da uno studio multicentrico italiano, in cui glutine o placebo venivano somministrati in doppio cieco (Catassi C, Fabiani E, Iacono G, D’Agate C, Francavilla R, Biagi F, Volta U, Accomando S, Picarelli A, De Vitis I, Pianelli G, Gesuita R, Carle F, Mandolesi A, Bearzi I, Fasano A. A prospective, double-blind, placebo-controlled trial to establish a safe gluten threshold for patients with celiac disease. Am J Clin Nutr 85: 160-166, 2007) disegnato sulla base di altri studi presenti in letteratura.  Questo studio, così come gli altri precedenti e seguenti, ha dei limiti dati dal fatto che sono stati esclusi i soggetti maggiormente sensibili al glutine, per cui non sappiamo se in questi “ipersensibili” 10 mg siano troppi o no; inoltre sappiamo con certezza che esistono individui in cui la dose giornaliera di glutine tollerata è più alta. Per quel che riguarda il lasso di tempo entro cui è possibile assumere i 10 mg, purtroppo ad oggi non ci sono dati certi.

D.F.:  Molti celiaci, pur essendo rigorosi nella dieta senza glutine, quando avvertono dei disturbi fisici legati all’apparato digerente, imputano la colpa ad una probabile contaminazione. Potrebbe non essere colpa di una contaminazione l’eventuale malessere, addebitabile invece a cause lontane dall’assunzione di glutine?

C: Avere la celiachia non esclude altre patologie. Esistono dati in letteratura che dimostrano che la sindrome del colon irritabile è frequente nei celiaci. I sintomi sono variazione dell’alvo in senso diarroico o stiptico, dolore addominale, gonfiore addominale che compaiono in modo variabile, senza relazione con l’assunzione del glutine.

Prof Ciacci

D.F.: Si parla spesso di alimentazione senza glutine come di una moda. Quanto è nociva la dieta senza glutine, soprattutto se portata avanti con alimenti naturalmente privi di glutine, così come fanno intere popolazione asiatiche e del sud America?

C: La dieta senza glutine non è mai nociva, se ben equilibrata, ma può essere costosa. In termini economici ed in termini sociali. I diabetici, o coloro che hanno il colesterolo alto nel sangue, devono seguire ugualmente una dieta, ma ogni giorno assumono rispettivamente carboidrati e grassi e questo senza alcun danno. I celiaci non possono e non devono mangiare glutine, mai.  La loro alimentazione richiede una attenzione e una programmazione costante. La sicurezza del cibo diventa per molti celiaci, e per i parenti, il centro focale della giornata.  Per questo non si tratta di demonizzare la dieta senza glutine in assoluto ma piuttosto di usarla per quello che è, una terapia.

In effetti esiste una “moda” dell’alimentazione senza glutine anche quando la celiachia è esclusa. In genere viene auto-prescritta, su suggerimento di amici o parenti, o talora prescritta come “prova” da medici o biologi nutrizionisti. Molte volte la dieta senza glutine, almeno nei primi tempi, funziona nel ridurre i sintomi gastrointestinali. Ma queste persone tendono ad eliminare ben più che il solo grano. Spesso non assumono latte e derivati, molti tipi di frutta e di verdura, ed eliminano cibi complessi e calorici. Quindi è difficile dire se effettivamente sia il glutine il solo responsabile dei loro sintomi.

D.F.: Diverse patologie insorgono nelle persone per effetto della celiachia. Dopo aver iniziato la dieta senza glutine ed aver verificato la negativizzazione degli anticorpi, queste patologie scompaiono dalla vita del celiaco? Ed inoltre, l’organismo di un celiaco che osserva rigorosamente la dieta, è un organismo sano oppure è più delicato di un non celiaco?

C: Molto dipende dalla patologia. Se parlassimo di osteoporosi, ad esempio, molto dipenderebbe dall’età della persona a cui viene fatta diagnosi di celiachia: un giovane recupera facilmente, un adulto non riesce a recuperare ma in compenso interrompe la perdita di massa ossea.  Discorso diverso per la tiroide, i cui il danno derivante dalla celiachia, spesso una tiroidite autoimmune, non regrediscono con la dieta.

Un celiaco che fa bene la dieta è da considerarsi a tutti gli effetti un soggetto sano. Non è allergico, cioè non deve temere complicazioni extra per farmaci o allergie e soprattutto non ha il sistema immunitario più debole.

D.F.: La ringrazio Prof.ssa Ciacci per il tempo che ha dedicato a questi argomenti. Spero di poterla rivedere presto per approfondire ulteriori tematiche che possano essere di interesse generale.

C: Mi ritenga a sua disposizione per ulteriori approfondimenti. A presto.

 

Campionato Mondiale del Pizzaiuolo al Napoli Pizza Village

foto_box_campionato

 

Nei giorni scorsi, per l’esattezza il 3 e il 4 settembre, si è svolto a Napoli il 12° Trofeo Caputo – Campionato Mondiale del Pizzaiuolo, inserito nella manifestazione Napoli Pizza Village, organizzata dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, con 45 forni rappresentanti le migliori pizzerie appartenenti all’associazione.

Non poteva mancare il forno per le pizze senza glutine, gestito dallo Chef Nicola Ricci, il quale ha lavorato con impegno e passione per soddisfare la grande affluenza di pubblico, con la preparazione di oltre mille pizze senza glutine, alle quali erano abbinati i bignè con crema pasticcera preparati dallo stesso Ricci.

