Pizzeria Shekkinah – Volla (Na)

I fratelli Roberto e Salvatore Susta sono i protagonisti di questa pizzeria che si trova a Volla, a ridosso della periferia di Napoli. Entrati nel locale, ci si sente subito a proprio agio, grazie all’accoglienza calorosa che Roberto riserva ai suoi ospiti, seguendoli durante tutta la loro permanenza in pizzeria. Il dialogo è continuo ed è piacevole ascoltare le scelte fatte nella ristorazione dai Susta. La parola magica che racchiude il “Susta Pensiero” è empatia. Ed è proprio grazie alla capacità di comprendere lo stato d’animo degli altri che sono state fatte delle scelte nette nei confronti di chi non mangia glutine, favorendo il più possibile il benessere del cliente. Il lavoro della pizzeria Shekkinah non è solo quello di poter offrire dei semplici prodotti senza glutine, ma fare di questa gastronomia un punto di forza del loro locale, senza far provare alcun senso di inferiorità a chi mangia gluten free.

Vediamo cosa ho provato. Molto interessante l’antipasto, con tre pezzi della tradizione partenopea: fiore di zucca ripieno con ricotta, pecorino e salame, il tutto impastellato e fritto, un crocchè di patate senza panatura, ripieno di mozzarella e pepe e per finire una piccola montanara (pizza fritta ricoperta di pomodoro, fior di latte e basilico).

Antipasto di fritti della tradizione
Antipasto di fritti della tradizione
Fiore di zucca ripieno e fritto
Montanara
Montanara

Ma veniamo alla pizza Margherita, oggetto principale della visita. Alla vista si presenta davvero bella, con un cornicione ben evidente e pronunciato. Tale si dimostra anche dopo il taglio, quando è possibile vedere quanto sia bello alto e alveolato. L’impasto risulta molto morbido e leggero. Tenere tra le mani la fetta di pizza ci fa capire quanta poca differenza c’è rispetto alle pizze con il glutine. Al gusto c’è la conferma di quello che si percepiva guardandola, con la presenza di ottime materie prime che esaltano la bontà dell’impasto. Buona la cottura.

Margherita
Margherita
Cornicione
Cornicione margherita
La flessibilità dell'impasto
La flessibilità dell’impasto

Passiamo ora alla pizza che più di ogni altra contraddistingue il lavoro dei Susta: la Fiocco. Si tratta di una pizza di loro invenzione, realizzata con uno strato di panna sul disco, prosciutto cotto e chiusa superficialmente con le patate lesse schiacciate direttamente sulla pizza con una pizzico di pepe. Anche questa pizza è stata ben realizzata e l’ho trovata particolarmente gustosa, oltre che bella da vedere.

Pizza Fiocco
Pizza Fiocco
Cornicione pizza Fiocco
Cornicione pizza Fiocco

Devo dire che il lavoro svolto da Salvatore dietro al banco e Roberto in sala è davvero notevole, sia per la bontà degli impasti che per l’assoluta qualità delle materie prime utilizzate, ma anche per la grande attenzione che prestano ai clienti che mangiano senza glutine, servendoli nel miglior modo possibile, cosa non sempre facile da trovare in giro.

Roberto e Salvatore Susta
Roberto e Salvatore Susta

Buona la scelta delle birre senza glutine e interessante il prezzo della margherita, proposta a 5 euro.

 

Ristorante Pizzeria Shekkinah

Via Filichito, 102 – Volla (Na)

081 774 1362 

 

 

Pizza senza glutine 2.0

La pizza è uno dei pochi piatti il cui nome non ha bisogno di essere tradotto nel mondo. Il suo potere aggregante è estremamente elevato e rappresenta il pasto veloce per eccellenza. Negli ultimi anni, anche in questo settore della gastronomia, abbiamo visto trasformazioni radicali, sia per una maggiore attenzione dei pizzaioli nella ricerca di impasti sempre più performanti, che nella volontà di farcire i dischi di pizza con estro e con grande attenzione alle materie prime utilizzate. Già il solo utilizzo dell’olio ha diverse scuole di pensiero, da quelli che condiscono con olio extra vergine di oliva a quelli che invece usano l’olio di semi, ritenuto meno “forte” e caratterizzante. Questo fenomeno riguarda anche il settore delle pizze senza glutine ed è proprio questo aspetto che mi piace analizzare.

