Imperial Beer Party: cronache di una degustazione gluten free.

degustazioni
I bicchieri delle birre degustate

Ieri pomeriggio alle 18:00, nell’area dell’ex Mattatoio di Roma, a Testaccio, si è svolta una degustazione di birre senza glutine organizzata alla delegazione AIC laziale. L’argomento, che a me sta particolarmente a cuore, era troppo interessante per non partecipare all’evento, soprattutto per confrontarmi con altre realtà che esistono sul territorio e capire la validità del lavoro che ho svolto in quasi due anni in questo settore.

Arrivato al mattatoio, ho trovato i tavoli dove si sarebbe svolto il laboratorio e mi sono accomodato nei pressi della postazione dei giurati. Affianco a me c’erano alcuni produttori di birra artigianale italiana, presenti alla manifestazione con le proprie birre e curiosi del mondo gluten free.

Questa degustazione veniva presentata come una sorta di competizione tra le birre presenti, con tanto di assegnazione del “titolo” di migliore birra senza glutine della manifestazione. A questo punto mi chiedo quanti marchi saranno in “competizione” e scopro che le birre da degustare saranno 7: tre de “Il Birrino” e 4 di “Glutenberg”. La cosa mi lascia molto perplesso per due motivazioni fondamentali: la prima riguarda le materie prime di produzione diverse tra loro (le prime realizzate da malto d’orzo e le seconde da cereali naturamente senza glutine, diverse dall’orzo), la seconda è relativa alla così ristretta valutazione dei marchi esistenti, non prendendo in considerazione la enorme quantità di quelle presenti sul mercato italiano.

Parlando con gli organizzatori della manifestazione, ai quali rivolgo i complimenti per aver aperto questa finestra nella loro kermesse, scopro che la scelta è stata fatta da AIC Lazio, chiarendo che la degustazione non ha la pretesa di essere un vero concorso, ma rappresenterebbe solo un momento di aggregazione per parlare di birra senza glutine nel contesto di una manifestazione sulla birra artigianale. La stessa “giuria” sembra essere composta da comuni consumatori senza particolari conoscenze di tecniche di degustazione. Prendo per buona la spiegazione, continuando a nutrire forti perplessità sul taglio dato alla degustazione/concorso annunciata.

Iniziano ad arrivare i primi bicchieri di birra senza che venga dichiarato il contenuto (degustazione alla cieca), con interventi dei vari presenti tra un bicchiere e l’altro. Qui cominciano le note dolenti: la prima birra risulta essere estremamente leggera (watery nel gergo tecnico) e presenta alcuni difetti. La seconda, pur non presentando difetti, non esalta i giurati nè tantomeno i birrai, i quali degustano ma non hanno “potere” sul giudizio finale. Dalla terza birra in poi iniziano a venire fuori i limiti dell’evento: arrivano nei bicchieri birre palesemente difettate che al palato esperto e allenato dei birrai fanno emergere i limiti di bevibilità delle stesse, intervallate da birre sicuramente senza difetti, ma dalla caratterizzazione forte da parte del produttore, tipico delle birre artigianali. Emergono a questo punto le differenze tra i giudizi dei “giurati” e quelli dei birrai: quelli che sono chiaramenti difetti delle birre vengono giudicati fattori qualitativi (!?!) da parte dei giudici (che votano prima del giudizio dei birrai).

Alla fine delle sette degustazioni si tirano le somme sulle valutazioni dei giurati e soprattutto si evince la totale contrapposizione con quelle dei birrai, tanto da far dire ad uno di questi che, se quelle giudicate buone sono quelle provate nel laboratorio appena terminato, a questo punto è meglio bere acqua minerale!!! Per la cronaca, la birra più apprezzata dai “giurati” è stata la Wiener de “Il Birrino”, seguita dall’American Pale Ale e dalla Red Ale di Glutenberg.