Alfonso Del Forno e Nicola Ricci
Alfonso Del Forno e Nicola Ricci

Ma torniamo al 12° Trofeo Caputo, al quale ho partecipato in qualità di giurato in compagnia dei rappresentanti regionali dell’Associazione Italiana Celiachia. In totale i partecipanti sono stati dieci, tra i quali due donne. La qualità generale delle pizze è stata decisamente medio/alta e, non essendoci vincoli per la farcitura che l’impasto, i pizzaioli si sono divertiti nel personalizzare le pizze con materie prime legate ai territori di provenienza.

Particolarmente interessante la pizza di Giovanni Giorgio: molto bella da vedere, oltre che ottima da mangiare, con mezza pizza ripiegata. La farcitura del “calzone” è stata realizzata con stracchino e salame Milano, mentre la parte a vista è stata realizzata con mozzarela e  stracchino in forno, mentre in uscita sono stati aggiunti speck, noci e fichi. L’impasto, realizzato con farina Mix It di DS e  lievitazione di 24 ore, è risultato essere ben lievitato, con un cornicione che faceva bella mostra di se ed una cottura perfetta.

La pizza di Giovanni Giorgio vincitrice del concorso
La pizza di Giovanni Giorgio vincitrice del concorso

La margherita è stata la pizza con la quale ha partecipato Antonio Salvati, il quale ha usato il mix Biaglut lievitato per 6 ore, farcendo il disco con materie prime di alta qualità, dal pomodoro San Marzano all’olio extravergine di oliva, passando per il fiordilatte. Buona sia la lievitazione che la cottura finale. Una pizza buona per tutti.

Antonio Salvati
Antonio Salvati

Mozzarella e provola di bufala, pachino giallo, rucola e scaglie di Parmigiano Reggiano sono gli ingredienti magistralmente usati da Michele Maresca per la pizza realizzata con farina Le 5 stelle e lievitata per 24 ore. Una pizza che al palato risulterebbe difficilmente distinguibile da una fatta con farina tradizionale (con glutine). Davvero buona.

Michele Maresca
Michele Maresca

Il fiore di zucca ha personalizzato la margherita di Massimo Franco, il quale ha preparato la pizza con farina Caputo (lievitazione 10 ore), farcendola con materie prime di buona qualità. Anche in questo caso la pizza è risultata essere cotta al punto giusto.

Massimo Franco
Massimo Franco

La scelta di materie prime ricercate è stata la strategia usata da Salì Murataj per farcire la sua pizza, realizzata con farina Biaglut e lievitata 48 ore: noci francesi, olio tartufato, pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala, parmigiano Reggiano, salsiccia di maiale nero ed acciughe. Forse troppi sapori forti e non molto equilibrati tra loro. L’impasto invece molto buono per quel che riguarda la lievitazione. Non perfetta la cottura, visto che  alcuni ingredienti e lo stesso cornicione risultavano bruciati.

Salì Murataj
Salì Murataj

Il cappero è stato l’ingrediente caratterizzante di Paolo Bosio, il quale, usando la farina del Pane di Anna, ha realizzato una pizza con pomodoro, pomodorini, stracciatella e basilico.

Paolo Bosio
Paolo Bosio

Altrettanto interessante la pizza di Lucia Varlese, farcita con provola, emulsione di 4 formaggi, patate e zucchine lessate. Non male la cottura.

Lucia Varlese
Lucia Varlese

Giudizio nella media per la pizza di Domenico Felice, il quale ha preparato una miscela con 80% di farina di riso e 20% di farina di grano saraceno. Il risultato è stato quello di una pizza caratterizzata troppo dal grano saraceno che ha appesantito l’impasto, non permettendogli una buona lievitazione ed è stato un peccato vista l’ottima qualità della farcitura, realizzata con fiordilatte, pomodorini e basilico.

Domenico Felice
Domenico Felice

Discorso diverso per la pizza realizzata da Giuseppe Bianchi con il 20% di farina di castagne e 20% farina Schar, con una farcitura troppo intensa, preparata con pomodoro, peperoni, petto di pollo e ricottine di bufala.

Giuseppe Bianchi
Giuseppe Bianchi

Migliorabile la margherita di Simona Cammarota: la pizza è stata realizzata con un panetto preparato poco prima della gara (30 minuti prima) con farina Biaglut ed è risultata poco cotta e lievitata all’interno, nonostante la cottura esterna fosse giusta (forse l’impasto avrebbe dato il meglio di se nel forno elettrico con temperature inferiori e tempi di cottura più lunghi). Anche la scelta delle materie prime non mi hanno pienamente convinto in termini di qualità, nonostante sia stato dichiarato il pomodoro San Marzano, l’olio extravergine d’oliva e il fiordilatte.

Simona Cammarota
Simona Cammarota

Al di là della competizione, quello che viene fuori da questo evento è stato il notevole passo in avanti fatto dalle aziende produttrici di farine, con l’ottimizzazione delle miscele. A questo si aggiunge la professionalità dei pizzaioli, che sono sempre più attenti a preparare pizze senza glutine di elevata qualità, realizzando prodotti sempre più vicini a quelli tradizionali con glutine.

Un ringraziamento speciale va fatto allo Chef Nicola Ricci che ha coordinato i lavori della competizione e ha dato la possibilità di poter mangiare le sue pizze senza glutine ai tantissimi celiaci accorsi al Napoli Pizza Village.

Lo Chef Nicola Ricci
Lo Chef Nicola Ricci

Per meglio verificare cosa accade fuori dai concorsi non rimane che verificare la qualità delle pizze nei singoli locali, alla ricerca della pizza perfetta!