Ciò che mi fa riflettere tanto è la visione della pizza non più legata alla semplicità, storicamente riconosciuta a questo prodotto, ma la tendenza ad usare il disco della pizza come se fosse un piatto su cui poter poggiare la farcitura. Parliamo della cosiddetta pizza gourmet.

Il segnale più significativo di una deriva in questa direzione l’ho percepito nell’ultima edizione del Campionato Mondiale della Pizza, tenutosi a Parma il 25 maggio scorso, quando sono stato chiamato a giudicare le pizze partecipanti insieme a Marco Amoriello, Manila Benedetto, Mariapia Gandossi ed Emanuela Ghinazzi.

Delle 34 pizze partecipanti, solo tre si sono ispirate a gusti classici, mentre tutti gli altri concorrenti hanno proposto una carrellata di pizze gourmet ricche di ingredienti (alcuni anche introvabili) e colori che hanno dato dimostrazione di appartenenza territoriale e di estrema ricercatezza negli abbinamenti, con utilizzo anche di frutta.

Il concorso è stato vinto dal sardo Giuseppe Lapolla della pizzeria La Rocca di Buddusò (Ot), che ha proposto una pizza farcita con crema di zucca, funghi porcini, salsiccia fresca, nduja e mozzarella senza lattosio.

Giuseppe Lapolla – Vincitore Campionato Mondiale pizza senza glutine

La seconda posizione se l’è aggiudicata dalla pizza di Leone Coppola della pizzeria Vecchio Ottocento di Gavirate (Va). In questo caso il pizzaiolo ha proposto una farcitura con crema di carote, zucchine, melanzane, parmigiano reggiano, mele, semi di chia, olio evo, olio di lentisco e lamponi.

Leone Coppola
Leone Coppola

Terza posizione per la pizza di Elia Segato del locale Rocca D’Asolo di San Vito di Altivole (Tv). Anche in questo caso una farcitura ricca di ingredienti: crema di melanzane bio, mozzarella di bufala campana, pesce spada marinato, asparagi viola di Badoere IGP, pomodorino candito, erba cipollina e prezzemolo.

Elia Segato
Elia Segato

Dando un’occhiata alle foto delle pizze piazzate sul podio del mondiale è possibile verificare quanto detto prima: è difficile riconoscere nella realizzazione delle pizze vincitrici (ma anche in quelle degli altri concorrenti partecipanti che trovate nella galleria allegata) la classica pizza che tutti abbiamo nel nostro immaginario. Ormai possiamo parlare di piatti di alta gastronomia che rappresentano delle vere e proprie eccellenze. Sapere che sono anche senza glutine ci permette di poter affermare ancora una volta che ci troviamo davanti ad una vera e propria rivoluzione gastronomica in cui l’alimentazione senza glutine non è più una “riparazione” a ciò che non si può mangiare più, ma piuttosto risulta essere una alternativa alla cucina classica, una sorta di nuova tendenza in cui il gusto non viene assolutamente messo in secondo piano.

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Un esercizio, questo della pizza gourmet, molto interessante dal punto di vista organolettico, che però segna un solco ancora più profondo tra coloro che realizzano pizze senza glutine di altissima qualità e quelli che invece ancora non riescono a trovare dimestichezza con le farine senza glutine, proponendo nei loro locali dei prodotti a dir poco immangiabili. La mia sensazione è che il solco nei prossimi tempi sarà meno profondo e che la qualità media delle pizzerie senza glutine sarà decisamente alto.

Quella che troverete da qui in avanti su questo sito è proprio la segnalazione dei posti in cui la pizza ha standard qualitativi elevati, a partire dall’impasto e dalle materie prime utilizzate, fondamentali per ottenere un prodotto degno del nome pizza. Per fare questo abbiamo già realizzato decine di visite che saranno pubblicate periodicamente su queste pagine e che vi racconteranno il mondo delle pizze italiane di qualità, partendo dalla tipologia che abbiamo scelto per effettuare un paragone equo: la margherita!