birre presenti
Le sette birre degustate

Polemiche a parte, credo, e spero, che lo scopo dell’appuntamento fosse solo quello di poter introdurre l’argomento birra senza glutine all’interno di una manifestazione brassicola, senza dare enfasi ad eventuali gare e competizioni tra le birre presenti. Fare un concorso prevede delle regole di partecipazione molto rigide e ferree, coinvolgendo tutti i concorrenti possibili e mettendo i partecipanti in condizione di poter fornire le birre in maniera tale da essere idonee alla degustazione, con particolare attenzione alle temperature di servizio e alle modalità di conservazione, vista la “delicatezza” dei prodotti artigianali. Inoltre è fondamentale la scelta di giudici con le giuste competenze ed esperienze in termini di valutazioni organolettiche delle birre, per far si che i prodotti difettati non possano essere neppure presi in considerazione. Tutto ciò soprattutto per preservare la rispettabilità dei marchi rappresentati, dietro ai quali ci sono anni di lavoro e l’impiego di risorse economiche ingenti che non posso essere messe in discussione da concorsi improvvisati o pseudo tali.

Birra artigianale senza glutine e Prontuario AIC: intervista a Susanna Neuhold sulle nuove regole.

Per introdurre gli argomenti trattati nella nuova intervista a Susanna Neuhold, responsabile nazionale dell’area food dell’Associazione Italiana Celiachia, faccio un piccolo passo indietro e ripercorro brevemente la strada che mi ha portato a confrontarmi con AIC nelle mie ricerche all’interno del mondo della birra artigianale senza glutine.

Susanna Neuhold, per il ruolo che ricopre all’interno di AIC, è stato il primo interlocutore con il quale ho instaurato un rapporto di dialogo costruttivo sulle problematiche relative alla produzione di birre artigianali senza glutine. Dopo una fitta corrispondenza durata diversi mesi, ho deciso che forse la cosa migliore sarebbe stata quella di sederci intorno ad un tavolo e parlare delle problematiche relative alla birra senza glutine confrontandoci apertamente e mettendo uno di fronte all’altro gli attori di questa filiera. Questo incontro si è svolto a Monza lo scorso 29 giugno, in occasione dell’Italia Beer Festival. In quella sede sono state messe sul piatto della bilancia le diverse posizioni degli intervenuti, tirando fuori le tante problematiche relative alla produzione, la commercializzazione e il controllo delle birre artigianali senza glutine.

Dopo tre mesi dalla tavola rotonda di Monza, ho ritenuto opportuno risentire Susanna Neuhold per poter fare il punto della situazione sull’argomento e con grande soddisfazione ho scoperto che ci sono stati importanti risvolti sull’argomento, il tutto riportato nell’intervista che segue.

Alfonso: La tavola rotonda che si è tenuta a Monza è stato il primo passo verso l’apertura del mondo della birra artigianale all’universo gluten free. Che cosa ti ha lasciato l’esperienza Briantea?

Susanna: Il mondo della birra artigianale mi ha molto colpito per la passione che contraddistingue sia i produttori sia i clienti di questa particolare tipologia produttiva. A differenza delle realtà aziendali, spesso più “spersonalizzate”, la produzione artigianale mette in diretto contatto, anche in eventi come quello di Monza, i produttori con i consumatori. E questa è sicuramente una ricchezza, perché vedo che dai consumatori, i celiaci in questo caso specifico, vengono moltissimi spunti e suggerimenti, sul gusto, la palatabilità, l’aromaticità, ecc. del prodotto, che permettono ai produttori di rispondere in maniera mirata ai gusti ed ai “desiderata” dei clienti.

A: Il confronto tra gli attori principali di questo settore è importantissimo, specie se ci si guarda negli occhi, senza filtri mediatici. Sei d’accordo?

S: Assolutamente. Dal confronto diretto con i produttori ho potuto approfondire la conoscenza di questa realtà, una conoscenza che l’AIC ha già avviato da alcuni mesi, proprio per cercare di comprendere potenzialità, limiti e criticità della produzione artigianale di birra senza glutine, in modo da declinare opportune linee guida per quelle aziende che, volendo intraprendere la strada della produzione di birra senza glutine “tradizionale”, cioè da malto d’orzo o frumento, ci chiedono un aiuto per poter garantire un prodotto sicuro per i celiaci.

