La giuria del World Gluten Free Beer Award

Oggi si aprono le porte del Gluten Free Expo di Brescia, il più importante salone del senza glutine in Europa, e molte saranno le novità che i visitatori potranno ammirare e gustare nei quattro giorni di durata.

Ciò che non si potrà vedere è il lavoro che effettueranno i giurati chiamati a valutare le birre in concorso per la prima edizione del World Gluten Free Beer Award, primo campionato internazionale delle birre senza glutine organizzato in Italia.

Una parte del lavoro, quello analitico della ricerca del glutine nelle birre, si sta già svolgendo nei laboratori Ul Conal di Cabiate, in provincia di Como.

Il panel di degustazione, che si occuperà dell’analisi organolettica delle birre concorrenti, si svolgerà sabato 16, in una sala riservata del complesso fieristico di Brescia, lontano dal pubblico, così da permettere ai giurati di lavorare nelle condizioni migliori. Le birre concorrenti sono 23 ed arrivano da diversi paesi, anche extra europei. Un numero davvero importante per questa prima edizione, che metterà i giurati alla prova con tipologie di birre diverse dal panorama brassicolo di cui abitualmente si occupano.

Ma veniamo alla composizione della giuria. I nomi scelti per questo contest sono di primaria importanza nel panorama brassicolo ed ognuno di loro ha un bagaglio di esperienza notevole nel mondo della birra.

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Flavio Boero

Flavio Boero, responsabile del controllo qualità di Carlsberg Italia, docente dell’Associazione Degustatori Birra per il riconoscimento dei profumi e difetti della birra, degustatore tra i più esperti in Italia, Presidente di Giuria nell’ultima edizione del concorso Birra dell’Anno di Unionbirrai.

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Simone Cantoni

Simone Cantoni, sommelier Fisar, docente Slow Food materia birra, collaboratore per la realizzazione della Guida Birre D’Italia di Slow Food, docente nei corsi Unionbirrai, giudice nelle ultime due edizioni di Birra dell’Anno di Unionbirrai.

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Francesco Caprioli

Francesco Caprioli del duo “i Birrogastrofonici”, beer firm fondata da Francesco Caprioli e dal Maestro Roy Paci, produce la Beerock American Pale Ale e le Plectrum. Collabora da circa 10 anni con Luigi Serpe del birrificio Maltovivo. I due si dedicano, tra l’altro, alla sperimentazione per la produzione di birre senza glutine.  La loro prima creazione è la “MiglioRe”, birra senza glutine al miglio (non in concorso).

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Luca Celoria

Luca Celoria, Beer Taster, Presidente dell’Associazione Malti da Legare, diplomato ai corsi Unionbirrai, due volte giudice al concorso Birra dell’Anno di Unionbirrai.

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Antonio Di Gilio

Antonio Di Gilio, medico con la grande passione per la birra. Fondatore e Presidente della Brasseria Veneta, una delle più attive associazioni italiane di homebrewers (produttori di birra in casa). Autore di due libri sulla birra fatta in casa (il terzo è in dirittura d’arrivo), organizza decine di incontri annuali con i migliori birrai italiani.

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Eugenio Pellicciari

Eugenio Pellicciari, Laureato in Scienze Gastronomiche ed in Giornalismo e Cultura Editoriale; ricercatore nel progetto sperimentale dell’Università di Parma “Il Luppolo a Marano s/Panaro tra Biodiversità e Qualità”; content editor e collaboratore per l’area birra de Il Gastronauta di Davide Paolini e del web-magazine Stile di Gusto; già in giuria nell’edizione 2013 di Birra dell’Anno.

I lavori si concluderanno nella giornata di sabato 16 novembre e la premiazione avverrà domenica 17 alle ore 15:30 nell’ambito del Gluten Free Expo.

Birra in Villa apre le porte ai prodotti Gluten Free

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Nella splendida cornice del Vanvitelliano Palazzo Calvanese di Castel San Giorgio (SA) nei giorni 18 e 19 maggio 2013 si terrà la seconda edizione di “BIRRA IN VILLA”.

Manifestazione interamente dedicata al mondo della BIRRA ARTIGIANALE organizzata dall’Associazione “Amici di Villa Calvanese” in collaborazione con la condotta Slow Food dell’Agro Nocerino-Sarnese e con il patrocinio degli Assessorati alla Cultura e alle Politiche Sociali del Comune di Castel San Giorgio.