Birra in Villa sempre più gluten free

Ritorna l’appuntamento annuale con Birra in Villa, la manifestazione sulla birra artigianale che ogni anno propone le migliori produzioni della Campania. Come nelle altre edizioni, anche quest’anno sarà dedicato ampio spazio ai prodotti senza glutine. Il birrificio presente in questa edizione è Green’s, marchio inglese di birre prodotte in Belgio, con ben 5 differenti etichette. Oltre alle birre sarà presente anche il food, con un forno dedicato solo alle pizze senza glutine, preparate da Antonio Langone, uno dei pizzaioli più bravi del settore. Per chi non gradisse la pizza, è stata prevista un’alternativa: i panini senza glutine farciti con hamburger di Chianina, porchetta e provola o salsiccia. Quindi grande spazio al food e beverage senza glutine per chi volesse passare un fine settimana gustando prodotti di altissima qualità.

Ma vediamo nel dettaglio cos’è Birra in Villa.

In primo piano la presentazione ufficiale in Campania della Guida alle Birre d’Italia 2015 di SlowFood, pubblicazione di riferimento per gli appassionati di birra artigianale che vogliono scoprire le migliori produzioni nazionali, con l’indicazione dei migliori birrifici italiani e le loro produzioni di eccellenza. Nell’edizione 2015 la Campania è risultata una delle regioni con la più alta crescita qualitativa dei prodotti, con tanti riconoscimenti ottenuti dai micro birrifici del nostro territorio. All’interno della guida è presente anche un capitolo in cui si parla di birra senza glutine.

La presentazione della Guida alle Birre d’Italia 2015, prevista per sabato 17 alle ore 17.00, vedrà la presenza di Eugenio Signoroni, curatore della Guida, e di Giuseppe Orefice, Presidente di SlowFood Campania. Dopo i saluti di Francesco Longanella, Sindaco di Castel San Giorgio e di Carmine Capuano, Presidente dell’Associazione Amici di Villa Calvanese, si entrerà nel vivo della presentazione della Guida con gli interventi di Signoroni ed Orefice, coadiuvati da Gianluca Polini (coordinatore regionale della Guida) e Alfonso Del Forno (collaboratore della Guida e coordinatore di Birra in Villa).

Al termine della presentazione ci sarà l’apertura delle spine, quest’anno ancora più numerose delle scorse edizioni, con ben 15 birrifici campani, in rappresentanza delle eccellenze brassicole presenti in Guida. Nel dettaglio i birrifici presenti saranno: Aeffe, Alter Ego, Birrificio dell’Aspide, Birrificio del Vallo, Borrillo, Il Chiostro, Lady B, Karma, Kasper Brau, Maltovivo, Maneba, Pentra, Saint John’s, Serrocroce e Sorrento.

Come anticipato nella premessa, verrà dato spazio anche alle birre senza glutine, con il birrificio Green’s, ospite della manifestazione con le sue cinque etichette.

L’area food sarà varia per accontentare i palati degli ospiti: l’area pizza sarà gestita dal ristorante O’Sarracin di Angelo Tramontano, che provvederà anche alla preparazione dei fritti serviti nel “cuoppo”; per chi invece preferisce i panini gourmet, ci sarà l’area gestita dal Centro Carni Salvati di Castel San Giorgio.

Novità di questa edizione sarà il forno dedicato alle pizze senza glutine gestito sempre dal ristorante O’Sarracin di Angelo Tramontano e i panini senza glutine del Centro Carni Salvati.

Ricco il programma dei laboratori del gusto con due appuntamenti dedicati all’abbinamento tra le birre premiate in Guida e i prodotti di qualità del territorio, scelti tra i Presidi SlowFood e le Comunità del Cibo.

Per tutti gli appassionati e i curiosi della birra fatta in casa, nei due giorni della manifestazione si terrà un corso teorico/pratico a cura dei Southern Homebrewers, costola del Convivio della Birra, associazione nata per riunire le tante realtà che gravitano intorno al mondo della birra e che operano per la valorizzazione del potere conviviale e socializzante che tale bevanda da sempre esercita sulle persone.

A completare la due giorni brassicola, domenica sera si terrà lo Show Cooking degli chef Rinaldo Ippolito (Osteria del Castello), Gaetano Morese (Ristorante Morese) e Raffaele Vitale (Casa del Nonno 13) con la presentazione dei piatti a cura della giornalista Nunzia Gargano e l’abbinamento con le birre premiate in Guida a cura di Alfonso Del Forno. I partecipanti degusteranno i piatti realizzati e le birre abbinate.