A: Dopo l’interessante dibattito, cosa è cambiato nel rapporto tra Aic e il mondo della birra?

S: Nel principio nulla: è dal 2008 che il Comitato Scientifico dell’AIC ha dichiarato che anche le birre da malto d’orzo o frumento, se preparate con opportuni processi che permettono di abbattere significativamente il contenuto di glutine, possono essere adatte anche ai celiaci. Nella pratica molto, perché, anche a seguito di questo confronto, abbiamo revisionato la procedura d’accesso per l’inserimento dei prodotti in Prontuario. L’obiettivo finale resta quello di garantire la massima tutela al celiaco, ma abbiamo potuto facilitare l’adesione al Prontuario delle aziende che producono birre senza glutine da malto d’orzo e/o frumento, garantendo comunque l’efficacia del lavoro di verifica di AIC. In questo modo, speriamo di incentivare l’ingresso in Prontuario di prodotti di questo genere, che possono contribuire a “normalizzare” la vita del celiaco,  contemporaneamente garantendo il monitoraggio delle produzioni da parte dell’Associazione.

A: Cosa prevede la nuova procedura di accesso al Prontuario per i produttori di birra senza glutine?

S: Le aziende produttrici devono essere in grado di dimostrare lo sviluppo e la validazione di un processo produttivo in grado di garantire una birra con quantitativo in glutine costantemente < 20 ppm. Le birre “convenzionali” (che derivano da cereali vietati) comportano un rischio sia di contaminazione accidentale sia, soprattutto, di glutine residuante dal processo di fermentazione stesso ed è per questo motivo che AIC deve essere particolarmente attenta nel valutarne l’idoneità per l’inserimento in Prontuario e per il successivo monitoraggio. La novità sostanziale è stata quella di creare una procedura ad hoc per la produzione di birra senza glutine da marzo d’orzo o frumento, che permette di valutare gli specifici punti critici di un processo che è molto peculiare, cui la precedente procedura, generalista, mal si adattava. Credo che con questa operazione abbiamo raggiunto insieme due importanti obiettivi: da un lato una verifica più approfondita dello specifico processo, dall’altra una modulistica più conforme alla specificità di queste aziende.

A: Sono cambiamenti di rotta importantissimi.  Posso dedurre, con un pizzico d’orgoglio personale, che la strada intrapresa è quella giusta. Cosa dovremmo aspettarci nel futuro a noi vicino?

S: Siamo fiduciosi che l’edizione 2013 del Prontuario possa ampliare il suo “assortimento” di birre gluten-free, in particolare di produzione artigianale, e speriamo di essere di stimolo per il mercato, offrendo a tutti i produttori di birra che siano intenzionati a produrre una birra senza glutine tradizionale linee guida e consulenza specifica per aiutarle a garantire un prodotto finito sicuro per i celiaci. Per i produttori che volessero contattarci, ricordo il nostro indirizzo e-mail: segreteria.alimenti@celiachia.it.

A: Da parte mia posso assicurare la massima collaborazione sia ad Aic che ai birrai, per tutto ciò che è nelle mie competenze, per far si che prevalga soprattutto la qualità dei prodotti, oltre alla sicurezza.

S: La collaborazione con Nonsologlutine e l’Associazione Degustatori Birra Senza Glutine è sicuramente un utilissimo “ponte” di collegamento per l’AIC con i birrai e con i celiaci amanti di questa bevanda. In particolare, i birrai possono trovare nell’AIC, in Nonsologlutine e nell’ADB SG delle organizzazioni di riferimento che permettono di ottenere informazioni sicure e univoche. Questo non può che favorire l’ampliamento del mercato tutelando sicurezza e qualità dei prodotti.

A: Quindi dobbiamo augurarci di avere sempre più produttori gf per poter allargare a quante più persone possibili questo mondo affascinante. Finirei con un invito a bere birra di qualità, ma con moderazione.