Buon Appetito

I prossimi appuntamenti di Nonsologlutine

tre eventiIl prossimo fine settimana vedrà Nonsologlutine presente in tre manifestazioni organizzate in giro per l’Italia.

Sabato 8 e domenica 9 giugno si svolgerà la quinta edizione della manifestazione De Cerevisia, organizzata dall’Ais Salerno col patrocinio del Comune di Salerno. L’evento salernitano vedrà protagonista la birra artigianale, con un occhio attento alle produzioni campane. Nella serata di sabato, alle ore 21, Laura D’Amore e Chiara Bolognino presenteranno l’inchiesta sul glutine nella birra artigianale italiana . Durante il laboratorio saranno degustate alcune birre senza glutine.

Lo stesso giorno, alle ore 20, a Perugia si terrà un laboratorio di degustazione con birre senza glutine all’interno della manifestazione Gluten Free Fest, giunta alla seconda edizione. Il GFF avrà luogo dal 6 al 9 giugno nel Percorso Verde di Pian di Massiano, a pochi passi dalla vicina stazione del Minimetrò che collega il parco con il centro storico di Perugia.

Domenica 9, a Borgorose (Ri), si festeggiano gli otto anni del birrificio Birra del Borgo, la creatura di Leonardo Di Vincenzo. Questo evento raccoglie ogni anno migliaia di persone e anche in questa edizione le premesse ci sono tutte perchè il successo sia assicurato. La presenza di Nonsologlutine ha un significato particolare, legato agli esiti dell’inchiesta condotta sulle birre artigianali. Sarò personalmente all’opera ad una delle 50 spine presenti durante i festeggiamenti: la Scik Pils, prima birra artigianale italiana ad essere risultata già senza glutine nell’inchiesta di nonsologlutine.

Non resta che ricaricare le energie per essere pronti in questo weekend pieno di impegni.

Cheers

CeBio a Napoli: il salone del senza glutine e del biologico.

cebio

Il 25 e 26 maggio la prima edizione della kermesse dedicata al benessere e all’alimentazione biologica, naturale e senza glutine.

Questo fine settimana presso la Mostra D’Oltremare di Napoli si svolgerà CeBio, evento incentrato sul benessere, sull’alimentazione biologica e sul mondo del cibo senza glutine, ideato e realizzato da Rossella Montagna (Planet Stand Creation), Stefano Silvestro (StudiossEventi) e Daniele Zanfardino (Ass. Accademia dello Spettacolo Mediterraneo) – in collaborazione con la Regione Campania, l’Unione Industriali Napoli e il Comune di Napoli (Assessorato allo Sport). La manifestazione si svolgerà contemporaneamente alla Fiera dello Sport (S.E.B.S.).

CeBio è strutturata in tre settori espositivi: “Alimentazione biologica & Gluten-Free, “Musicoterapia” (area espositiva riservata alla terapia musicale) e “ Gluten-Free , Alimentazione senza glutine”.

L’evento vuole essere occasione di riflessione e stimolo – a livello istituzionale, scientifico e divulgativo – sulle problematiche che il celiaco e la sua famiglia devono fronteggiare ogni giorno. Il programma della kermesse comprende tante iniziative: corsi di cucina, showcooking e divertenti laboratori ludico-didattici per grandi e piccini.

Da segnalare:

– il work lab “Mani in Pasta” nel corso del quale Cristina Basso (blog Deglutiamo con Cristina) effettuerà una dimostrazione pratica sulla lavorazione degli impasti senza glutine;

– il work lab “Il Lievito Madre” nel corso del quale Salvatore Kosta (blog La Pasta Madre) dimostrerà come preparare il pane e le brioche con la pasta madre;

– i due “Work Pizza”, appuntamenti dedicati alla pizza d’autore. Accompagnati dai commenti della giornalista Monica Piscitelli autrice di Campaniachevai.it, i pizzaioli  Domenico Scola (ristorante pizzeria Anna, Agropoli) e Gaetano di Lorenzo (Umberto, Napoli) – entrambi soci dell’Associazione Verace Pizza Napoletana – sveleranno i segreti della pizza senza glutine, preparazione che richiede competenza tecnica ed esperienza. Utilizzeranno la farina senza glutine del Molino Caputo, i prodotti della Campania Felix e gli oli extravergine di oliva bio delle aziende Badevisco e Venditti selezionati dall’agronomo Vincenzo Coppola. Tommaso Luongo, delegato dell’Ais Napoli, presenterà un vino campano in abbinamento alle pizze proposte;

– l’incontro “I Vini del Benessere”: guidati da Tommaso Luongo, sommelier masterclass, coloro che parteciperanno al laboratorio indagheranno sul ruolo fondamentale del vino nella relazione tra un’alimentazione sana e il benessere che ne deriva per l’organismo. Vini in Degustazione: Pietracalda  Fiano di Avellino Docg 2011 Feudi di San Gregorio; Privo Campania Igt 2012 A.Le.Pa; Bosco Caldaia Solopaca Doc 2007 Antica Masseria Venditti;

– il work lab “Birra senza glutine”: Alfonso Del Forno, presidente dell’Associazione Degustatori Birra senza glutine e fondatore del portale Nonsologlutine.it, presenterà i dati  dell’inchiesta effettuata per rilevare la quantità di glutine all’interno delle birre artigianali; seguirà la degustazione delle birre artigianali Glutenberg, vincitrici del World Beer Cup 2012 nella categoria delle birre gluten free;

– il laboratorio “Pizza in Tavola” con Marco Amoriello, gestore del locale “Pizzeria Dal Guappo” tre volte campione del mondo di pizza senza glutine;

– il work lab “Gioco e imparo con CeBio”, un percorso per piccoli e grandi finalizzato all’acquisizione di indizi che permettano di riconoscere la frutta di stagione; Giuseppe Orefice e Margherita Rizzuto (AgriGiochiamo), in collaborazione con la Masseria Giòsole di Capua, accompagneranno i partecipanti nel magico mondo di chi fa di un gran frutto un gran succo;

–  lo show cooking “Al servizio del Gusto” a cura di Marco Scaglione, Chef pluripremiato che ha rivoluzionato il sapore dei cibi senza glutine. Questo laboratorio vedrà per la prima volta insieme, con Marco Scaglione, Marco Amoriello, Mena Squillacioti e Alfonso Del Forno, i quali metteranno in campo le proprie competenze nella realizzazione di piatti gourmet.