COME PARTECIPARE

Ingresso € 3.00

Ingresso + bicchiere e tracolla + 5 ticket per degustazione 10cc birra € 8.00

Ticket degustazione birra 10cc € 1.00

Laboratorio del gusto € 4.00

Show Cooking € 8.00

I posti per i Laboratori del gusto e lo Show Cooking sono limitati. Per partecipare bisogna prenotare inviando una mail all’indirizzo info@amicivillacalvanese.it ed indicando obbligatoriamente i nominativi dei partecipanti ed un numero di cellulare. Per accedere ai Laboratori del gusto ed allo Show Cooking, oltre al costo rispettivamente di € 4.00 ed € 8.00, occorre obbligatoriamente acquistare il ticket d’ingresso di € 8.00

COME RAGGIUNGERE VILLA CALVANESE

Villa Calvanese – piazza Gangemi, 1 – 84083 Castel San Giorgio (Sa)

Coordinate      40°46’42.7″N 14°40’45.4″E       (40.778537, 14.679279)

Per chi arriva dall’autostrada A30, uscita Castel  San Giorgio, prendere la direzione per il centro di Castel  San Giorgio (girare a destra) e lungo la strada, dopo 2.5 km,  si raggiunge Villa Calvanese.

 

COME PARCHEGGIARE

Sono previsti ampi parcheggi nei pressi di Villa Calvanese, segnalati da operatori presenti sul posto.

 

INFO

info@amicivillacalvanese.it

cell. +39 3313016669

Campionato Mondiale del Pizzaiuolo al Napoli Pizza Village

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Nei giorni scorsi, per l’esattezza il 3 e il 4 settembre, si è svolto a Napoli il 12° Trofeo Caputo – Campionato Mondiale del Pizzaiuolo, inserito nella manifestazione Napoli Pizza Village, organizzata dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, con 45 forni rappresentanti le migliori pizzerie appartenenti all’associazione.

Non poteva mancare il forno per le pizze senza glutine, gestito dallo Chef Nicola Ricci, il quale ha lavorato con impegno e passione per soddisfare la grande affluenza di pubblico, con la preparazione di oltre mille pizze senza glutine, alle quali erano abbinati i bignè con crema pasticcera preparati dallo stesso Ricci.

Alfonso Del Forno e Nicola Ricci
Alfonso Del Forno e Nicola Ricci

Ma torniamo al 12° Trofeo Caputo, al quale ho partecipato in qualità di giurato in compagnia dei rappresentanti regionali dell’Associazione Italiana Celiachia. In totale i partecipanti sono stati dieci, tra i quali due donne. La qualità generale delle pizze è stata decisamente medio/alta e, non essendoci vincoli per la farcitura che l’impasto, i pizzaioli si sono divertiti nel personalizzare le pizze con materie prime legate ai territori di provenienza.

Particolarmente interessante la pizza di Giovanni Giorgio: molto bella da vedere, oltre che ottima da mangiare, con mezza pizza ripiegata. La farcitura del “calzone” è stata realizzata con stracchino e salame Milano, mentre la parte a vista è stata realizzata con mozzarela e  stracchino in forno, mentre in uscita sono stati aggiunti speck, noci e fichi. L’impasto, realizzato con farina Mix It di DS e  lievitazione di 24 ore, è risultato essere ben lievitato, con un cornicione che faceva bella mostra di se ed una cottura perfetta.

La pizza di Giovanni Giorgio vincitrice del concorso
La pizza di Giovanni Giorgio vincitrice del concorso

La margherita è stata la pizza con la quale ha partecipato Antonio Salvati, il quale ha usato il mix Biaglut lievitato per 6 ore, farcendo il disco con materie prime di alta qualità, dal pomodoro San Marzano all’olio extravergine di oliva, passando per il fiordilatte. Buona sia la lievitazione che la cottura finale. Una pizza buona per tutti.

Antonio Salvati
Antonio Salvati

Mozzarella e provola di bufala, pachino giallo, rucola e scaglie di Parmigiano Reggiano sono gli ingredienti magistralmente usati da Michele Maresca per la pizza realizzata con farina Le 5 stelle e lievitata per 24 ore. Una pizza che al palato risulterebbe difficilmente distinguibile da una fatta con farina tradizionale (con glutine). Davvero buona.

Michele Maresca
Michele Maresca

Il fiore di zucca ha personalizzato la margherita di Massimo Franco, il quale ha preparato la pizza con farina Caputo (lievitazione 10 ore), farcendola con materie prime di buona qualità. Anche in questo caso la pizza è risultata essere cotta al punto giusto.