S: Ancora una volta, ci troviamo assolutamente sulla stessa lunghezza d’onda. Ricordo che il Comitato Scientifico dell’AIC, nel suo parere sull’argomento, rilasciato nel 2008, raccomanda un quantitativo massimo consigliato da AIC, in via generale, di 2 bottigliette da 33 cl al giorno. Questo quantitativo massimo è stato introdotto per tutelare il celiaco nei confronti di una fonte certa di glutine, seppure in quantitativo estremamente ridotto, rispetto alle fonti potenzialmente presenti negli alimenti dove la presenza è unicamente, appunto, potenziale, legata al pericolo di contaminazione. Inoltre, il CSN raccomanda sempre un consumo moderato di qualsiasi bevanda alcolica.

A: Non ci resta che brindare alle tante novità che ci aspetteranno da qui in avanti. Cheers!

S: Cheers!

 

Il Birrino: un birrificio proiettato nel futuro

Nel mio percorso di ricerca di birra artigianale senza glutine, mi sembra più che doveroso dover fare tappa in quello che è stato il primo birrificio italiano a produrre birre gluten free da malto d’orzo: Il Birrino.

Mi sono recato a Brugherio, in piena brianza, per poter toccare con mano questa realtà del mondo brassicolo italiano. Appena entrato nei locali del birrificio, mi trovo davanti un bellissimo impianto da 10 ettolitri che abbaglia per la lucentezza dell’acciaio, davvero un impatto notevole, anche se quello che più mi interessa è il contenuto dei maturatori.

Ad accogliermi trovo il dott. Tony Apollaro, responsabile scientifico de “Il Birrino”, vero ideatore del metodo utilizzato da questo birrificio per eliminare il glutine dalla birra, come vedremo più avanti.

Alfonso: Il mondo della birra ha una caratteristica che amo tantissimo, l’informalità. Pertanto spero non ti dispiaccia se ti chiedo di darci del “tu” durante la nostra chiacchierata.

Tony: Bene, mi fa piacere questo tuo esordio, anche perché amo la birra proprio per la sua caratteristica socializzante. Chi beve birra ha dentro di se la voglia di stare tra la gente e i formalismi non trasmettono il calore umano che nasce dallo stare insieme.

A: Il Birrino è stato il primo birrificio italiano a produrre birra senza glutine da malto d’orzo. Raccontami cosa porta un medico dentista a produrre birra.

T: La mia formazione professionale è stata fondamentale per sviluppare l’idea della produzione di birra senza glutine. Anzi vorrei dire che il senza glutine è stato un fattore aggiunto a quello che era lo spirito iniziale del birrificio. Il Birrino nasce dalla voglia di poter produrre una birra che avesse caratteristiche qualitative nettamente superiori alla media, partendo dal presupposto che fosse biologica.

A: Quindi “Il Birrino” prima ancora che essere un produttore di birra senza glutine, può essere definito un birrificio biologico?

T: Assolutamente si. Tutte le nostre birre sono certificate come tali perché utilizziamo solo materie prime biologiche, con un occhio attento alla qualità e alla freschezza, verificando che le colture biologiche da cui provengono siano aderenti ai disciplinari vigenti che prevedono il divieto di utilizzo di sostanze chimiche per le colture e di microrganismi ed enzimi geneticamente modificati per le trasformazioni degli alimenti.

A: Molto interessante. La scelta di andare verso questa direzione è dettata da esigenze particolari di mercato?

T: Prima di intraprendere questa avventura ho cercato di capire quali fossero le esigenze del consumatore. Negli ultimi anni si è alzata notevolmente l’attenzione verso un’alimentazione sana e corretta, con un occhio attento ai prodotti che non subiscono particolari trattamenti chimici prima di finire sulle tavole. L’alimentazione è fondamentale per la salvaguardia del nostro benessere e tanti dei mali che affliggono le persone derivano da una non corretta alimentazione e dall’utilizzo di cibo non controllato e trattato con prodotti che nel tempo hanno alterato le caratteristiche benefiche degli alimenti stessi.

A: Puntare sulla qualità delle materie prime e di conseguenza sul prodotto finale, è una strada che teoricamente tutti vorrebbero perseguire, ma che nella realtà poi diventa difficile da percorrere. In che modo riusci a rendere fattibile questo percorso intrapreso?