L’evento sarà inaugurato dal Dott. Luigi Greco (Professore Ordinario di Pediatria alla Facoltà di Medicina dell’Università di Napoli Federico II, Vice Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche Translazionali, Preside Associato della Facoltà di Medicina della Università di Gulu in Uganda), che relazionerà nel corso del convegno “Perché un’epidemia di intolleranza al glutine?”. A questo seguiranno altri importanti incontri, ovvero: “La Mente Musicale – Musisana” (convegno/stage sulla neuroscienza e le prospettive musico terapeutiche), “Lotta all’obesità infantile” (a cura dell’Assessore allo Sport Giuseppina Tommasielli), “Il lievito madre nell’alimentazione moderna” (a cura di Salvatore kosta), “Allenati con il cibo” (A cura della Dr.ssa Cristiana Di Giacomo), “L’alimentazione nello sportivo” (A cura della Dr.ssa Giovanna De Leo), “Intolleranze alimentari e test citogenetici nel miglioramento della prestazione sportiva” (A cura della Dr.ssa Cristiana Di Giacomo). Infine gli chef Antonio Arfè e Nicola Ricci (dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani) e le cake designer Fantasie di Zucchero (Antonella Vitale) e Aloha Sweet Cake (Annalisa e Luisa) presenteranno piatti e dolci basati sulla corretta alimentazione ed adatti a intolleranti al glutine e al lattosio. Testimonial dell’evento sarà Michele Mirabella, noto conduttore della trasmissione “Buongiorno Elisir” in onda su Rai3.

Per essere sempre informati sulle novità del ricco programma di CeBio, visitate il sito www.cebio-celiacobiologico.com e il blog dedicato all’evento http://cebioceliacobiologicoblog.wordpress.com, con aggiornamenti e curiosità sul cibo biologico e sulla celiachia.

Birra in Villa apre le porte ai prodotti Gluten Free

Logo

Nella splendida cornice del Vanvitelliano Palazzo Calvanese di Castel San Giorgio (SA) nei giorni 18 e 19 maggio 2013 si terrà la seconda edizione di “BIRRA IN VILLA”.

Manifestazione interamente dedicata al mondo della BIRRA ARTIGIANALE organizzata dall’Associazione “Amici di Villa Calvanese” in collaborazione con la condotta Slow Food dell’Agro Nocerino-Sarnese e con il patrocinio degli Assessorati alla Cultura e alle Politiche Sociali del Comune di Castel San Giorgio.

La birra, col suo potere socializzante, è la bevanda che unisce tutti, senza distinzioni d’età e di ceto sociale. Da sempre associata alla ristorazione rapida, con la pizza come abbinamento ideale, la birra sta sempre più evolvendosi verso prodotti di qualità da abbinare all’alta cucina, grazie soprattutto al crescere della presenza di produzioni artigianali.

La Campania, nonostante abbia un’antica tradizione legata alla produzione di ottimi vini, si affaccia nel panorama brassicolo italiano con la grande forza e competenza dei birrai nostrani, andando sempre più a colmare il distacco con le produzioni dei grandi birrifici artigianali del nord.

Per dare spazio a questa rivoluzione brassicola che riguarda la nostra regione, la manifestazione Birra in Villa, giunta alla seconda edizione, vuole dare spazio alle creatività e alla bravura dei birrifici campani, senza però chiudersi rispetto alle produzione delle altre regioni o magari con produttori stranieri.

L’edizione di quest’anno vedrà la presenza di 13 birrifici, di cui 11 campani, 1 laziale ed uno canadese. Sarà possibile degustare tutte le birre presenti e partecipare ai laboratori di degustazione che verranno promossi nella due giorni di Villa Calvanese.

Le novità di quest’anno saranno gli approfondimenti tematici: oltre ai laboratori di degustazione e quelli relativi alla produzione della birra, ci saranno seminari su argomenti di attualità del mondo brassicolo.

Il primo appuntamento, dal titolo “La filiera della birra in Campania”, affronterà uno degli argomenti più interessanti del panorama brassicolo della nostra regione: la promozione di una filiera campana per la produzione di orzo, luppolo ed altri ingredienti utilizzati nella produzione di birra, come il limone, l’arancia e la castagna.