Massimo Franco
Massimo Franco

La scelta di materie prime ricercate è stata la strategia usata da Salì Murataj per farcire la sua pizza, realizzata con farina Biaglut e lievitata 48 ore: noci francesi, olio tartufato, pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala, parmigiano Reggiano, salsiccia di maiale nero ed acciughe. Forse troppi sapori forti e non molto equilibrati tra loro. L’impasto invece molto buono per quel che riguarda la lievitazione. Non perfetta la cottura, visto che  alcuni ingredienti e lo stesso cornicione risultavano bruciati.

Salì Murataj
Salì Murataj

Il cappero è stato l’ingrediente caratterizzante di Paolo Bosio, il quale, usando la farina del Pane di Anna, ha realizzato una pizza con pomodoro, pomodorini, stracciatella e basilico.

Paolo Bosio
Paolo Bosio

Altrettanto interessante la pizza di Lucia Varlese, farcita con provola, emulsione di 4 formaggi, patate e zucchine lessate. Non male la cottura.

Lucia Varlese
Lucia Varlese

Giudizio nella media per la pizza di Domenico Felice, il quale ha preparato una miscela con 80% di farina di riso e 20% di farina di grano saraceno. Il risultato è stato quello di una pizza caratterizzata troppo dal grano saraceno che ha appesantito l’impasto, non permettendogli una buona lievitazione ed è stato un peccato vista l’ottima qualità della farcitura, realizzata con fiordilatte, pomodorini e basilico.

Domenico Felice
Domenico Felice

Discorso diverso per la pizza realizzata da Giuseppe Bianchi con il 20% di farina di castagne e 20% farina Schar, con una farcitura troppo intensa, preparata con pomodoro, peperoni, petto di pollo e ricottine di bufala.

Giuseppe Bianchi
Giuseppe Bianchi

Migliorabile la margherita di Simona Cammarota: la pizza è stata realizzata con un panetto preparato poco prima della gara (30 minuti prima) con farina Biaglut ed è risultata poco cotta e lievitata all’interno, nonostante la cottura esterna fosse giusta (forse l’impasto avrebbe dato il meglio di se nel forno elettrico con temperature inferiori e tempi di cottura più lunghi). Anche la scelta delle materie prime non mi hanno pienamente convinto in termini di qualità, nonostante sia stato dichiarato il pomodoro San Marzano, l’olio extravergine d’oliva e il fiordilatte.

Simona Cammarota
Simona Cammarota

Al di là della competizione, quello che viene fuori da questo evento è stato il notevole passo in avanti fatto dalle aziende produttrici di farine, con l’ottimizzazione delle miscele. A questo si aggiunge la professionalità dei pizzaioli, che sono sempre più attenti a preparare pizze senza glutine di elevata qualità, realizzando prodotti sempre più vicini a quelli tradizionali con glutine.

Un ringraziamento speciale va fatto allo Chef Nicola Ricci che ha coordinato i lavori della competizione e ha dato la possibilità di poter mangiare le sue pizze senza glutine ai tantissimi celiaci accorsi al Napoli Pizza Village.

Lo Chef Nicola Ricci
Lo Chef Nicola Ricci

Per meglio verificare cosa accade fuori dai concorsi non rimane che verificare la qualità delle pizze nei singoli locali, alla ricerca della pizza perfetta!

Buon Appetito

Pizza gourmet e birra artigianale: il senza glutine di alta qualità

Pizza con tartare di tonno, zucchine marinate in birra e fiori di zucca
Pizza con tartare di tonno, zucchine marinate in birra e fiori di zucca

La birra artigianale senza glutineha caratteristiche di alta qualità che ci permettono di poterla bere in abbinamento a grandi piatti di ristorazione, così come in genere avviene con i vini. Avere la possibilità di scelta oggi è fondamentale in un’alimentazione che vuole puntare sulle eccellenze delle materie prime e sul corretto utilizzo degli abbinamenti gastronomici. Se fino a poco tempo fa ci si poneva il problema di trovare una buona birra senza glutine che non ci facesse rimpiangere di bere questa bevanda con il gusto conosciuto in precedenza (per chi ha scoperto di essere intollerante al glutine più in là con gli anni), oggi possiamo dire con certezza che il mercato ci offre una così vasta gamma di prodotti da permetterci di scegliere ciò che beviamo in funzione di ciò che mangiamo.