T: Puntando come sempre tutto sulla qualità e non solo. Il Birrino è un birrificio strutturato sullo sviluppo sostenibile e siamo attenti al rispetto dell’ambiente. Il nostro impianto è strutturato in maniera tale da avere tutte le caratteristiche di eco-sostenibilità, a partire dal recupero del 97% del vapore acqueo fino ad arrivare all’approvvigionamento elettrico da rete energetica derivante da impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili.

A: Davvero tutto molto interessante. Argomenti questi che  mettono “Il Birrino” in una posizione di vertice nel mondo brassicolo per quanto riguarda l’attenzione ai consumatori e all’ambiente. Veniamo però all’oggetto che mi sta a cuore: la birra senza glutine. Come si arriva ad ottenere l’abbattimento del glutine?

T: Gli studi scientifici che hanno interessato la mia formazione professionale sono stati fondamentali nella ricerca di un metodo che mi permettesse di abbattere il contenuto di glutine nella birra. Non starò qui a spiegare punto per punto i passaggi che mi permettono di ottenere questo risultato, rappresentano il segreto industriale dell’azienda, ma di certo posso garantire che non viene utilizzato alcun trattamento chimico per ottenere il risultato e che il tutto si svolge con operazioni “fisiche” che mi permettono di avere birre con meno di 20ppm, così come prevedono le norme per poter definire un prodotto “senza glutine”.

A: Questa particolare “cura” a cui si sottopone la birra per poter essere senza glutine è applicabile a qualsiasi birra realizzata con malto d’orzo?

T: Teoricamente si, anche se in questa prima fase mi sono dedicato a tre ricette per poter iniziare il percorso delle birre senza glutine, ma nulla vieta che in futuro ci si possa cimentare in nuovi stili birrai.

A: Attualmente Il Birrino ha tre birre gluten free in commercio: Wiener, Light Grano Saraceno e Zero Virgola. Puoi descriverle?

T: La Briantea Wiener è una birra che rispetta l’Editto della Purezza tedesco, quindi è realizzata con solo malto d’orzo di tipo Vienna, acqua, lievito e luppolo. È una birra ambrata di 4,80° con una schiuma compatta e persistente. La Light Grano Saraceno si ispira ad una weizen, con il saraceno in sostituzione del frumento in quantità inferiore al 40% ed è una birra con un contenuto alcolico molto basso (3,10°). Con meno di 20kcal per 100ml, è un ottimo integratore di sali minerali, vitamina B e antiossidanti, ideale per le donne in menopausa, per sportivi e soggetti sottoposti a diete alimentari. La Zero Virgola è una birra analcolica (0,90°) molto beverina, dolce, con schiuma fine, che permette di essere bevuta in tutta tranquillità anche per chi deve affrontare un viaggio senza incorrere nelle sanzioni previste dal codice della strada.

A: Ammetto che parlare semplicemente di birra sarebbe riduttivo nel caso de “Il Birrino”. Dietro ogni birra c’è una filosofia che va al di là della semplice bevanda con cappello di schiuma a cui siamo tanto affezionati. Devo complimentarmi con te per tutto ciò che caratterizza il lavoro che avviene nel birrificio e gli studi preliminari che portano nei fatti ad avere birre di qualità con un’estrema attenzione alle esigenze dei consumatori. Cosa vuol fare “Il Birrino” da grande?

T: “Il Birrino” parte dal presente e dalle esigenze dei consumatori per guardare al futuro e per essere un passo avanti rispetto agli scenari che vivremo da qui in poi. Voglio pensare che questo birrificio sia solo un tassello di un progetto più ampio che possa svilupparsi nei prossimi anni e per meglio rappresentarlo ti chiedo di non pubblicare una mia foto, che rappresenta passato e presente, ma quella di mio figlio Luca, che per me rappresenta il futuro, così come mi auguro che “Il Birrino” possa rappresentare il futuro della birra artigianale.