La birra, col suo potere socializzante, è la bevanda che unisce tutti, senza distinzioni d’età e di ceto sociale. Da sempre associata alla ristorazione rapida, con la pizza come abbinamento ideale, la birra sta sempre più evolvendosi verso prodotti di qualità da abbinare all’alta cucina, grazie soprattutto al crescere della presenza di produzioni artigianali.

La Campania, nonostante abbia un’antica tradizione legata alla produzione di ottimi vini, si affaccia nel panorama brassicolo italiano con la grande forza e competenza dei birrai nostrani, andando sempre più a colmare il distacco con le produzioni dei grandi birrifici artigianali del nord.

Per dare spazio a questa rivoluzione brassicola che riguarda la nostra regione, la manifestazione Birra in Villa, giunta alla seconda edizione, vuole dare spazio alle creatività e alla bravura dei birrifici campani, senza però chiudersi rispetto alle produzione delle altre regioni o magari con produttori stranieri.

L’edizione di quest’anno vedrà la presenza di 13 birrifici, di cui 11 campani, 1 laziale ed uno canadese. Sarà possibile degustare tutte le birre presenti e partecipare ai laboratori di degustazione che verranno promossi nella due giorni di Villa Calvanese.

Le novità di quest’anno saranno gli approfondimenti tematici: oltre ai laboratori di degustazione e quelli relativi alla produzione della birra, ci saranno seminari su argomenti di attualità del mondo brassicolo.

Il primo appuntamento, dal titolo “La filiera della birra in Campania”, affronterà uno degli argomenti più interessanti del panorama brassicolo della nostra regione: la promozione di una filiera campana per la produzione di orzo, luppolo ed altri ingredienti utilizzati nella produzione di birra, come il limone, l’arancia e la castagna.

L’Assessorato regionale all’Agricoltura e le Organizzazioni Professionali Agricole supportano l’iniziativa nata dall’idea di A.Bi. Campania (l’associazione dei microbirrifici campani) con l’affiancamento di Assobirra. Il seminario avrà luogo sabato 18 alle ore 18.30 con la partecipazione di un rappresentante dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, il presidente di A.Bi. Campania Giuseppe Schisano, il direttore di Assobirra Filippo Terzaghi, i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole che operano sul territorio, il fiduciario della Condotta SlowFood dell’agro Nocerino Sarnese Marco Contursi, il Sindaco di Castel San Giorgio. Il dibattito sarà moderato da Alfonso Del Forno del portale internet www.birra.campania.it

Il secondo approfondimento, dal titolo “La birra artigianale: come rendere semplice l’approccio ad una bevanda complessa”, che si svolgerà domenica 19 alle ore 18.30, vedrà riuniti gli attori principali del movimento brassicolo campano, con la presenza dei rappresentanti delle associazioni che operano nel mondo della birra, i pubblican e alcuni birrai. La discussione verterà intorno alle modalità con le quali è possibile raggiungere il consumatore medio che ancora non conosce la birra artigianale, mettendo a confronto le esperienze e le difficoltà che ogni singolo operatore riscontra nell’attività giornaliera.

Per quanto riguarda i laboratori, ci saranno tre appuntamenti.

Il primo sarà quello relativo al mondo delle birre senza glutine. Alfonso Del Forno, presidente dell’Associazione Degustatori Birra senza glutine e fondatore del portale nonsologlutine.it, presenterà per la prima volta in Campania i dati dell’inchiesta effettuata sulla quantità di glutine rilevata all’interno delle birre artigianali, proseguendo con la degustazione delle birre campane che si sono distinte per il basso contenuto di glutine.

Un secondo laboratorio sarà tenuto dall’Associazione Birrando si Impara e l’argomento sarà quello della produzione della birra in casa. Oltre all’approfondimento delle varie tecniche di produzione e la conoscenza delle materie prime, saranno degustate le birre di alcuni birrifici che affondano le loro radici in lunghi percorsi di homebrewing.

Il terzo laboratorio di degustazione punterà sulla birra artigianale e i falsi miti che ruotano intorno a questo mondo. Sarà condotto da Carlo Nardi, vice presidente dei Malti da Legare, e Vincenzo Cillo, birraio e docente SlowFood. Durante il laboratorio saranno degustate delle birre artigianali che permetteranno di sfatare alcuni miti che coinvolgono il mondo della birra.