L’Assessorato regionale all’Agricoltura e le Organizzazioni Professionali Agricole supportano l’iniziativa nata dall’idea di A.Bi. Campania (l’associazione dei microbirrifici campani) con l’affiancamento di Assobirra. Il seminario avrà luogo sabato 18 alle ore 18.30 con la partecipazione di un rappresentante dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, il presidente di A.Bi. Campania Giuseppe Schisano, il direttore di Assobirra Filippo Terzaghi, i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole che operano sul territorio, il fiduciario della Condotta SlowFood dell’agro Nocerino Sarnese Marco Contursi, il Sindaco di Castel San Giorgio. Il dibattito sarà moderato da Alfonso Del Forno del portale internet www.birra.campania.it

Il secondo approfondimento, dal titolo “La birra artigianale: come rendere semplice l’approccio ad una bevanda complessa”, che si svolgerà domenica 19 alle ore 18.30, vedrà riuniti gli attori principali del movimento brassicolo campano, con la presenza dei rappresentanti delle associazioni che operano nel mondo della birra, i pubblican e alcuni birrai. La discussione verterà intorno alle modalità con le quali è possibile raggiungere il consumatore medio che ancora non conosce la birra artigianale, mettendo a confronto le esperienze e le difficoltà che ogni singolo operatore riscontra nell’attività giornaliera.

Per quanto riguarda i laboratori, ci saranno tre appuntamenti.

Il primo sarà quello relativo al mondo delle birre senza glutine. Alfonso Del Forno, presidente dell’Associazione Degustatori Birra senza glutine e fondatore del portale nonsologlutine.it, presenterà per la prima volta in Campania i dati dell’inchiesta effettuata sulla quantità di glutine rilevata all’interno delle birre artigianali, proseguendo con la degustazione delle birre campane che si sono distinte per il basso contenuto di glutine.

Un secondo laboratorio sarà tenuto dall’Associazione Birrando si Impara e l’argomento sarà quello della produzione della birra in casa. Oltre all’approfondimento delle varie tecniche di produzione e la conoscenza delle materie prime, saranno degustate le birre di alcuni birrifici che affondano le loro radici in lunghi percorsi di homebrewing.

Il terzo laboratorio di degustazione punterà sulla birra artigianale e i falsi miti che ruotano intorno a questo mondo. Sarà condotto da Carlo Nardi, vice presidente dei Malti da Legare, e Vincenzo Cillo, birraio e docente SlowFood. Durante il laboratorio saranno degustate delle birre artigianali che permetteranno di sfatare alcuni miti che coinvolgono il mondo della birra.

Associazioni presenti

SlowFood

ADB Senza Glutine

Birrando si Impara

Malti da Legare

 

Birrifici presenti

Maneba – Striano (NA)

Birrificio Irpino – Monocalzati (AV)

Maltovivo – Ponte (BN)

Il Chiostro – Nocera Inferiore (SA)

Aeffe – Castel San Giorgio (SA)

Tennent’s Pagani – Pagani (SA)

Birrificio Sorrento – Sorrento (NA)

Karma – Alvignano (CE)

Alter Ego – Atripalda (AV)

Birrificio Saint John’s – Faicchio (BN)

Birrificio dell’Aspide – Roccadaspide (SA)

Cerevisia Vetus – Ceccano (Fr)

Glutenberg – birre senza glutine

 

Media

www.amicivillacalvanese.it

www.birra.campania.it

www.nonsologlutine.it

inoltre potete seguirci sulla pagina facebook di Birra in Villa.

 

Sarà allestita una zona food a cura della pizzeria O’Sarracin dei fratelli Tramontano e del ristorante Dream di Castel San Giorgio, in cui poter degustare piatti e pizze abbinati alle birre presentate.

Presso lo spazio di NONSOLOGLUTINE sarà allestita un’area food con prodotti GLUTEN FREE.

COME FUNZIONA BIRRA IN VILLA:

3,00 €  solo ingresso;

8,00 €  ingresso + bicchiere e tracolla + n. 4 ticket per degustazioni birra.

Il costo dei laboratori è di 3,00€ a persona ed è su prenotazione, da effettuarsi inviando una mail all’indirizzo info@amicivillacalvanese.it ed indicando obbligatoriamente i nominativi dei partecipanti ed un numero di cellulare. Per accede ai laboratori, oltre al costo di 3,00€, occorre obbligatoriamente acquistare all’ingresso della manifestazione anche il ticket di 8,00€.

I seminari sono gratuiti e senza prenotazione.

Per info: info@amicivillacalvanese.it        cell. +39 3313016669

PROGRAMMA BIRRA IN VILLA 2013

SABATO 18 MAGGIO 2013

– ore 18.00

Inaugurazione della II edizione di Birra in Villa ed apertura al pubblico degli stand espositivi.

– ore 18.30

Seminario: “La filiera della birra in Campania”

Modera Alfonso del Forno

– ore 20.00

Laboratorio didattico: birre senza glutine

a cura di: Alfonso Del Forno (presidente ADB senza glutine) – Sala Teatro

– ore 21.00

Laboratorio didattico: birra artigianale e i falsi miti

a cura di: Carlo Nardi (vice presidente dei Malti da Legare) e Vincenzo Cillo, birraio e docente SlowFood – Sala Teatro

– dalle ore 20.30

Musica jazz dal vivo con i Rose Jazz Trio – Terrazzo 1°piano

 

DOMENICA 19 MAGGIO 2013

– ore 18.00

Apertura al pubblico degli stand espositivi.

– ore 18.30

Seminario: “La birra artigianale: come rendere semplice l’approccio ad una bevanda complessa”

Modera Alfonso del Forno

– ore 19.30

Laboratorio didattico: produzione della birra in casa

a cura di: Associazione Birrando si Impara – Sala Teatro

– dalle ore 20.30

Proiezione della partita Roma – Napoli – Terrazzo 1°piano

 

Birra senza glutine all’Italia Beer Festival di Milano

Da domani avrà inizio l’ottava edizione dell’Italia Beer Festival di Milano. Questo appuntamento, diventato ormai un “must” per tutti coloro che amano la birra artigianale, vedrà impegnati ben 30 birrifici artigianali italiani, i quali saranno pronti ad accogliere tutti coloro che entreranno nella struttura dello SPAZIO 90 (East End Studios) per degustare le migliori produzioni brassicole del nostro paese.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione Degustatori Birra, prevede tre giorni di appuntamenti molto impegnativi, con in primo piano il CIBA (Campionato Italiano della Birra Artigianale), nato nel 2006, che vedrà il suo atto conclusivo con la proclamazione dei vincitori.