A: Ti auguro davvero di poter continuare su questa strada per poter offrire sempre nuovi prodotti e nuove idee in questo mondo della birra artigianale gluten free che si trova in un fermento incredibile negli ultimi mesi ed ha bisogno di slanci verso il futuro, proprio come hai detto poco fa.

T: Grazie di tutto e spero di poterti rivedere presto, magari avrò nuove birre in produzione e mi farebbe piacere avere un tuo giudizio in merito.

A: Non mancherà di rivederci, soprattutto se ci sarà da degustare nuove birre. Cheers

IBF di Monza e la cultura gluten free

L’IBF di Monza rappresenta la prima vera tappa di un progetto molto dettagliato che riguarda la birra senza glutine e di tutto ciò che ruota intorno al mondo gluten free.

Una vera è propria novità è la tavola rotonda che si terrà all’apertura della manifestazione.

Venerdì 29 ore 19.00 – La birra senza glutine di qualità per tutti (gratuito previa iscrizione)

Saranno presenti:

  • Susanna Neuhold – responsabile nazionale food dell’AIC (associazione italiana celiachia);
  • Elvira Ackermann – Importatrice esclusiva per l’Italia di Green’s;
  • Tony Apollaro – Birrificio Il Birrino
  • Bruno Carilli – Birrificio Toccalmatto
  • Raffaella Oppimitti – Scrittrice
  • Paolo Polli – Presidente ADB
  • Alfonso Del Forno – Presidente ADB senza glutine

Per partecipare bisogna inviare una mail a laboratori@degustatoribirra.it indicando il nome dei partecipanti.

Ho voluto questo incontro per dare il via ad un processo di conoscenza e diffusione di quelle che sono le varie tematiche che ruotano intorno alla birra senza glutine. Credo sia fondamentale un dibattito sugli argomenti principali che ruotano intorno a questa nicchia di mercato della birra artigianale. Avere fianco a fianco coloro che controllano e supportano con le loro competenze i birrifici che intendono produrre birre senza glutine (AIC), coloro che già la fanno questa birra (Green’s e Il Birrino), unitamente a chi è già leader della birra artigianale italiana (Toccalmatto) ma che allo stesso tempo nutre una particolare sensibilità verso questo argomento, avendo la figlia intollerante al glutine. Insieme a tutte queste figure del mondo della birra, ho voluto che fosse presente anche chi, per il proprio lavoro di scrittrice e promotrice di eventi gluten free (Oppimitti), giorno per giorno ha il contatto con coloro che vivono la condizione celiaca e conosce quelli che possono essere i risvolti sociali di una maggiore presenza di questa bevanda che spesso diventa aggregante tra le persone.

Questa manifestazione non ha la pretesa, e forse neppure cerca di averla, di essere un momento di unione del mondo celiaco, spesso chiuso in manifestazioni create ad hoc. L’intento è quello di essere presenti in manifestazioni ed eventi che difficilmente sono frequentabili da chi ha l’intolleranza al glutine. Avere la possibilità di essere all’interno di un IBF insieme a tanta altra gente che beve birra normalmente e mangia di tutto senza il problema delle intolleranze e trovare il modo di partecipare avendo da bere e mangiare gluten free senza l’effetto “ghetto”, è un modo come un altro per poter sdoganare la celiachia facendola conoscere a tutti per quella che è: una condizione di vita, non una malattia!

Per raggiungere questo scopo non servono grandi nomi, grandi numeri o grandi marchi. Serve la testimonianza di tutti coloro che vivono la celiachia in maniera serena e che vogliono rendere altrettanto serena l’esistenza anche a coloro che sono vicini e che spesso vivono male la nostra condizione. Ripeto, questo evento è la prima tappa di un progetto molto articolato che prenderà corpo nei prossimi mesi e che ha l’obiettivo di diffondere la cultura gluten free come uno stile di vita adatto a tutti, non solo al celiaco.

