Tre giorni di birra senza glutine

Ho voluto attendere qualche giorno prima di scrivere un vero e proprio resoconto della tre giorni briantea. Come già detto in passato, l’Italia Beer Festival di Monza era un primo passo nella direzione di un progetto molto più articolato ed ampio che avrebbe preso corpo nei mesi a seguire. Questo primo passo è andato oltre le più rosee aspettative ed ha confermato che l’idea originaria del progetto è stata centrata e che i risultati fanno ben sperare che qualcosa stia cambiando intorno al mondo del gluten free.

La presenza dello stand di Nonsologlutine, insieme a quello di Liberidalglutine,  alla manifestazione  tenutasi nella cornice dello Stadio di Monza, è stato il primo e vero passo in avanti verso la presenza di prodotti senza glutine affianco a quelli cosidetti “glutinosi” in un evento pubblico aperto a tutti. Le centinaia di persone che si sono intrattenute a parlare, bere e mangiare allo stand, sono la conferma che la sensibilità delle persone verso il mondo gluten free è davvero alta. Nei tre giorni trascorsi a Monza ho raccolto la testimonianza di tutti coloro che si sono trattenuti a fare due chiacchiere per parlare dei vari argomenti relativi al gluten free e la sorpresa maggiore è stata quella di scoprire che un buon 50% delle persone con cui ho parlato non erano celiache, ma era curiosi di capire quali sono le dinamiche della celiachia, cosa prevede la dieta senza glutine e soprattutto se i prodotti sono equivalenti agli altri in termini di gusto. A questo riguardo ho riscontrato le più grandi soddisfazioni, perché dopo aver bevuto le birre senza glutine presenti, la maggior parte delle persone mi riferivano di non trovare grandi differenze rispetto alle birre tradizionali e che averle assaggiate faceva loro capire che gli alimenti gluten free non sono prodotti pseudo-farmaceutici come immaginavano.

Ci sono tre aneddoti di queste giornate che mi piace mettere in rilievo.

Il primo riguarda una signora di 72 anni, celiaca, accompagnata dalla figlia e dal compagno di quest’ultima. Sono venuti a Monza perché sapevano dell’area gluten free e desideravano passare qualche ora in quella cornice insieme alle altre persone, bevendo e mangiando senza glutine. Ho fatto sedere la signora sotto al gazebo e l’ho vista mangiare con gusto delle patatine fritte accompagnandole con la birra fresca. Aveva un viso così rilassato e gioioso perché finalmente era fuori casa a mangiare e bere senza pensare alle privazioni a cui era abituata nelle sue gite fuori porta. Abbiamo chiacchierato tanto tempo degli ultimi tre anni, da quando le era stata diagnosticata la celiachia, che ha vissuto con ansia e privazioni, sempre attenta a non mangiare cose che trovava in giro, magari uscendo con tutto ciò che le serviva per mangiare fuori casa. Alla fine ci siamo salutati con affetto e ci siamo dati appuntamento alle prossime manifestazioni che organizzeremo in quelle zone.

Il secondo aneddoto è relativo ad un ragazzo di circa 25 anni, venuto a Monza per le birre artigianali tradizionali. Durante il suo tour  tra gli stand si è fermato al mio per chiedere informazioni sulla birra senza glutine e per capire cosa offre oggi il mercato. Mi ha detto che il suo interessamento era rivolto soprattutto alla sorella celiaca, che ormai non beve birra di qualità da quando ha scoperto la sua condizione. Gli ho fatto una panoramica del mondo della birra gluten free ed ha cominciato a berne più di un tipo per testarne la bontà. Dopo essersi allontanato e ritornato diverse volte, a fine serata è venuto a prendere delle bottiglie da portare alla sorella che non poteva essere presente all’IBF e mi ha voluto rendere partecipe di una sua decisione: negli ultimi mesi ha avuto sintomi che farebbero ricondurre il suo stato ad una probabile celiachia e gli era stato consigliato di fare tutto l’iter per accertarne la diagnosi. Il suo timore era quello di scoprire di essere celiaco come la sorella e di non poter vivere in maniera spensierata la sua vita a contatto con la gente. Però in quella serata ha cambiato idea ed ha preso una decisione importante: nei giorni a seguire avrebbe fatto la gastroscopia e la biopsia al duodeno per verificare se fosse celiaco o no. Ciò che lo aveva convinto era stata la nostra chiacchierata e la scoperta del mondo della birra artigianale senza glutine: ora che era venuto a conoscenza di birre di qualità gluten free, avrebbe potuto affrontare con serenità anche una diagnosi di celiachia, sapendo che non avrebbe smesso di bere birre di qualità.

Il terzo episodio che amo ricordare riguarda una signora di circa 65 anni accompagnata dal marito. Con lei ho avuto un approccio infelice al primo impatto. Non era ben disposta a guardare con un sorriso la celiachia per altre patologie importanti che si portava addosso e che, a suo dire, erano conseguenze dell’intolleranza al glutine. Dopo essere passata allo stand si è accomodata ad un tavolo che era distante pochi metri dal mio gazebo ed ha cominciato a mangiare e bere birra. Nel corso delle ore che ha trascorso lì, il tuo viso si è trasformato, da teso che era all’inizio, fino a rilassarsi del tutto, continuando a bere birra per tutta la serata (il marito faceva la spola tra il mio gazebo ed il tavolo dove si erano accomodati). A fine serata non siamo riusciti a salutarci perché mi ero allontanato, ma il marito nel prendere i miei recapiti allo stand, ha voluto lasciare la sua email per essere aggiornato sulle future inziative di questo tipo e per ringraziarci della piacevolissima serata Queste testimonianze mi hanno davvero dato il senso della realtà in questo preciso momento storico in cui viviamo e il modo in cui le persone vivono la celiachia e il mondo del gluten free in particolare. Sono sempre più convinto che oggi sia necessario operare sulla cultura del gluten free, con una maggior presenza in manifestazioni in cui i prodotti gluten free sono di solito banditi.

Questo sarà di certo il campo in cui metterò tutte le mie energie nei prossimi mesi e in cui cercherò le sinergie giuste per poter compiere passi importanti in questo settore, magari coinvolgendo tutti coloro che avvertono l’esigenza di dare una svolta diversa al mondo del senza glutine, sia in termini di formazione che di informazione.

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