Associazioni presenti

SlowFood

ADB Senza Glutine

Birrando si Impara

Malti da Legare

 

Birrifici presenti

Maneba – Striano (NA)

Birrificio Irpino – Monocalzati (AV)

Maltovivo – Ponte (BN)

Il Chiostro – Nocera Inferiore (SA)

Aeffe – Castel San Giorgio (SA)

Tennent’s Pagani – Pagani (SA)

Birrificio Sorrento – Sorrento (NA)

Karma – Alvignano (CE)

Alter Ego – Atripalda (AV)

Birrificio Saint John’s – Faicchio (BN)

Birrificio dell’Aspide – Roccadaspide (SA)

Cerevisia Vetus – Ceccano (Fr)

Glutenberg – birre senza glutine

 

Media

www.amicivillacalvanese.it

www.birra.campania.it

www.nonsologlutine.it

inoltre potete seguirci sulla pagina facebook di Birra in Villa.

 

Sarà allestita una zona food a cura della pizzeria O’Sarracin dei fratelli Tramontano e del ristorante Dream di Castel San Giorgio, in cui poter degustare piatti e pizze abbinati alle birre presentate.

Presso lo spazio di NONSOLOGLUTINE sarà allestita un’area food con prodotti GLUTEN FREE.

COME FUNZIONA BIRRA IN VILLA:

3,00 €  solo ingresso;

8,00 €  ingresso + bicchiere e tracolla + n. 4 ticket per degustazioni birra.

Il costo dei laboratori è di 3,00€ a persona ed è su prenotazione, da effettuarsi inviando una mail all’indirizzo info@amicivillacalvanese.it ed indicando obbligatoriamente i nominativi dei partecipanti ed un numero di cellulare. Per accede ai laboratori, oltre al costo di 3,00€, occorre obbligatoriamente acquistare all’ingresso della manifestazione anche il ticket di 8,00€.

I seminari sono gratuiti e senza prenotazione.

Per info: info@amicivillacalvanese.it        cell. +39 3313016669

PROGRAMMA BIRRA IN VILLA 2013

SABATO 18 MAGGIO 2013

– ore 18.00

Inaugurazione della II edizione di Birra in Villa ed apertura al pubblico degli stand espositivi.

– ore 18.30

Seminario: “La filiera della birra in Campania”

Modera Alfonso del Forno

– ore 20.00

Laboratorio didattico: birre senza glutine

a cura di: Alfonso Del Forno (presidente ADB senza glutine) – Sala Teatro

– ore 21.00

Laboratorio didattico: birra artigianale e i falsi miti

a cura di: Carlo Nardi (vice presidente dei Malti da Legare) e Vincenzo Cillo, birraio e docente SlowFood – Sala Teatro

– dalle ore 20.30

Musica jazz dal vivo con i Rose Jazz Trio – Terrazzo 1°piano

 

DOMENICA 19 MAGGIO 2013

– ore 18.00

Apertura al pubblico degli stand espositivi.

– ore 18.30

Seminario: “La birra artigianale: come rendere semplice l’approccio ad una bevanda complessa”

Modera Alfonso del Forno

– ore 19.30

Laboratorio didattico: produzione della birra in casa

a cura di: Associazione Birrando si Impara – Sala Teatro

– dalle ore 20.30

Proiezione della partita Roma – Napoli – Terrazzo 1°piano

 

IBF Roma 2013: il senza glutine in primo piano

IBF Roma

Dopo la tappa milanese, le birre artigianali italiane di qualità saranno protagoniste a Roma. Dal 10 al 12 maggio si terrà infatti la quinta edizione dell’Italia Beer Festival animata da stand di degustazione allestiti dai birrifici, corsi e laboratori a cura dell’Associazione Degustatori Birra e la programmazione di spazi dedicati all’homebrewing, l’arte di farsi la birra in casa.