All’interno dello Stadio di Monza troverete due birrifici, Green’s e Il Birrino, oltre ad uno stand dell’azienda Liberidalglutine, con focacce, pizze rustiche e altro ancora. Ci sarà anche l’angolo del Pasticcetto senza glutine e lo stand con i libri di Raffaella Oppimitti e le t-shirt di nonsologlutine, per la prima volta in vendita per tutti. Per altri dettagli collegatevi alla pagina dell’evento IBF Monza http://www.degustatoribirra.it/index.php/italia-beer-festival/ibf-estate-monza/

Vi aspetto in tanti

Nasce l’Associazione Degustatori Birra Senza Glutine

Il 6 maggio è nata l’Associazione Degustatori Birra Senza Glutine.

A Roma, in occasione dell’Italia Beer Festival (IBF), si è tenuto il primo laboratorio di degustazione di birre senza glutine e in quel contesto è stata presentata l’ADB Senza Glutine. Alla presenza di Paolo Polli (Presidente ADB), del direttivo nazionale ADB, della delegazione di ADB Lazio con in testa il Presidente Francesco Stefanelli, e di tutti gli iscritti al laboratorio di degustazione, ha visto la luce questa iniziativa nata dalla collaborazione tra il sottoscritto e Paolo Polli. L’evento romano è stato davvero il primo grande passo verso quella che fino a poco tempo fa sembrava essere una utopia: l’apertura di un evento dedicato alla birra artigianale al mondo della birra senza glutine.

L’ADB Senza Glutine nasce con la finalità di educare al consumo della birra senza glutine ed alla sua degustazione ed è altresì impegnata nell’organizzazione di manifestazioni relative alla degustazione e alla produzione della birra artigianale senza glutine. Pertanto l’impegno sarà certamente notevole su tutto il territorio nazionale, ma allo stesso tempo sarà uno stimolo importante per poter affiancare questo blog nella diffusione e lo sviluppo della birra senza glutine.

Il successo dell’iniziativa lo si è visto il giorno precedente al laboratorio, fissato per il pomeriggio di domenica 6 maggio. Il sabato sera, infatti, siamo stati letterarmente assaliti da persone che erano venuti a degustare birre senza glutine e con grande rammarico abbiamo dovuto dire loro che il laboratorio era previsto solo per il giorno dopo. Questi segnali lasciano intuire che il percorso di avvicinamente alla birra senza glutine di qualità che abbiamo intrapreso è la strada giusta per poter dare la possibilità a chi, per scelta o per necessità, vuole bere senza glutine.

Durante il laboratorio, dopo la presentazione dell’associazione e delle future iniziative, è stato fatto un viaggio attraverso il mondo della celiachia e delle materie prime utilizzabili nella produzione della birra senza glutine. Poi c’è stata la vera e propria degustazione con tre birre dei birrifici Green’s e Il Birrino (unico italiano a produrre birra artigianale senza glutine di qualità). La soddisfazione maggiore è stata quella di aver appurato che le birre degustate non solo sono buone, ma che soprattutto possono incontrare il favore di tutti, non solo di coloro che devono bere senza glutine.

Passando ai ringraziamenti, oltre a tutti coloro che sono stati presenti al laboratorio, sento la necessità di ricordare i membri di un gruppo facebook che ha contribuito notevolmente alla diffusione dell’iniziativa romana e mi ha sostenuto durante le giornate di attività all’interno dell’IBF: i “Celiaci & Alcoliaci”. Contrariamente al nome che si sono dati, sono persone che non corrono dietro l’alcool, ma sono dei veri amanti del bere bene e posso garantire che gran parte di questi si fermano ad un bicchiere di birra. Questo gruppo è composto da persone che sono concentrate soprattutto in tre regioni diverse del nostro stivale: lazio, lombardia e sardegna. I laziali sono stati eccezionali con la loro presenza fisica, i lombardi hanno sostenuto virtualmente l’iniziativa e i sardi hanno mandano una delegazione a Roma. Ringrazio davvero con tutto il cuore questi fantastici ragazzi.

Ora mi aspettano nuove iniziative, senza tralasciare, ma semmai incrementando, l’azione di stimolo alla produzione di birre artigianale senza glutine attraverso le pagine di questo blog.

A presto