 

 

 

Diventa quindi molto stimolante, con questi strumenti, divertirsi negli abbinamenti alimentari con le realizzazioni di grandi chef e cercare di trovare la birra giusta per ogni piatto. In genere questo avviene quando il piatto è già a tavola e, conoscendo gli ingredienti utilizzati, si fa affidamento alla carta delle birre per capire quale abbinamento è più giusto.

Per chi non si accontenta di voler solo poter scegliere cosa bere vicino ad un piatto, nasce la curiosità di sperimentare nuove strade nella gastronomia, tali da poter aprire percorsi del gusto alternativi.

Da questo tipo di stimolo è nato un progetto che ha avuto modo di concretizzarsi a Napoli in occasione della manifestazione CeBio: unire insieme le forze di esperti in diversi settori della gastronomia per tirare fuori un piatto unico nel suo genere. Uno chef, un pizzaiolo, una pastry chef ed un degustatore di birre: Marco Scaglione, Marco Amoriello, Mena Squillacioti ed il sottoscritto.

L’idea di base è stata la birra come comune denominatore nella realizzazione dei piatti, con conseguente abbinamento alle birre utilizzate. Il risultato di questa fusione di esperienze è stata la realizzazione di tre pizze gourmet che utilizzavano come base il disco di pizza realizzato da Marco Amoriello e come farcitura due ricette di alta cucina di Marco Scaglione ed una di pasticceria di Mena Squillacioti. Io ho abbinato le birre alle tre pizze gourmet e, come vedrete, la birra non è entrata solo in abbinamento con i piatti, ma è stata ingrediente fondamentale per la realizzazione degli stessi.

Partendo dall’impasto per la pizza, Marco Amoriello ha utilizzato la birra come liquido d’impasto e come agente lievitante, con un risultato eccezionale in termini di qualità del panetto finale.

Le birre che abbiamo impiegato sono della Glutenberg, marchio Canadese Campione del Mondo 2012 a San Diego nella categoria delle birre senza glutine. La caratteristica principale di queste birre è la totale assenza di glutine, visto che sono realizzate con materie prime naturalmente senza glutine, come il miglio, grano saraceno, mais, riso, quinoa, etc…

La prima pizza, realizzata con base fiordilatte e filetto di pomodoro, è stata guarnita con tagliatelle di zucchine marinate in birra, tartare di tonno rosso, capperi in fiore e fiori di zucca. Visti gli ingredienti utilizzati, ho pensato di abbinare a questa pizza una Saison, birra di tradizione belga, con sentori di spezie (pepe rosa) sia al naso che al palato e con un retrogusto finale citrico che lascia la bocca asciutta e pulita. La stessa birra è stata utilizzata per marinare le zucchine.

La seconda pizza ha avuto come farcitura, su una base di solo fiordilatte, il petto di quaglia cotto in umido con olive di Gaeta e sfumato con la birra, completata in uscita con pomodoro Piennolo del Vesuvio spellato. A questa portata ho pensato di abbinare una American Pale Ale per il suo equilibrio tra il dolce e l’amaro, con una nota agrumata di pompelmo rosa che sia al naso che al palato rende piacevole l’abbinamento con i delicatissimi ingredienti utilizzati.

La pizza conclusiva è stata quella con farcitura dolce. In questa portata c’è stato il lavoro globale di tutto il gruppo, con la maestria realizzativa di Mena Squillacioti che ha preparato dei babà realizzati partendo dal lievito madre. La pizza base è una focaccia su cui è stata spalmata una crema alle mandorle. I piccoli babà, bagnati in birra, sono stati contornati da fragole e da foglioline di menta. Una vera delizia per gli occhi, ma soprattutto per il palato. A questo tipo di dolce non potevo che abbinare una birra elegante sia alla vista che alla degustazione: la blonde ale. L’estrema raffinatezza di questa birra con i sentori floreali che invadono il naso, sono stati gli elementi che mi hanno permesso di optare per questo prodotto.

Questa esperienza, che sarà ulteriormente approfondita nei prossimi mesi, ha permesso a noi tutti di poter utilizzare la birra come ingrediente e come complemento per dei piatti di alta cucina e fa si che si possa guardare a questo prodotto con un occhio diverso.

Cheers