L’edizione 2013, che verrà accolta anche quest’anno dagli avveniristici spazi dell’Atlantico, la moderna struttura polivalente basata su un mix di estetica, funzionalità e design, proporrà la consolidata formula incentrata sull’offerta di centinaia di birre artigianali in degustazione, dai prodotti tradizionali alle innovazioni più recenti, come le birre realizzate con aggiunta di segale Rye Ipa o di frumento American Wheat, accompagnata dall’ormai consueta programmazione di laboratori e workshop dedicati sia all’apprendimento dei rudimenti dell’arte birraria per i neofiti, sia all’approfondimento conoscitivo del mondo della birra artigianale con la proposta di argomenti specifici ad uso dei più esperti e non mancherà uno spazio dedicato alle birre senza glutine.

Proprio il settore delle birre senza glutine è quello che ci riguarda più da vicino. Sabato 11 alle ore 19:00 ci sarà un laboratorio di degustazione in cui verranno illustrati i risultati dell’inchiesta condotta da nonsologlutine sul contenuto di glutine all’interno delle birre artigianali. Al termine della presentazione, faremo una degustazione di birre artigianali gluten free. Ma non si limita al beverage la presenza del gluten free a Roma. Anche la ristorazione pone attenzione all’argomento, con la presenza di artigiani maremmani che serviranno un fantastico stinco di maiale, cotto a legna senza l’aggiunta di prodotti con glutine. Un motivo in più per venire all’IBF di Roma.

Per partecipare gratuitamente al laboratorio di sabato 11, prenotate seguendo le istruzioni che trovere qui.

La manifestazione si terrà all’Atlantico, nuovo spazio romano dedicato a musica ed eventi (viale dell’Oceano Atlantico 271 D) con i seguenti orari: venerdì 10 maggio (17.00-02.00); sabato 11 maggio (12.00 – 02.00); domenica 12 maggio (12.00 – 24.00).

Birra senza glutine all’Italia Beer Festival di Milano

Da domani avrà inizio l’ottava edizione dell’Italia Beer Festival di Milano. Questo appuntamento, diventato ormai un “must” per tutti coloro che amano la birra artigianale, vedrà impegnati ben 30 birrifici artigianali italiani, i quali saranno pronti ad accogliere tutti coloro che entreranno nella struttura dello SPAZIO 90 (East End Studios) per degustare le migliori produzioni brassicole del nostro paese.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione Degustatori Birra, prevede tre giorni di appuntamenti molto impegnativi, con in primo piano il CIBA (Campionato Italiano della Birra Artigianale), nato nel 2006, che vedrà il suo atto conclusivo con la proclamazione dei vincitori.

Nell’edizione 2013, oltre alle consuete degustazioni, sarà possibile partecipare anche ad incontri (tutti i giorni dalle ore 19.00) dedicati all’homebrewing, ossia l’arte di farsi la birra in casa.

Anche in questa edizione, come già è accaduto all’IBF di Roma e di Monza nel 2012, una delle protagoniste sarà la birra senza glutine, a cui sarà dedicata la giornata di apertura. Infatti domani, venerdì 22, alle ore 19:30 terrò un laboratorio di degustazione sulle birre senza glutine, all’interno del quale saranno illustrati i dati delle ricerche che ho condotto insieme alla società ICQ Global – Conal per verificare il contenuto di glutine presente nelle birre artigianali italiane. Naturalmente non si parlerà solamente, ma dedicheremo buona parte del tempo alla degustazione delle birre che per prime sono arrivate sul mercato italiano con ben cinque prodotti: le Green’s.

Queste birre sono realizzate da malto d’orzo e il glutine viene ridotto al di sotto delle 20 ppm durante la produzione. L’azienda inglese, che produce in belgio, ha il merito di avere sul mercato cinque tipologie di birre diverse che possono venire incontro alle svariate esigenze gustative degli appassionati di birre artigianali. Durante il laboratorio guiderò i presenti alla degustazione delle Green’s,  le quali hanno aperto nuove frontiere nel settore del senza glutine. Naturalmente l’appuntamento con queste birre non si esaurisce con la chiusura del laboratorio, ma proseguirà per tutta la serata.

Per maggiorni informazioni sull’intera manifestazione potete consultare la pagina del sito dell’ADB dedicata all’evento.

Cheers

Alfonso Del Forno

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Birra senza glutine: inchiesta per verificare la quantità di glutine nelle birre artigianali italiane

La birra è una bevanda da sempre considerata “socializzante” per la capacità di essere spesso consumata in ambiti informali, soprattutto in contesti di aggregazione in cui  le persone si riuniscono per momenti di relax.