Nell’edizione 2013, oltre alle consuete degustazioni, sarà possibile partecipare anche ad incontri (tutti i giorni dalle ore 19.00) dedicati all’homebrewing, ossia l’arte di farsi la birra in casa.

Anche in questa edizione, come già è accaduto all’IBF di Roma e di Monza nel 2012, una delle protagoniste sarà la birra senza glutine, a cui sarà dedicata la giornata di apertura. Infatti domani, venerdì 22, alle ore 19:30 terrò un laboratorio di degustazione sulle birre senza glutine, all’interno del quale saranno illustrati i dati delle ricerche che ho condotto insieme alla società ICQ Global – Conal per verificare il contenuto di glutine presente nelle birre artigianali italiane. Naturalmente non si parlerà solamente, ma dedicheremo buona parte del tempo alla degustazione delle birre che per prime sono arrivate sul mercato italiano con ben cinque prodotti: le Green’s.

Queste birre sono realizzate da malto d’orzo e il glutine viene ridotto al di sotto delle 20 ppm durante la produzione. L’azienda inglese, che produce in belgio, ha il merito di avere sul mercato cinque tipologie di birre diverse che possono venire incontro alle svariate esigenze gustative degli appassionati di birre artigianali. Durante il laboratorio guiderò i presenti alla degustazione delle Green’s,  le quali hanno aperto nuove frontiere nel settore del senza glutine. Naturalmente l’appuntamento con queste birre non si esaurisce con la chiusura del laboratorio, ma proseguirà per tutta la serata.

Per maggiorni informazioni sull’intera manifestazione potete consultare la pagina del sito dell’ADB dedicata all’evento.

Cheers

Alfonso Del Forno

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le note di degustazione delle Glutenberg

E’ ormai ufficiale: da qualche giorno è partito per l’Italia il primo carico delle tanto attese Glutenberg. Le birre canadesi, vincitrici del World Beer Cup 2012 di San Diego nella sezione gluten free, nelle prossime settimane arriveranno in Italia, primo paese europeo ad averle. Dopo la presentazione di Brescia lo scorso dicembre, in occasione del Gluten Free Expo, potremo finalmente trovare sul territorio nazionale le birre prodotte da Julien Niquet, co-fondatore del birrificio canadese.

L’importazione e distribuzione sul territorio nazionale avverrà grazie alla società F&G di Bruino (To). Il fondatore e amministratore dell’azienza piemontese è Graziano Fecchio, noto per essere uno dei più grandi selezionatori e importatori di rhum da tutto il mondo.

Ma veniamo alle birre che arriveranno presto tra gli scaffali dei beershop italiani. Sicuramente avremo la possibilità di assaggiare le tre vincitrici di San Diego: la Blonde, l’American Pale Ale e la Rousse. Queste birre, che ricordo essere fatte con materie prime naturalmente senza glutine, hanno dato un taglio diverso rispetto a quello che è il mercato delle birre senza glutine ottenute da malto d’orzo. Un palato educato alla degustazione avvertirà immediatamente la differenza rispetto alle birre fatte con l’orzo, ma quello che potrebbe sembrare un punto debole è invece un punto di forza di questo marchio, perchè la piacevolezza dei sentori che lascia sia al naso che al palato sono davvero molto intesi e sicuramente non lascerà indifferenti coloro che le berranno. Qui di seguito potete leggere le note di degustazione che ho realizzato per le tre birre di cui stiamo parlando.

Le immagini che vedete nelle schede allegate sono riferite alle bottiglie che ho provato, ma in Italia dovrebbero arrivare delle bottiglie completamente ridisegnate, con una grafica serigrafata totalmente nuova.

Inoltre sembrerebbe che il birrificio canadese sia in procinto di produrre per il nostro paese altri stili birrai. Si parla di uno stile belga con un grado alcolico più elevato, una IPA ed una Saison. La curiosità è tanta e la sete pure. Possiamo solo aspettare di poterle trovare presto sugli scaffali dei nostri beershop preferiti, o magari nei locali che abitualmente amiamo frequentare.

Cheers

Il mondo brassicolo italiano si riunisce per le birre gluten free

Il mondo della birra artigianale italiana ha accolto, con grande entusiasmo e partecipazione, il seminario sulle birre senza glutine tenutosi a Rimini il 24 febbraio scorso, in occasione di “Selezione Birra”. A dimostrazione che l’argomento trattato è di assoluta attualità e di interesse per i produttori italiani, l’area eventi che ha ospitato il seminario era completamente piena, sia per i posti a sedere che in piedi.

L’evento, organizzato da Mobi in collaborazione con Unionbirrai, è stato introdotto da Marco Piraccini e Simone Monetti, in rappresentanza delle due associazioni organizzatrici. La cosa entusiasmante è stata quella di avere come co-relatore al mio fianco Lorenzo Dabove (Kuaska), da tutti riconosciuto come il più grande degustatore italiano di birre artigianali, ambasciatore nel mondo della produzione brassicola del nostro paese e profondo conoscitore del mondo della birra americana e belga, con una particolare predilizione per il mondo del Lambic.