Questa caratteristica mi ha spinto ad approfondire maggiormente l’argomento nell’ambito dei prodotti senza glutine, visto che la birra, realizzata soprattutto con malto d’orzo ricco di glutine, sembra essere un alimento off-limits per gli intolleranti al glutine.

Approfondendo la conoscenza sulle attuali produzioni di birra senza glutine, ho riscontrato due scuole brassicole: la prima, di carattere europeo continentale, legata all’utilizzo del malto d’orzo, e la seconda, tipica dei paesi anglosassoni e dell’america del nord, che si indirizza verso la produzione con malti di cereali originariamente senza glutine.

La differenza tra i due metodi di produzione é legato soprattutto al risultato finale in termini di presenza del glutine nel prodotto finito.

Nel caso di utilizzo di materie prime senza glutine (miglio, sorgo, grano saraceno, castagne, riso, mais, quinoa, etc…) siamo certi di ottenere una birra a contenuto di glutine pari a zero, mentre nel caso dell’utilizzo del malto d’orzo, le procedure che rendono possibile l’estrazione del glutine, per quanto certificate e standardizzate, non consentono di poter avere risultati sempre costanti, per le tante variabili che intervengono nel processo di estrazione. Nel caso poi delle birre artigianali l’incertezza è anche maggiore per l’impossibilità di standardizzare la produzione.

Dopo aver studiato in maniera approfondita le tecniche brassicole per la produzione di birra artigianale, ho potuto verificare, teoricamente, che vi sono diversi momenti delle fasi produttive in cui si può intervenire per poter eliminare il glutine dalla birra.

Quello che mancava era un riscontro oggettivo, ed è per questo motivo che ho pensato di condurre una indagine sulla produzione artigianale italiana per verificare se i segnali che venivano dalla teoria trovavano riscontro nella pratica.

Visto il carattere di totale indipendenza di questa inchiesta, ho proposto il progetto ad uno dei più autorevoli laboratori di indagini presenti in Italia: ICQ Global, avendo come interlocutori diretti il dott. Giorgio Volponi (con me in foto) e il dott. Giovanni Auditore.

Il Gruppo ICQ nasce più di 30 anni fa come società di controllo e di ispezione ed è oggi uno dei più importanti istituti indipendenti per la certificazione di sicurezza e di qualità dei prodotti sul mercato. Il Gruppo si compone di 3 divisioni: IISG (Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli) – ICQ – CONAL (Food Safety Specialist). La divisione CONAL del gruppo ICQ possiede una specifica competenza sul fronte dell’analisi degli alimenti, basata su un metodo multidisciplinare reso possibile dalla presenza di professionisti con competenze diversificate e preparati a lavorare in gruppo.

Dal 1 agosto 2012 ICQ è stata acquisita da Underwriters Laboratories (UL), una società indipendente leader mondiale nella sicurezza, con più di 117 anni di storia, contando sull’impiego di  quasi 10.000 dipendenti in più di 100 paesi.

Lo scopo principale di questa inchiesta era stabilire quali tipi di birra hanno un contenuto di glutine molto vicino alla soglia di 20ppm.

Si è deciso di coinvolgere un numero significativo di prodotti presenti sul mercato, facendo partecipare i più importanti birrifici Italiani. Per avere un quadro completo, si è proceduto ad analizzare anche le più diffuse birre industriali presenti sul mercato e le birre vendute in Italia con il marchio “senza glutine”. I birrifici partecipanti sono stati 36 per un totale di 110 birre esaminate.

Per far si che le indagini sulla presenza del glutine dessero dei risultati oggettivamente confrontabili con quelli previste dalle norme, si è utilizzata la metodologia consigliata dall’AIC (Associazione Italiana Celiachia), la quale richiede che la determinazione del glutine sia svolta tramite metodica r5 Elisa (saggio immuno-enzimatico con anticorpo monoclonale r5) che è l’unica attualmente riconosciuta ufficialmente dal Codex Alimentarius. Per la quantificazione di glutine idrolizzato (birra, sciroppo di glucosio, ecc..) va applicata la variante r5 Elisa “competitive”.

Ma veniamo ai risultati veri e propri. Per ogni range impostato, abbiamo accorpato le birre seguendo gli stili birrai dichiarati dalle aziende.