Ma veniamo alla cronaca delle ore dedicate a questo seminario. Dopo una piccola introduzione di Kuaska, ho presentato la ricerca effettuata su 110 birra attualmente presenti in commercio, tra cui 90 artigianali italiane, per trasmettere ai presenti le motivazioni che mi hanno spinto nella ricerca del glutine all’interno delle birre. La prima attenzione ho voluto che si concentrasse sui termini utilizzati anche nella scelta del titolo di questo seminario: birra senza glutine e non birra per celiaci. Questa distinzione è alla base di tutto quello che ho fatto nell’ultimo anno. Gli sforzi delle ricerche effettuate hanno un senso se parliamo di “senza glutine” come caratteristica di pregio della birra, come valore aggiunto alla qualità finale del prodotto, non come obiettivo principale della produzione. Nonostante il mercato di prodotti “per celiaci” sia in continua crescita, non amo che tale definizione passi nel settore della birra, così come per l’alimentazione di qualità in generale. Produrre alimenti, tra cui la birra, per una fascia di persone, penalizza  un prodotto che ha le qualità per essere buono per tutti.

Detto questo, ho passato la parola al dott. Giorgio Volponi, capo ricerca del gruppo ICQ Global – Conal. Volponi ha descritto l’interessantissimo progetto sulla birra di qualità che porta avanti da tempo la società per cui lavora. All’interno di questo progetto un ruolo importante ha avuto anche questo tassello sul glutine presente nelle birre. L’esposizione di Volponi, molto tecnica, ha chiarito quali sono stati i parametri di riferimento su cui si è basata la ricerca e quali sono state le metodologie utilizzate per poter avere dei risultati confrontabili con la normativa attualmente in vigore.

Da questo momento in poi si è cominciato a dare i numeri, non quelli del lotto, ma quelli dei ppm (mg/l) di glutine presenti nelle birre analizzate. Per evitare di elencare tutte le birre, cosa che ci avrebbe preso un intero pomeriggio, ho deciso di mostrare quali birre avessero ottenuto valori di glutine dai 100 ppm in giù. Tutte queste birre potrebbero indicare in etichetta la dicitura “tracce di glutine” che è il gradino immediatamente precedente al “senza glutine” (che raggruppa tutti i prodotti con valori di ppm inferiore a 20). Da premettere che nessuna di queste birre è stata prodotta per poter avere bassi valori di glutine. Non a caso, mi piace definire queste birre le “inconsapevoli”.

Particolare attenzione è stata dedicata, nello scorrere le slide, alle birre che abbiamo  degustato durante il seminario. Le degustazioni, condotte con grande maestria da Kuaska, sono state fatte in presenza degli stessi birrai, per dare spazio alle loro idee sulla ricerca e per raccogliere la testimonianza dell’impegno che metteranno nel produrre birre senza glutine.

La prima birra degustata è stata la ViaEmilia del Birrificio del Ducato (68,10 ppm). Questa è stata la birra con la quale è cominciata l’avventura del birrificio di  Roncole Verdi, nella Bassa Parmense. Una birra di bassa fermentazione molto elegante ed equilibrata. A presentarla c’erano Giovanni Campari e Manuel Piccoli, i due soci del birrificio. Il loro impegno nel settore del senza glutine è molto intenso e sicuramente nei mesi che seguiranno avremo notizie interessanti da questo birrificio in termini di prodotti a basso contenuto di glutine.

La seconda birra che abbiamo provato è stata la Trentatre Dorata di Birra del Borgo (69,00 ppm). Il birrificio di Leonardo Di Vincenzo ha tra le sue birre la Scick Pils che è risultata senza glutine (meno di 10 ppm), così come già avevo già scritto nel mio articolo precedente. Purtoppo non era disponibile per il seminario (è in maturazione la nuova cotta) e quindi la scelta è ricaduta sulla seconda birra risultata entro i limiti di 100 ppm. La Dorata è stata presentata da Andrea Lecchini, Head Brewer di Birra del Borgo. L’impegno del birrificio di Borgorose nel settore delle birre senza glutine è noto ai lettori di questo blog. Sono diversi mesi che Leonardo Di Vincenzo e il suo staff stanno lavorando per ottenere birre gluten free senza intaccare la qualità e i risultati iniziano ad essere evidenti agli occhi di tutti. Aspetteremo con ansia gli sviluppi futuri.

La terza birra presentata è l’Ortiga di Birrificio Lambrate (49,90 ppm). Il primo birrificio milanese si è distinto nella ricerca per avere tutte e quattro le birre testate con valori inferiori ai 100 pmm. Questo è uno dei dati che stiamo analizzando con maggiore attenzione perchè ci dimostra che le tecniche produttive, diverse per ogni birrificio, sono fondamentali per avere una birra a basso contenuto di glutine, indipendentemente dagli stili e dalle materie prime. Questo del birrificio milanese è un dato che mi ha reso immediatamente felice. Le loro birre sono tra quelle che ho sempre bevuto con piacere, soprattutto nell’atmosfera dello storico locale di Via Adelchi a Milano. Per presentare l’Ortiga era presente il mastro birraio Fabio Brocca, che ha confermato l’impegno del birrificio milanese nel perfezionare gli studi per poter abbattere ulteriormente il contenuto di glutine nelle loro birre.