Il limite superiore verificabile in maniera puntuale è di 270 ppm (mg/kg). Abbiamo rilevato che 32 birre hanno superato questo limite, con la presenza di alcuni stili nei quali sospettavamo la grande presenza di glutine: Belgian Ale, Saison, Blanche e Weisse.

Il secondo raggruppamento è quello delle birre che hanno un contenuto di glutine compreso tra i 100 e i 270 ppm. In questa categoria verifichiamo che la presenza di stili di cui si sospettava una presenza di glutine elevato cominciano a diminuire, infatti le Saison, le Blanche e le Belgian Ale sono solo sette.

Il terzo gruppo di birre, il cui contenuto di glutine è compreso tra i 20 e i 100 ppm, è composto da 32 birre. Questo risultato è già da solo estremamente interessante perchè per legge queste birre possono riportare in etichetta la dicitura “tracce di glutine”, che è il gradino immediatamente a ridosso del “senza glutine”. Come avevamo teorizzato prima delle analisi, tra gli stili che cominciano a prevalere ci sono Lager, Pilsner, Bitter e Pale Ale.

Veniamo ora alle birre risultate “senza glutine”. Abbiamo rilevato ben 12 birre con valori di glutine inferiore ai 20 ppm, il che vuol dire che potrebbero essere messe in commercio con la scritta “senza glutine”. Gran parte di queste dodici birre sono già vendute per gli intolleranti al glutine, ma tra queste vi sono anche birre artiginali italiane e birre industriali che vengono vendute senza che sia segnalato il basso valore di glutine (forse perchè non hanno mai avuto la “curiosità” di indagare sulla presenza di questa proteina). Gli stili che risultano essere “senza glutine” sono soprattutto Lager e Pilsner, cosa che ci fa pensare che è soprattutto in quella direzione che i birrai dovranno lavorare per poter produrre birre senza glutine.

Ad oggi abbiamo deciso di non pubblicare i nomi delle birre che sono risultate “senza glutine” o con “tracce di glutine” perchè spetta ai birrifici decidere se continuare nella sperimentazione e rendere questi risultati costanti nelle loro produzioni, così da essere certi di poter mettere sul mercato un prodotto sicuro.

Possiamo trarre sicuramente delle conclusioni e sintetizzarle in pochi punti:

  • Alcuni processi tecnologici sembrano giocare un ruolo fondamentale nell’ottenimento di birra senza glutine da malto d’orzo;
  • Pastorizzazione e filtrazione, tipiche del processo industriale, non sono sufficienti ad eliminare completamente la frazione di glutine;
  • Birre di bassa fermentazione, con poco corpo, presentano valori di glutine nettamente inferiori a birre di frumento e belgian ale.

Il risultato finale dell’indagine è decisamente confortante e si presta a molte valutazioni, soprattutto nell’ottica di future produzioni italiane nel mercato del gluten free. Avere 44 birre con valori di glutine inferiore a 100 è un risultato inaspettato e ci fa ben sperare in prospettiva futura sulla possibilità di avere sempre più birre senza glutine.

Le birre analizzate sono state prodotte senza riflettere sull’effettivo contenuto di glutine ma è evidente come molte di esse abbiano la potenzialità di diventare “senza glutine”.

Ci sono le basi per proseguire attraverso studi approfonditi sia inerenti la tecnologia brassicola, sia inerenti le tecniche di analisi, per garantire prodotti eccellenti privi di glutine.

Da oggi i dati saranno forniti ai singoli birrifici ed ognuno di loro avrà uno strumento in più per poter sperimentare nella produzione di birra senza glutine di qualità.

Per quanto mi riguarda, nei prossimi mesi approfondirò lo studio delle birre analizzate, preparando le schede di ogni singola birra in cui metterò in rilievo le materie prime utilizzate e le tecniche brassicole adottate, per poter avere ulteriori strumenti di approfondimento ad uso e consumo di tutti coloro che vogliono investire in un progetto di produzione di birra senza glutine.

I numeri di questa inchiesta dicono una sola cosa: i birrai italiani hanno le competenze per poter avviare una rivoluzione brassicola, perfezionando le ricette e le tecniche di produzione affinchè si possano avere tante birre senza glutine senza lesinare sulla qualità finale del prodotto.

Cheers

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