L’ultima birra degustata è la IPA del Birrificio S. Giovanni (57,10 ppm). Il giovane birrificio di Roseto degli Abruzzi è stato uno dei primi che mi ha contattato nei mesi scorsi per poter avviare la produzione di birre senza glutine, prima ancora che partisse la ricerca sulle birre italiane. Lamberto Vannucci e Gilberto Angelini, due dei tre soci, hanno confermato che per loro risulta essere prioritario raggiungere nel più breve tempo possibile il risultato di una birra senza glutine, senza però rinunciare alla qualità delle loro birre, molto apprezzate anche da Kuaska durante la degustazione. L’impegno del loro birrificio è davvero forte in questo settore, così come per gli altri birrifici  che hanno collaborato nella mia inchiesta.

Come dicevo in precedenza, il seminario ha destato molto interesse nel mondo brassicolo italiano e molti birrai, pur non essendo stati chiamati a degustare le loro birre, hanno voluto partecipare. Tra questi c’era Teo Musso (Baladin), il vero padre del movimento birraio artigianale italiano, colui che ha introdotto per primo la birra artigianale nel nostro paese. Il suo birrificio risulta tra i più promettenti nel settore del senza glutine e la Normale ha ottenuto un valore di 44,40 ppm nei test effettuati.

La giornata  dedicata alla birra artigianale senza glutine è stata davvero intensa, soprattutto quando, a microfoni spenti, si è continuato a parlarne con i tanti birrai che hanno intenzione di affrontare e risolvere il problema della presenza del glutine nelle birre prodotte con malto d’orzo. La sfida è ormai partita e tutti vogliono giocarsela per arrivare a poter degustare birre di altissima qualità senza glutine.

Questo appena fatto è solo il primo passo. Ora inizieranno i veri giochi per ottenere birre artigianali senza glutine, a cominciare dal monitoraggio di tutte le fasi produttive delle singole birre, per meglio mettere a punto i metodi di produzione più idonei. Di certo ci sarà di che divertirsi nei prossimi mesi.

Voglio cogliere l’occasione per ringraziare Giovanni Auditore e Giorgio Volponi di ICQ Global – Conal per l’intenso lavoro che ci ha visti coinvolti in questi mesi di ricerca, soprattutto per la cura di tutti i dettagli, senza lasciare niente al caso, dalla ricerca pura all’area marketing, con la gestione puntuale di ogni passo. Il lavoro scientifico in questo campo è appena cominciato e sarà molto intenso nei mesi a seguire.

Un ringraziamento a Simone Monetti di Unionbirrai e Marco Piraccini di MoBi che hanno supportato questa presentazione, dandole lo spazio principale in una manifestazione di rilievo quale è “Selezione Birra”.

L’ultimo ringraziamento va a Lorenzo Dabove che appena un anno fa, sempre a Rimini, mi aveva trasmesso l’energia giusta per intraprendere questo cammino e che mi ha supportato, lungo tutto questo anno, con centinaia di email scambiate tra noi, nelle quali ci siamo confrontati su ogni problematica che veniva fuori dagli studi, mettendomi a disposizione la sua esperienza nel costruire con professionalità questo settore finora inesplorato nel mondo della birra artigianale di alta qualità.

Presto saranno pubblicati tutti i dati dell’inchiesta e gli approfondimenti fatti con i singoli birrifici.

Cheers…

Scick Pils di Birra del Borgo è già senza glutine

Il primo risultato clamoroso dell’indagine sul contenuto di glutine nelle birre artigianali italiane arriva in casa di Birra del Borgo. Il noto birrificio italiano, tra i più conosciuti nel mondo brassicolo internazionale, ha in casa una birra senza glutine, la Scick Pils.

Il risultato è davvero entusiasmante ed è la riprova che il mondo della birra artigianale italiana ha i numeri giusti per poter produrre birre di altissima qualità con quantità di glutine molto bassa. Questa birra prodotta da Leonardo Di Vincenzo ha un contenuto di glutine inferiore ai 10 ppm, quindi ha tutte le caratteristiche per poter essere definita glutenfree.

Appena conosciuti i risultati ho incontrato Leonardo a Borgorose, sede del birrificio, per poter analizzare insieme i risultati delle analisi e per raccogliere le sue impressioni.

«Si tratta di un risultato estremamente interessante – commenta Di Vincenzo – che conferma le nostre intuizioni. Già da qualche tempo stavamo lavorando per realizzare una  birra senza glutine seguendo due strade parallele: da un lato con l’utilizzo di cereali alternativi, dall’altro – come nel caso della Scik Pils – intervenendo non sulla ricetta ma sulle modalità produttive. Il risultato delle analisi ci indica che siamo sulla via giusta per continuare a realizzare una birra eccellente, che utilizza al 100% malto d’orzo mantenendo al minimo la percentuale di glutine presente».

«Il bassissimo quantitativo di glutine contenuto dalla Scik Pils – spiega Andrea Lecchini, Head Brewer di Birra del Borgo – è dovuto alla qualità dei malti usati, attentamente calibrati, associato alle caratteristiche di lavorazione proprie di questa tipologia di birra, realizzata come le Pilsner tradizionali a bassa fermentazione e con tripla decozione e adottando particolari accorgimenti nella tecnica produttiva per abbassare il più possibile i residui di glutine nel prodotto finale senza intervenire sulla ricetta originale».

Parole queste che suonano davvero come un segnale di svolta nella produzione di birre senza glutine. Birra del Borgo continuerà le ricerche in questo settore, così da poter garantire che le future produzioni di questa birra possano avere sempre questi valori di glutine. Le prospettive sembrano essere davvero rosee e sicuramente ci permettono di guardare avanti con la certezza di poter gustare da qui in poi delle ottime birre artigianali senza glutine.

Nei prossimi giorni farò un approfondimento sulla Scick Pils con la pubblicazione della scheda di degustazione.

Cheers